Zorro e bambole assassine. Lo Shakthar alla brasiliana non lascia sonni tranquilli

6
618

ULTIMISSIME AS ROMA – Don Diego de la Vega lo guardavano con un sorrisetto di sufficienza e quasi lo sfottevano, cinque minuti dopo arrivava Zorro, la stessa persona, e li castigava tutti. Chissà, forse dietro la bizzarra sortita di Paulo Fonseca, che si è presentato in maschera nera e cappellone per il post-match dopo aver battuto il City, c’è molto più che un fioretto: hai voglia a sottovalutarlo, lo Shakhtar, e a dire che poteva andare peggio. Magari lo pensavano anche Manchester City, Feyenoord e Napoli, e tutte e tre ci hanno perso nel girone, quasi a mo’ di una Z sul fondo dei calzoni.

ORCHESTRA – Perché questa squadra che ormai di Donetsk porta solo il nome (si allena a Kiev e gioca a Kharkiv) è una macchina da calcio che affonda le radici nel decennale lavoro di Mircea Lucescu e lo fa rifiorire. Dopo il tecnico romeno è arrivato Paulo Fonseca da Setubal, e ha trovato subito terreno fertile in una rosa che parla la sua lingua (portoghese, 8 brasiliani compreso l’ultimo arrivato, il terzino Dodò dal Curitiba) non solo con le labbra: tutti piedi buoni, tatticamente duttili e rodati in Europa. Così l’ex enfant prodige della panchina lusitana, che studia Guardiola per il fraseggio e Mourinho per la gestione del gruppo, non ha dovuto far altro che plasmare lo Shakhtar in base al suo credo: meno run-and-gun, più possesso palla ragionato. Un piccolo Manchester City, in pratica. Il segreto sta in una mediana impermeabile, dove Fred ha tempi da regista di razza e il veterano Stepanenko è degno scudiero, a sostegno di un trio di fantasisti che hanno imparato a limitare i fronzoli per aumentare l’efficacia. Occhio però che, se c’è l’occasione, l’uomo lo saltano sempre, specie Marlos che mostra spunti in velocità simili a quelli di Willian e Douglas Costa che su quella fascia negli anni lo hanno preceduto. Unica punta Facundo Ferreyra, detto «El Chucky»: si chiama così dal nome della bambola assassina del film, come lei se ne sta acquattato e poi ti ammazza. Bravissimo nei movimenti senza palla, furbo, gran colpitore di testa, ora che ha trovato continuità ci mette anche la garra giusta.

FREDDO E ORGOGLIO – Lo Shakhtar, che ha saputo pure superare il lungo stop per squalifica del suo leader Dario Srna (al suo posto a destra il corridore Butko), ha due talloni d’Achille. Il primo è una panchina non lunghissima, che dà il suo meglio nei centrocampisti offensivi (Alan Patrick e il ‘96 Kovalenko). Il secondo, killer sistematico di russe e ucraine in Europa, è la lunga pausa invernale causa freddo. Il campionato si è fermato domenica e riprende a fine febbraio, per la squadra un mese di ferie: riprendere il ritmo, fisico e mentale, è impresa durissima. Il sorteggio? Come in Italia, anche in Ucraina l’hanno preso bene. Sentite Stepanenko: «Tra quelle che potevamo prendere, la Roma è al nostro stesso livello. Hanno fatto bene finora, ma non sono Barcellona o Psg. Somigliano un po’ al Napoli, che però è più organizzato in difesa. La Roma fa gol, ma ne concede anche».

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime notizie della Roma sul tuo cellulare? Iscriviti subito al canale Whatsapp di Giallorossi.net!
(Gazzetta dello Sport, G. De Feo)
Articolo precedentePasseggiata? Neppure per sogno
Articolo successivoTor di Valle, ultima grana. La Città Metropolitana: «Servono strade a 8 corsie»

6 Commenti

  1. Caro stepanenko, è esattamente il contrario, cioè non subiamo gol ma ne facciamo un po pochino, studiarli meglio i tuoi avversari ne avrete bisogno

  2. Anto guarda che loro so rimasti al 2011 co Ranieri, della Roma attuale sanno a malapena chi ce sta. Questi vogliono provocacce come hanno fatto col Napoli, solo che loro c’è so cascati come polli noi vedremo ma penso di no
    Non siamo cascati nei tranelli di Simonetta non cadremo nei loro

  3. Io credo che lo Shakhtar sia alla nostra portata, certo che ogni partita di Champions richiede un’attenzione superiore e un paio di palle in più…ma io sono fiducioso

  4. Il migliore avversario da battere.

    Quest’ anno bisogna vincere la Coppa Italia, puntando la semifinale nell’ Europa che conta

    In campionato ľ obiettivo è la qualificazione diretta; secondo, terzo e quarto posto non fanno differenza. Ľ importante è entrarci dalla porta principale.

  5. Partita tosta, da non sottovalutare , squadra tecnica e veloce con la palla a terra …
    Dobbiamo essere concentrati e cattivi sotto porta se la vogliamo svoltare questa qualificazione.
    Speriamo di arrivarci lucidi con più cartucce da sparare in attacco …

  6. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome