UNDER: “Trasferirmi all’estero è stato uno shock, ho sofferto tanto la solitudine. Totti è qualcosa che va oltre il calcio, vorrei essere amato dai tifosi come lui”

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LE DICHIARAZIONI DEL TURCO AL “THE GUARDIAN” – Cengiz Under, giovane e promettente attaccante acquistato in estate dalla Roma, ha parlato ai microfoni del quotidiano inglese The Guardian. Si è soffermato sul suo complicato periodo di ambientamento nella capitale e sull’incontro con un mito del calcio come Francesco Totti. Ecco le sue parole:

Il tuo incontro con Totti?
È una leggenda, un’ispirazione. Il benvenuto di Totti nel mio primo giorno qui è difficile da descrivere. Non so dirti quanto ero eccitato, mi sentivo come un fan che ha incontrato il suo idolo, mi ha fatto quell’effetto. Gli ho chiesto se potevamo farci una foto insieme, che poi ho caricato direttamente su Instagram. Gli ho detto che voglio raggiungere il livello che lui ha raggiunto a Roma ed essere amato dai tifosi nello stesso modo in cui è amato lui. Così lui mi ha detto di avere fiducia in me, altrimenti non sarei qui. Totti è un’altra cosa, rappresenta qualcosa che va oltre il calcio. E’ una leggenda dentro e fuori dal campo. E un sinonimo di Roma, è impossibile non sentire un legame col club quando al primo allenamento vieni accolto da Totti.

Sul cambiamento di cultura che hai dovuto affrontare?
Trasferirsi all’estero è stato davvero uno shock culturale. C’è molto più coinvolgimento di quanto immaginassi. Mi sono trasferito all’estero da solo e ho lasciato la mia famiglia alle spalle, non conoscendo nessuno o potendo comunicare con nessuno. Non potrei parlare con nessuno. Mi sono sentito solo per la prima volta, davvero solo. E’ la prima volta che ho avuto a che fare con la vera solitudine. Non posso dirti quanto sia stato frustrante. Non ho pensato a queste cose in anticipo.

Hai giocato abbastanza da quando sei arrivato. In Turchia si fanno crescere i giovani?
Sono venuto da un posto dove i giovani non hanno avuto queste opportunità nella vita. Devo ringraziare il presidente dell’ Altinordu. Quando era a capo di Bucaspor e ora ad Altinordu, era uno dei pochi presidenti di club che si concentravano sulla scoperta dei talenti. Mandarono degli esploratori a Sindirgi, mi trovarono, videro il potenziale e mi diedero un colpo. Non molti giocatori si trasferiscono nella grande città a quell’età ma hanno mostrato fiducia in me.

Quando ti sei convinto di venire a Roma?
Ero convinto dopo aver ascoltato il piano di Monchi. Mi ha spiegato che stavano facendo grandi cambiamenti. Ha chiarito che mi voleva come giocatore per la prima squadra, non come una prospettiva futura. Mi considerava un calciatore nel mio momento, una stella nascente con un potenziale. Lui sa cosa dire e come spiegare le cose. Ha spiegato il progetto in dettaglio, che sono un club che non ha paura di giocare con i giovani giocatori e che il manager ha il coraggio di dare una possibilità ai giovani. Questo me lo ha confermato.

Il tuo rapporto con Di Francesco?
Il manager ha svolto un ruolo importante nel convincermi a far parte della Roma. Ho sempre avuto interesse per il lato tattico del gioco. Adoro quell’aspetto del gioco. È stata una vera e propria curva di apprendimento prendere confidenza con la tattica del manager, ma è stato di grande aiuto. Ha perso molto tempo per spiegarmi nel dettaglio ciò che si aspetta da me. Ha fatto tutto il possibile per farmi sentire il benvenuto. Lui è un allenatore davvero intelligente e si assicura di trasmettere le sue tattiche ai giocatori. È disposto a correre rischi. Dicono che il calcio italiano è difensivo ma gli piace attaccare. Ma richiede anche disciplina. Il livello di pianificazione che viene preparato per le partite è come nient’altro che ho vissuto. C’è un altro lato di Francesco. L’ho fatto sembrare come se fosse molto metodologico e serio, ma in realtà è un personaggio molto frizzante. Ama raccontare barzellette. Non ne capisco la maggior parte. Ma la squadra lo fa e c’è un buon umore in campo quando è nei paraggi. Dà sempre divertenti discorsi ai pasti di gruppo. Non capisco tutto quello che sta dicendo, ma posso vedere che ci si immerge davvero nel modo in cui agita le braccia.

Sull’allenamento…
Alcuni giocatori si lamenteranno dell’allenamento, ma io sono il contrario. Lo adoro. Se ci sono prove di tiro mi piace continuare ad esercitarmi dopo che la sessione è finita. Ho fatto molta strada in breve tempo. Mi piace dimostrare alle persone che sbagliano e superare le aspettative. Lo faccio da quando avevo 10 anni.

Sei uno dei migliori prospetti turchi degli ultimi anni…
È un onore essere chiamato un prodigio. Continuo a ricevere messaggi sui social media da persone che mi dicono quanto siano orgogliose di me, così mi sento come se fossi un ambasciatore per loro e per il mio paese all’estero.

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14 Commenti

  1. Questo ragazzino, perchè tale è un ventenne, possiede indubbiamente talento (come Gerson).Mi raccomando, adesso vediamo di rompergli i cosiddetti (come a Gerson), per poi fare l’ennesima brutta figura non appena sboccerà definitivamente (come con Gerson).

    • Se venisse promulgata una penalità di 10cent per ogni puttanata che viene detta dai criticoni di questa Piazza,sarebbe la fine delle chiacchiere.

      Lo abbiamo sempre detto:
      Le lagne hanno terreno fertile per il solo fatto che sono gratis.

    • Amede’,hai visto?
      Basta un post su un ragazzo che ha una qualche difficoltà e chi si affaccia?
      i Marione’s:
      Paolo’70 detto “La Morte”,ed il patetico Orange

    • Cerca di capirlo: oggi gli hanno lasciato il cellulare. Adesso ci sta giocando. E’ felice, l’orango tango.

  2. Forse un po di gavetta almeno di un anno in qualche squadra di media/bassa classifica sarebbe meglio per la sua crescita altrimenti farà la fine di Ucan sempre grandi parole grandi speranze di una grande promessa ecc ecc ma poi alla conclusione……

    • Sono d’accordo che sia meglio dimostrare il proprio valore sul campo, ma dimentichiamo che i giovani spesso non vengono considerati proprio dagli allenatori? Ci vuole coraggio per affidarsi ad un giovane per la domenica, dopo averlo allenato durante la settimana.i migliori allenatori leggono le potenzialità dei giovani. Liedholm, Mazzone, Zeman (il primo), Eriksson, Radice, Ranieri, Capello… sono quelli ai quali ero affezionato, per il loro coraggio e la loro protezione nei confronti dei giovani. Le loro idee, la loro personalità. Erano dei signori prima di tutto .Di Francesco mi sembra non solo adeguato , ma anche un degno successore in quanto a carisma e preparazione. Che onore aver tifato e tifare ancora…ASRoma!

    • Paolo70
      24 giugno 2017 alle 18:07
      Adesso che finalmente abbiamo i denari oltre quelli della champions …manganelli e falcinelli preparatevi sarete i nostri grandi colpi di mercato !!!!…io comprerei anche un pallottoliere perché penso che in Champions potrà tornarci utile….

      Ancora c’hai er coraggio de scrive?…..

    • Ma perché dovrebbe fare la fine di Ucan?
      Sempre guardare al passato… mai guardare al futuro…
      (scuote la testa con disapprovazione)

  3. solitudine ???? normale e comprensibile !!!!..sei forte e lo devi essere anche nelle difficoltà di un cambiamento…sapremo aspettarti e l’attesa non sarà lunga….il primo anno non lo chiedere a totti e non paragonarti alla sua romanità sarebbe impossibile , prova a chiederlo a Dzeko !!!!

  4. Tranquillo Under sei in mano all’ arte. Per fortuna Spalletti è andato a fare danni da un altra parte. Diventerai uno di quelli forti ne sono sicuro. Monchi fammi felice compra PRAET , altro tassello per una Roma Galattica.

  5. Ebbi modo di scriverlo qualche tempo fa in occasione di un articolo analogo.
    Questo ragazzo è stato acquistato non per una scommessa ma con un obiettivo. Questo è certo perché ormai credo sia indiscutibile la lungimiranza di Monchi e Di Francesco.
    Un ragazzino, o poco più, tirato fuori da una realtà ascrittiva com’è quella musulmana, portato in Occidente, con una lingua da imparare…… ci sono tutte le condizioni per gettare nello sconforto un giovane.
    Sono certo e fiducioso che quando Under riuscirà a entrare nei meccanismi comincerà ad esprimersi con naturalezza.
    Ricordiamo che nelle prime due/tre occasioni, quando ancora era tutto un gioco, con qualche movimento c’ha stupito e i più attenti hanno colto la sua naturalezza nel verticalizzare.
    Forza Under e, soprattutto, forza…

  6. secondo me questo ragazzo ha dmostrato di avere grandi doti ma anche un grande problema psicologico, soffre troppo l’ansia da prestazione, la crescita del calciatore sarà determinata dalla capacità del Mister, nel saperlo gestire, della Società, nel tutelarlo dentro e fuori dal campo, per finire con la famosa “testa”… “testa” che sembra già esserci visto come si esprime nell’interviste, crede nelle sue qualità senza pavoneggiarsi troppo… infine sarà il campo a giudicarlo, come per tutti i calciatori del mondo, se giochi bene verrai lodato se male criticato…
    CeSoloLaRoma!!!

  7. Pensa a chi si trasferisce all’estero per andare a lavorare per un tozzo di pane,perchè qui non lo trova.Altro che shock, quasi un ictus.

  8. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

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