AS ROMA NEWS – Damiano Tommasi, primo rappresentante dei calciatori in quanto presidente dell’Aic, ex compagno di squadra e amico di Francesco Totti e della Roma, che lo ha visto protagonista dal 1996 al 2006, vincendo pure uno scudetto. Consigli – sul rinnovo/non rinnovo – non ne dà «la situazione va conosciuta da dentro e io sono lontano, magari presto ne parlerò con lui se vorrà», dice. Soluzioni non ne propone, perché «quelle le deve trovare solo Francesco», riferisce.
E quindi?
«Quindi siamo arrivati a un punto in cui si dovrà prendere una decisione sul futuro di Totti. La questione è psicologica prima che formale».
La società è stata chiara.
«Francesco ha intenzione di giocare e non deve farsi dire di dover smettere. Aldair andò a giocare al Genoa e fu per tutti una cosa normale, per me non lo era. Ecco, Totti una cosa del genere non può farla».
La situazione ormai è un po’ al limite.
«Situazione unica. Non ricordo a memoria un contratto che vada oltre la carriera di calciatore. Per questo è una situazione unica».
L’estero potrebbe essere una scappatoia per Francesco?
«Poteva andarci pure qualche anno fa. Sono decisioni che finiscono dentro questioni familiari. E’ difficile. Se devi smettere, devi deciderlo tu. Questo è il consiglio che ho dato tempo fa a un collega a cui non veniva rinnovato il contratto dal suo club».
Magari oggi pensi di essere giocatore e tra un mese decidi di smettere.
«Succede anche il contrario: Toni aveva mentalmente chiuso con il calcio ad alti livelli e se ne era andato all’Al Nasr. Poi è tornato in Italia e prima a Firenze e poi a Verona ha dimostrato di essere ancora all’altezza».
Francesco si sente calciatore.
«Lo capisco, lui deve rendersi conto nelle condizioni in cui si trova, sapendo che certe opzioni gli sono proibite. Ribadisco che per uno come lui non è semplice giocare in Italia con una maglia che non sia quella della Roma. Alla fine essere Totti diventa un ”problema”, perché non puoi pensare a un futuro lontano da lì e da quella maglia, al di là del ruolo».
Pallotta è stato categorico nelle ultime dichiarazioni.
«Non so cosa la Roma si aspetti da Francesco, ma capisco che un club abbia la necessità di programmare un futuro a prescindere da Totti».
Ma un contratto al minimo sindacale alla Tommasi?
«No. Così vorrebbe dire che è una questione di soldi. Non lo so se il problema sia quello. Alla fine comunque è tutta colpa mia…».
In che senso, scusi?
«Perché per tanti anni ho corso per lui e adesso è ancora in grado di giocare a quarant’anni».
(Il Messaggero, A. Angeloni)


L’ultima frase è da incorniciare!
Carinissima
“11 tommasi” quello era il mio mantra. Purtroppo io il calcio l ho sempre interpretato cosi, è un mio limite. Lo scudetto è passato tantissimo per le sue prestazioni, giocatore inesauribile. So che non piacerà ma la sua battuta finale ha testimoniato che Totti non era un maratoneta. Non mi va di aprire polemiche, diciamo che oggi il suo corpo non fa più quello che la mente gli dice.
Da quello che dici è da quello che ha scritto Tommasi “Ho corso per lui…” si denota che Totti non è stato mai un maratoneta, ma un giocatore finalizzatore o di “perno” nelle azioni.
Ci sono canzoni che inneggiano “la vita da mediano” e sostanzialmente sono questi giocatori, come furono Tommasi e altri nella Roma, che diedero a Totti il modo di splendere (si gioca in 11 tocca ricordarselo).
Totti non è che ha perso il suo essere “maratoneta”, ripeto non lo è mai stato, ma non regge più come prima dei ritmi mostruosi (il calcio è diventato meno fisico ma più veloce, meno di zona ma più totale).
Comunque basta! Dai ci manca solo che ne parla Donald Trump!
Si sta infangando una leggenda e rovinando una piazza.
Lasciamo a Totti un altro anno, per alzare lo Scudo, poi grande festa allo stadio.
Messaggero di m… Totti vuole giocare ed è suo diritto… La roma non lo considera più titolare o meglio molto marginale ed ha ancora più diritto visto che lo paga… Dove sta il problema? Piantatela di rompere le palle
Alex, con 11 Tommasi vincevi l’anno del ca….!!!!! Diciamo che la tua testa non fa quello che gli dici….
Leggo con estremo interesse tutti i vostri commenti, per i quali, tranne quelli che attaccano per invidia l’uomo Totti, nutro sincero rispetto, perché scritti in buona fede. Non mi convincerà tuttavia nessuno a cambiar idea sul Capitano.
Ho visto coi miei occhi troppe cose (e dovreste averle viste anche voi). Ho visto passare vicino a lui, tanti, troppi fra bidoni (Servidei, Poggi, Ferrari, Mido, Baptista e altri cento), mercenari (Chivu, Mexes, Lamela, Benatia e altri mille), falsi (Batistuta, Panucci e Capello), ipocriti (Tommasi), meschini (Emerson), indolenti (Vucinic, Menez e Ljiaic) e, come se non bastasse, anche qualche bel pallone gonfiato (Cassano, Mancini e Osvaldo). Ne ho visti troppi, li ho esaltati e, qualcuno, come Chivu e Mexes, anche amato, solo perché aveva quella maglia (impunemente sbeffeggiata, una volta tornato qui con indosso una diversa, “più potente”).
Ho visto, grazie a Dio, anche qualche fuoriclasse di livello mondiale (pochissimi, per la verità), Aldair, Cafu e Maicon – qualche campione, Montella, lo stesso Batistuta, Samuel, Derossi, Pjanic e Strootman – ottimi giocatori, Candela, Zago, Pizarro, Juan, Marquinhos, Gervinho, Nainggolan, Manolas e pochi altri – e gente generosa, Di Francesco, lo stesso Tommasi, Perrotta, Taddei, Castan, Florenzi e pochi altri.
Uno solo ho visto – tuttavia – giocare con un talento unico, di livello mondiale e restar sempre se stesso negli anni. UNO SOLO (insieme a De Rossi) ho visto uscir dal campo mentre “je rodeva er culo”, QUANTO ME che ero sugli spalti – a causa di un derby non vinto, o uno scontro con la Juve, o ancor peggio, aver visto uno scudetto già conquistato con merito, esser sfilato all’ultimo minuto da mani ignote. Uno solo ho visto col veleno negli occhi lottare SEMPRE su ogni pallone con la mia maglia, pure a 40 anni. Uno solo ho visto coi segni della battaglia sulle gambe e le viti infilate dentro le caviglie. Uno solo ho visto prender su di se’ l’odio e tutti gli insulti, vomitati contro la mia città. Uno solo ho visto osteggiato a oltranza da stampa e Nazionale, solo perché il suo accento è anche il mio. Uno solo ho visto diventar bandiera senza macchie, quando, attraversato il fiume, di bandiere così non ne sventola alcuna da più di un secolo.
Uno solo, Francesco, uno della Roma come me – più di me (come tantissimi di voi).
No, mi spiace, non mi convincerà proprio nessuno.
(Mi mancherai, fratello..)
amedeo, ci vuole una certa età per essere giusti come te, nel rispetto verso le persone. io come te ho visto le sue prime partite e sto guardando le ultime. unico! sempre!
amede’ va tutto bene… e chi non riconosce ciò che è stato TOTTI per la ROMA?? però io credo una cosa…. che tutta sta manfrina, si riduce ad una cosa sola… €€€€€€€€€€€€€€€€ capito amede’
Grandeeee Amedeo!!!!! Va bene tutto ma più rispetto x un giocatore unico in Italia e nel mondo !!!!!
Grande Amedeo, vedrete che Totti sara’ ancora importante.
Bellissimo, quindi secondo il teorema di Amedeo, che matematicamente/statisticamente farebbe acqua da tutte le parti( sappiamo che i calcoli non sono il suo forte, si è rovinato in borsa) con Totti e senza Tommasi o senza battistuta o senza Montella o senza Samuel ( il più grande centrale a suo dire) e potrei continuare con Emerson, motore delle vittorie della juventus, avremmo comunque vinto. Vorrei ricordarti che abbiamo vinto all ultima giornata e la partita decisiva, con la juve, fu vinta con l ingresso di Nakata al posto di TOTTI. Vorrei ricordare ad Amedeo che stiamo parlando di un gioco di squadra e non di Tennis. Amedeo , altra cosa, la proprietà di sintesi non è nelle tue corde, ti riporterei per default a 800 caratteri anche per par condicio….
Alex sei sempre sulla mia pista. Non ho nulla contro te. Anzi, mi sembri un ragazzo in gamba. Basta non parlare della Roma.
Amedeo, per fortuna che c è la cronologia sui messaggi. Ho fatto un elogio a Tommasi e mi hai aggredito. Stai facendo una battaglia di religione su Totti. Sei intollerante con chiunque prova a muovere una “critica” al capitano. Fatti un esame di coscienza.
siamo sempre gli ultimi a capire cosa abbiamo,finchè non l’avremo pìù. Totti non dovrà mai fare la partita d’addio, perchè da dentro di noi non se ne andrà mai. E non si deve ritirare la maglia ma venderla ancora per tutto il tempo che esisterà la Roma.Ma è così difficile capire che noi grazie a lui saremo sempre diversi dagli altri? Avremo altri numero 10,magari più forti,ma saranno “altri”.Si può gioire e soffrire anche per cose così.
La maglia numero 10 non va tolta.
Forse uscirò un po fuori contesto, ma per rendere l’idea nel rugby (per quel che ne so per le squadre anglosassoni) il giocatore che indosserà il numero della maglia deve sapere chi la indossata prima di lui per essere onorato e per il “peso” che quel numero comporta.
Totti sarà sempre il nostro Pupone, il Capitano, il numero 10 ma dopo di lui la storia della Roma continuerà, con altri (e spero molti) fuoriclasse.
Vi lascio con una citazione di un grande personaggio: “Penso solo a Roma-Inter!” (CIT. BC7).
Ciao “Nun me..”, sono sulla tua linea d’onda. Spero anch’io non venga ritirata la maglia numero 10 (come non sono state ritirate le maglie più famose della storia, la 10 del Brasile, Argentina, Ungheria, il 14 dell’Olanda, il 5 della Germania, il 7 del Manchester Utd). Credo sia giusto che divenga una meta per tutti i giovani che vorranno in futuro emulare Totti. D’altronde dal 1974 al 1996 è stata la maglia di De Sisti, Di Bartolomei, Ancelotti e Giannini, gente che l’ha portata con costrutto e onore insieme. Che poi per i successivi 20 anni l’abbia indossata uno solo, Francesco Totti, è un dettaglio, per carità, che, tuttavia, dovrebbe far ricordare a tutti quelli che oggi lo insultano (nonostante si professino tifosi della Roma), che questo ex ragazzo ha lasciato un’impronta nel cemento della storia giallorossa che sarà visibile anche fra 2 o 3 secoli.
@amedeo chapeau
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.