NOTIZIE AS ROMA (Il Messaggero, M. Caputi) – La classifica è l’unico elemento che tiene ancora in piedi e rende credibile, da qui alla fine del campionato,un testa a testa tra Lazio e Roma per il 2˚ posto. Il calcio insegna che nulla va dato mai per scontato,mala logica, alla luce del trend e delle prestazioni, indica come, al momento, nonostante i punti in graduatoria siano gli stessi, tra le rivali ci sia un’evidente differenza. La Lazio, seppur sconfitta dalla Juventus, è squadra viva, unita, con un’idea precisa di calcio e un gruppo di calciatori motivati e sostenuti da un’ottima condizione. La Roma, fermata anche dall’Atalanta, è squadra spenta, svuotata nelle gambe e nell’anima, che si trascina in campo senza convinzione e fiducia. A tutto questo va aggiunto e non trascurato il prepotente ritorno del Napoli capace, in tre gare, tra campionato ed Europa League, di realizzare ben dieci gol e portarsi a cinque punti dalle romane.
Quanto accaduto alla squadra di Benitez pone un quesito o, quantomeno, alimenta un dubbio: il vecchio e per molti superato ”ritiro” funziona?A vedere i risultati ottenuti da De Laurentiis si direbbe di si e, vista la situazione, potrebbe servire anche alla Roma, più dell’annullamento di un giorno di riposo. Al ritiro dovrebbero parteciparvi tutti, calciatori, staff tecnico e dirigenti.Non farebbe male guardarsi in faccia per alcuni giorni e chiarirsi le idee. Sarebbe anche unmodo per ripararsi da quel difficile ambiente romano di cui tanto si parla quando le cose vanno male. Magari verrà fuori che la colpa del lungo momento negativo è comunque solo dei fischi e della contestazione dei tifosi o delle critiche ingiuste dei giornalisti, però stare insieme potrebbe comunque aiutare a ritrovarsi e andare tutti uniti dalla stessa parte. I temi su cui interrogarsi non mancano: acquisti sbagliati, troppi proclami e infortuni, squadra che corre la metà degli altri, gioco sparito e nessun accorgimento/cambiamento adeguato, calciatori senza personalità, incapacità di trovare stimoli e agonismo anche quando c’è da riconquistare il 2˚ posto.


Ecco caputi parliamo di dirigenti che qui casca l’asino quali?partiamo dal presidente scelto dalla banca mai del tutto convinto per poi scoprire che qui c’era l’America con la costruzione del suo stadio poi passiamo a baldissoni sceso sulla terra noto avvocato dice che non si vince per colpa del famoso ambiente come se radio tifosi e giornalisti scendono in campo tanti anni fa eravamo sempre in 75000mila ambiente ottimo squadra di seghe vittorie nienteeeee almeno un po’ di modestia cominci a fare il dirigente da squadre minori la famosa gavetta poi c’è Sabatini in 4 anni ancora deve fare uno straccio di squadra fatto passare per un fenomeno basta guardare in quali squadre è stato prima mi è marmotta allora cose? Poi per ultimo il ceo (ca*zo è il ceo?) grande fettuccinaro da alfredo
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.