Tifosi dalla parte di francesco. Ma c’è chi non è dispiaciuto

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NOTIZIE ROMA CALCIO – La città è divisa. Non equamente, ma comunque divisa. La notizia della conferenza stampa che terrà Francesco Totti domani ha fatto tremare l’urbe, con reazioni diverse, contrastanti, figlie del dolore, della rabbia. Ma anche meno emotive, diverse. Ed è il termometro dei social network a misurare l’improvvisa febbre che ha colpito i tifosi romanisti e non solo.

Già, perché anche chi non ha il cuore giallorosso sta comunque vivendo questo passaggio epocale per la storia della AS Roma cercando di capirne i motivi. Sul web sono in moltissimi a schierarsi contro la presidenza americana. «Far finire la carriera a Totti, cacciare De Rossi, cacciare Totti. Questo è il triplete di Pallotta». E ancora. «De Rossi se n’è andato, Totti se ne va, Baldini ancora gira intorno alla Roma. Eusebio Di Francesco vuole la buonuscita, Petrachi ancora non si libera, Manolas al Napoli per Mario Rui, Preliminare di Europa League. Sparatemi».

Ma c‘è anche chi non si schiera dalla parte dell’ex-capitano. «Quanti altri addii di Totti dobbiamo sorbirci?», scrive una donna su Twitter. Qualcuno gioca d’ironia, come un utente che si firma con un nickname. «Adesso a Totti, poveraccio, senza più un lavoro nella Roma je darà un lavoro Malagò. Meno male perché m’ha detto mio cugino che er reddito de cittadinanza non lo poteva pijà perché c’ha una macchina de proprietà».

Un tifoso analizza a modo suo la situazione. «Ci sono tanti motivi per criticare la società e questa dirigenza, soprattutto negli ultimi mesi. Ma la vicenda di Totti non rientra tra questi. Francè, l’amore per te resterà sempre e per sempre. Detto ciò, fai come ti pare, noi restiamo qui a tifare la Roma nostra». Un altro supporter giallorosso si regala un amarcord. «Davvero incredibile, Francesco Totti mandato via il giorno dell’anniversario dello scudetto. Non ci posso credere». Altri cercano di scherzarci su come un ragazzo che su Facebook scrive: «Giusto mandarlo via, non sa l’inglese, come fa a fare il direttore tecnico?».

Un altro cerca invece di analizzare la situazione con pragmatismo. «Un rinnovo a 37 anni, un rinnovo a 40, un contratto da dirigente e una promozione a direttore tecnico. Cos’altro vuole? Sarò impopolare ma non capisco». Una tifosa prova a fare un paragone tra la situazione di Totti e quella di De Rossi. «Se Daniele dice che non vuole restare a fare il dirigente perché non conterebbe nulla va bene, se Francesco chiede tempo perché evidentemente ha capito che ciò che ha detto Daniele è vero invece è un ignorante. Fate pace col cervello».

Per nulla criptico, come ci ha abituato, Vittorio Feltri. «Mandare via Totti dalla Roma è come cacciare di casa il padre. Vergogna». Ora non resta che attendere poche ore per sapere dalla bocca di Francesco Totti i motivi di quella che sarà la sua decisione e cercare di capire come e perché ci sia arrivato. Qualunque cosa dirà, comunque, difficilmente farà cambiare idea a chi già ha deciso da che parte stare.

(Il Tempo, M. Vitielli)

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8 Commenti

  1. Perdonami Francesco ti vorrò sempre bene, ma è ora che tu vada. Nel business non c’è spazio per i sentimenti. La Juventus società insegna.

    • La juventus insegna….peccato però che come apprendimento a te e al tuo presidente ve dò un bel 2

    • Il post di Marco, che accetta con rassegnazione che il calcio sia governato dal business e guarda con ammirazione al modello-juve, è emblematico di come sia assuefatto e snaturato il tifoso della Roma.
      Noi, manipolo di fratelli, diciamo NO all’ipocrisia e all’opportunismo; NO al calcio governato da istituzioni corrotte e dai finanzieri; SI alla libera passione dei tifosi!
      *UltraRomanismo*

    • a feltri nun te ce mette pure te a rompe er cefalo co ste stronzxte. questa è una storia di ROMA e romanisti : possiamo incazxarci tra romanisti ..ma solo tra di noi , perché chi è a favore e chi è contro …. una cosa ,in ogni caso , l’abbiamo in comune …la stima e l’amore per il capitano. feltri non ti appropriare di cazxi che non ti appartengono. è dai tempi più remoti dell’urbe che i romani hanno anteposto il bene di ROMA al di sopra di ogni cosa…hanno eliminato la monarchia e inventato la repubblica. con i GIUSTI LIMITI in questa faccenda che ha assunto contorni brutti e grotteschi i nostri antenati non avrebbero avuto dubbi nell’inquadrare nell’ottica giusta questa faccenda in cui nani , odalische , malfattori della carta stampata e dell’etere ci stano godendo e sguazzando.

  2. Pavel Nedved non è di Torino e non è di certo Juventino. Entra nello spogliatoio e si fa sentire. Noi abbiamo un ex capitano PUPAZZO che non fa altro che continuare a campare sulle spalle della Roma…. Questa gentaccia: Pallotta, Monchi, Baldissoni e Totti FUORI DALLA ROMA.

  3. Va via lo sputacchiere, kickboxer, campione ad honorem che non ha vinto un ca@@o, per 25 anni si è arricchito, coltivando il suo bl orticello. Questa è solo la verità. Ma siccome a Roma c’è la sindrome del romano a Totti tutto è permesso. Perché i romanisti sono i romani, gli altri giocatori sono spazzatura, non contano. Vergognatevi questa è una forma di razzismo.

  4. Marco scusami, tu parli di sentimenti per la Roma ad una persona che della stessa non gliene mai fregato un caxxo, per lui contano soltanto i dindi.

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