Strootman adieu. Cessione lampo per abbondanza

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AS ROMA CALCIOMERCATO – Come un temporale estivo, la cessione di Strootman al Marsiglia (25 milioni più 3 di bonus) cala il sipario sull’estate romanista, lasciandosi dietro un alone di inevitabile malinconia. Alla vigilia della prima casalinga di stasera contro l’Atalanta (ore 20,30, diretta Sky), la partenza dell’olandese è una specie di fulmine a ciel sereno, che lascia i tifosi spiazzati, perché a pochi giorni dalla chiusura del mercato in uscita, nessuno poteva immaginare si arrivasse al terzo sacrificio di un big della rosa.

Dopo le cessioni di Nainggolan (circa 42 milioni) e di Alisson (75), Monchi ha chiesto al ragazzo – appena diventato papà di una bambina a Roma – di trovare un club che fosse disposto ad acquistarlo per una trentina di milioni, visto che a centrocampo gli investimenti importanti sono già stati fatti per Cristante, Pastore e Nzonzi. Così l’entourage del ragazzo ha cominciato a trattare col club di Rudi Garcia, disposto a riallenarlo in Francia. In pochi giorni è stata trovata l’intesa, e Kevin arriverà a guadagnare 4,5 milioni.

«Abbiamo tanti centrocampisti e le cose si devono volere in due – spiega la cessione Di Francesco – comunque per me viene prima la squadra del singolo. Per me è più importante Roma- Atalanta di questa questione. Contro il Torino ho fatto giocare Strootman titolare per una scelta che facesse sentire tutti importanti, ma in tante altre partite avrei fatto altre scelte». Scelte diverse che verranno fatte già da stasera, in un Olimpico che si avvicinerà alle 40mila presenze, diviso tra la contentezza di ritrovare la Roma e le perplessità sull’ultima inaspettata mossa di mercato. Il terzetto di centrocampo sarà composto da Cristante, De Rossi e Pellegrini, in pratica quello al momento preferito da Di Francesco, in attesa che Nzonzi raggiunga dal punto di vista atletico i suoi nuovi compagni. Pastore dovrebbe essere schierato nel tridente d’attacco, insieme a Dzeko e uno tra Under e Kluivert. «Non sarebbe una sorpresa, è una valutazione che sto facendo quella di Pastore alto, può essere una soluzione – ammette il tecnico giallorosso – lui ha qualità tecniche alte, capacità di dribbling e assist, che abbiamo però visto poco a Torino. Deve solamente riacquistare tranquillità e serenità». E ancora. «Penso la Roma abbia grandi margini di miglioramento. Cristante? Ha una grande condizione fisica, veniva da una squadra che si allenava ad alto ritmo». Quell’Atalanta che troverà stasera da avversaria, nella sua prima da titolare in giallorosso. «Si, sarà sicuramente titolare» ammette Di Francesco. Uno Strootman in meno, un Cristante in più, quindi, con Pastore da gestire tra le linee, in attesa che ritrovi la propria qualità in campo.

(La Repubblica, F. Ferrazza)

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10 Commenti

  1. Se stasera Pastore giocherà esterno alto e sarà a suo agio in quella posizione,avremo 2 interni di centrocampo Pellegrini e Cristante più il giovane Coric che,a detta di Monchi deve crescere fisicamente e,secondo Di Francesco e De Rossi deve ancora crescere tanto,tanto,tanto tatticamente,dove sta l’abbondanza?

    • 4-2-3-1

      Olsen/Mirante

      Florenzi/Karsdorp/Santon – Manolas/Jesus/Fazio – Fazio/Marcano/Kolarov –
      Kolarov/Pellegrini/Santon

      Nzonzi/Cristante/De Rossi/Pellegrini/Coric

      Florenzi/Under/Schick/Kluivert – Pastore/Cristante/Schick – Perotti/ElSharaawy/Coric/Kluivert

      Dzeko/Schick/El Sharaawy

      E queste sono tutte le altrernative con il 4-2-3-1.
      Se non vedi qualcosa non vuol dire che non ci sia. Basta pensare.

    • Domanda ragionevolissima…

      alla quale aggiungerei la seguente: se Pastore davvero si rivelasse l’esterno alto di sinistra ideale, che ne sarà di Perotti, ElSha (e forse Kluivert, specie se Karsdorp prendesse il posto che gli spetta e Flo si aggiungesse a Cengìz nelle rotazioni degli esterni alti a destra…)?

      Forse ci sono delle idee nuove nella mente di DiFra…

      Ciao ? .

    • nzonzi te lo sei già dimenticato?
      eppure fino a un paio di settimane fa non si parlava che di lui

  2. Giusto affezionarsi ai giocatori, ma se “squadra che vince non si cambia”, vale anche “squadra che non vince si cambia”.

    • Difficile vincere movimentando così tanti giocatori,anche perchè non è che costruiscano un instant team( e non è detto che così si vinca)Se avessero ragionato così non avremmo vinto lo scudetto nel 2001 visto che con Cafù,Candela,Montella,Totti,Zago etc etc,fino all’anno prima non avevamo vinto nulla! Magari alcuni giocatori vanno altrove e vincono!

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