Storia di un capitano. Ago per tutti i bambini

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AS ROMA NOTIZIE – Un libro piccolo quanto la mano di un adulto, ma dentro c’è il sogno, grande, di un bambino. Si intitola “Ago – Storia di un capitano” (Ed. Biancoenero, 9 euro), ed è – in disegni e parole – il racconto di come uno dei campioni più amati della Roma ha cominciato a giocare a pallone, ha esordito e poi è diventato un simbolo giallorosso.

È un libro per trasmettere ai bambini non solo una passione, ma l’idea che i sogni si possono realizzare e che è più facile riuscirci se si è bravi fuori e belli dentro, come era Agostino Di Bartolomei.

Giulia Franchi, 36 anni, cresciuta dal suo papà “a pane e Roma”, si occupa di arte, libri, bambini; Massimiliano Di Lauro, 34 anni, di Trani, della Roma si è innamorato forse “senza un perché” e quell’amore lo trasmette con i pennarelli.

(Corriere della Sera)

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24 Commenti

    • Pienamente d’accordo! Tutt’altro spessore. La Roma dovrebbe avere non pochi rimorsi nella vicenda Di Ba…

    • Tutto giusto quello che affermate riguardo la figura di Di Bartolomei…
      Per quanto riguarda il libro di Totti, non sono assolutamente d’accordo con voi perchè il ricavato delle vendite va tutto alla ricerca per curare i bambini malatidel Bambin Gesù.

    • mai una parola fuori posto lunico capitano

      P.S. i soldi dell’eventuale film a chi andrebbero?

      IO STO CON SPALLETTI

    • Ago non e stato manco un 5% di quello che e stato Totti. Ago e stato miracolato da Falcao altrimenti sarebbe stato un giocatore dimenticato con tanti altri suoi compagni di quella rometta della quale faceva parte. E che lottava ogni anno per non andare in b. Un grande capitano non festeggia un gol segnato alla Roma con la maglia del Milan come avesse segnato il gol in una finale di coppa del mondo. Bruno Conti e stato piu bandiera e piu simbolo di quella Roma di Ago, fatto mito dopo la sua tragica fine.

    • Ero a San Siro nel 1984 quando Ago segnò con la maglia rossonera proprio sotto la Fossa dei Leoni. All’epoca eravamo gemellati e insieme a altri ragazzi eravamo in segno di amicizia in mezzo a loro a vendere adesivi del CUCS – quella fu l’ultima volta che vidi Geppo, fondatore storico del Commando, il quale purtroppo già portava i segni del suo declino. I milanisti lo omaggiarono come fosse un guru venuto da lontano. (Era famoso in tutte le curve d’ Italia, gran parte dei cori che abbiamo tutti cantato erano idea sua). Nel secondo tempo ci siamo sorbiti l’urlo di Ago e le sue vene esplose verso noi con una rabbia rara, mai vista. Al ritorno Diba, dopo un fallaccio su Graziani, fu fischiato da tutto lo stadio.

      Ago è stato un grande Capitano.
      Totti, qualcosa di più.

    • Quelle due partite, andata e ritorno, furono le uniche due occasioni in cui Ago lasciò andare la sua frustrazione per essere stato deprivato della sua Roma, senza troppe cerimonie, come ben sai. Fino al giorno della sua tragica fine non si lasciò scappare mai nulla. Io, pur frustrato, capii il suo comportamento, degno del suo carattere orgoglioso, e lo perdonai. La statura morale di Ago e di Falcao (vero Marco?) sono scolpite in quella maledetta sera del 30/5/84. Uno che, già conscio del benservito, si carica in tutti i modi la squadra sulle spalle e l’altro che si nasconde nel momento topico. Se ne va 10 anni dopo, scegliendo proprio quel giorno lì. Totti è stato molto di più come calciatore, qualcosa meno come capitano.

    • Forse dimentichi che dopo la partenza di Liedholm, fu cacciato dalla Roma dopo la finale di Coppa. La rabbia ci stava tutta verso una società che lo aveva considerato finito.Totti non è stato mai cacciato da nessuno, semmai lui ha fatto cacciare molta gente dalla Roma…

    • Chico, non dimentico nulla. So bene come andarono le cose. Ho solo riportato i fatti. Ero a pochi passi da Ago e vidi chiaramente la sua rabbia. Ci rimasi male, ma ero ancora un ragazzo e poi mi passò. Totti per me resta un unicum senza nulla togliere a Agostino.

      A Masetti ricordo che Falcao era infortunato (neanche doveva giocare quella sera), a lui toccava l’ultimo rigore che poi, ininfluente, non fu tirato. L’errore fu non farglielo tirare prima, al posto di Graziani (scelto perchè Pruzzo e Cerezo erano anch’essi infortunati). Liedholm voleva far tirare Strukelj, che giovane e incosciente com’era magari avrebbe segnato, ma Pruzzo gli si oppose. Quella sera andarono tutti in bambola e fummo, come sempre, iper jellati.
      E’ un piacere parlare con veri tifosi.

    • Il piacere è tutto mio. Non solo Pruzzo e Cerezo infortunati, anche Maldera squalificato. Una iattura che poteva capitare solo a noi. Le versioni sulla storia dei rigori sono state molteplici nel corso degli anni. Per molto tempo passò la teoria del rifiuto, confermata da Graziani, poi col tempo quella del quinto. Ago vide Graziani troppo emozionato e andò a prendergli il pallone dalle mani. Per me Falcao doveva fare lo stesso, pur stremato. Non aveva nulla da perdere, tanto il credito che aveva accumulato. Nè dimentico che lo stesso aveva tranquillamente firmato per l’Inter, prima dell’intervento di Andreotti. Falcao faceva i suoi interessi ancora prima di quelli della Roma. Non lo biasimo, lo faccio con quelli che lo pensano più romanista di Agostino.

    • E allora ci metto anche il mio ricordo,giacchè stavo lì…pure senza Ancelotti ,fermo da mesi per la rottura del crociato…

    • Chico stavolta abbraccio totalmente il tuo pensiero. In realtà, lo sapeva già da prima, da quando Liedholm comunicò che se ne andava e il nuovo, Eriksson, disse che non lo voleva. La cosa brutta fu che nessuno glielo disse mai apertamente in faccia. Semplicemente nessuno lo chiamò per rinnovare il contratto. E lui capì. Questa fu la vicenda che meno mi piacque della gestione Viola. Da uomo orgoglioso e non ruffiano, sfogò tutta la sua frustrazione in quelle due partite. Non disse mai nulla contro la società in quei dieci anni prima della sua fine. Si aspettava magari un piccolo risarcimento che non arrivò. Romanista vero, fino al midollo. Non accetterò mai che si sporchi la sua figura.

  1. I miei genitori neanche si conoscevano in quegli anni, ma è sempre bello leggere o ascoltare aneddoti e ricordi sul passato della Roma, fatto di momenti sia gioiosi che tristi.
    Mi ricorda mio padre, che ringrazierò sempre per avermi trasmesso la passione per questi colori…
    Forza Roma!

  2. Quello sfogo di di Bartolomei dopo il gol,fu contro la societa’ non contro i tifosi, che lui ha sempre amato! Ago fu tradito dalla Roma, e i tragici risvolti che seguirono probabilmente furono dovuti al fatto che gli furono chiuse le porte in faccia per un suo rientro nella societa’. Agostino e’ stato un capitano con le pa@@e, Totti non mi e’ mai risultato avesse ..

  3. Continua….. voce in capitolo nello spogliatoio,forse ha avuto piu’ voce verso la societa’( insieme a De Rossi)quando si e’ trattato di far silurare allenatori e compagni di squadra! AGO unico vero capitano!

  4. ora ve racconto un fatto VERO..trasferta a Perugia,la Roma pareggiava 1-1,e il pallone finisce in curva,e allora er cinese se lo pija e nun lo vole ridà,Agostino viene sotto la curva del Curi,e je grida brutto str..dammi il pallone..er cinese ce pensa un secondo e poi jò ridà..grande Agostino..

    • Se era nel 79 quando pareggiò Ugolotti al 90′, allora c’ero anch’io in quella specie di curva che praticamente non esisteva. O ti riferisci a quella dell’ 81, sempre 1-1? (La curva era stata appena tirata su).
      Un’altra: a Firenze perdevamo 1-0 e Pruzzo era stato espulso per essersi beccato in faccia (!) un pugno da Vierchowod. Dalla Curva Ferrovia, stipata all’inverosimile, arrivò di tutto in campo, anche una cornetta del telefono. Solo Agostino riuscì a calmarci, ma, se non rammento male, alla fine si beccò pure lui una bottiglietta. La partita dopo, contro la Juve, celebre come “la domenica degli aranci”, per una furiosa battaglia esplosa a colpi di agrumi in cui quasi tutti partecipammo, Agostino tornò sotto la Sud a calmare gli animi.
      Aveva un carisma unico

    • mi riferisco a perugia-roma 1-1 vantaggio con Scarnecchia 2000 gol mangiati,pareggio perugino verso la fine della partita,Agostino schiumò de rabbia..c’era er COCA-COLA, che piagneva..perchè stai a piagne?,..perchè i fedayn j’avevano fregato gli adesivi del commando ultrà!!!..MA CHE NE SANNO STI PISCHELLI DE OGGI..

    • caro KAWA..come appartenenza stavo coi fedayn ai tempi di Rulli poi passai al commando ultrà,fino al derby di Paparelli..da allora non sono più tornato in sud,tranne roma-juve 3-0 ai tempi di erikson.ciao

  5. Mi accodo agli amarcord.
    Esordii allo stadio ad un Roma-Juventus 1-0. Una delle primissime apparizioni di Brunetto e Agostino.
    Credo che la ‘fortuna’ di Agostino sia stata, piuttosto, vedersi affiancato Vierchowod…
    Quanto alla finale di Coppa, andò male tutto ciò che poteva. Ricordo perfettamente che Falcao si difese affermando che c’erano altri più bravi di lui a tirare i rigori, ma data l’emergenza che altri hanno illustrato prima di me, le cose erano ben diverse.
    Qualcuno (Graziani?) disse anche che c’erano giocatori che tentavano di imboscarsi quando Liedholm stava redigendo l’elenco dei rigoristi.
    Sta di fatto che Falcao per molti non ha avuto il coraggio che doveva avere, a differenza di Conti e Graziani che ci misero la faccia (e ahimè sbagliarono).

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