Il giocattolo

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GIALLOROSSI.NET (A. Diofebbo) – Come da bambino. Hai il tuo giocattolo preferito, lo prendi, lo lanci, lo sbatti, lo fai cadere ma nonostante tutto sai che lui è lì per farti divertire, farti passare del tempo senza accorgertene. I giocattoli poi possono unire, creare e far nascere amicizie, fino a rendere semplice anche l’approccio più difficile. Ma guai a giocare coi giocattoli degli altri. Il giocattolo è mio.
Così appare oggi la Roma : un gioco con cui divertirsi e sfogare tutte le proprie passioni per crearla a propria immagine somiglianza. Di chi parliamo? Di Walter Sabatini. La nebbia che si staglia giorno dopo giorno attorno alla società diventa sempre più fitta e al tifoso, ormai rimasto UNICO sostenitore di questa maglia, non resta che sperare che qualcuno, dotato di poteri magici o semplicemente di capacità decisionale, riesca a far uscire almeno un timido sole.

Chiamate, contatti, trattative ma quello che resta sulla panchina giallorossa è il vuoto totale. Se la situazione sembrava difficile, a ben 12 giorni dal derby, adesso è diventata un buco nero. Nessuno, all’interno della dirigenza, è uscito allo scoperto. Nessuno si è degnato di rassicurare il tifoso o di parlare a quei sostenitori che, nonostante le umiliazioni subite in questi due anni di gestione banca-americani, hanno già dato la massima fiducia rinnovando 15.000 tessere per la stagione 13/14. Anzi, abbiamo subìto smentite e dimissioni. L’ultima è quella di Franco Baldini, resosi conto dei madornali errori commessi, partendo dalla gestione delle situazioni più calde nello spogliatoio arrivando fino alla scelta degli allenatori. Il primo è saltato. Pieno potere a Sabatini dunque. Lo stesso Sabatini che ha creato la Roma unendo schiere di giovani promesse a giocatori di dubbia qualità tecnica. La stessa Roma che per due anni è rimasta fuori dall’Europa, ha perso una finale di Coppa Italia con la Lazio, cambiato già tre allenatori ed ottenuto al massimo il piazzamento di sesta squadra italiana.

Ora, pare (è d’obbligo, ma gli indizi ci sono tutti) che il caro buon vecchio Walter voglia affidare la panchina della nostra Roma a Rudi Garcia, ex tecnico del Lille. Un’altra scommessa a cui abbinare una lunga lista di sudamericani pescati chissà dove, trasformandoli tutti in suoi vecchi pallini da prendere assolutamente. Noi siamo stufi. Stufi di vedere la Roma in mani menefreghiste, stufi di vedere che se la Roma perde va tutto bene perché il nostro è un lavoro che si vedrà durante i prossimi anni, stufi di non sentire nessuno spiegare questo immobilismo sul fronte allenatore, stufi di sperare che l’allenatore o il giocatore di turno imbecchino la scelta giusta per far sì che ogni tanto si possa gioire. Vogliamo certezze, vogliamo sicurezza. Rudi Garcia potrebbe anche essere bravo, magari lo diventerà, ma Sabatini non può pretendere di portarlo a Roma. Sabatini deve capire che qui si fa il bene della Roma, si fanno gli interessi di una fede che è anche qualcosa in più e che non è il suo giocattolo.

Non si fa un squadra tanto per  farla, comprando i propri ‘bimbi’ preferiti e sperando che esca qualcosa di buono. Bisogna cambiare rotta. Possibile che nemmeno il finale disastroso di questa stagione abbia risvegliato gli animi di qualcuno all’interno della nostra dirigenza? Vogliamo sperare che non sia così. E forse lo capiremo presto. Se il nostro direttore sportivo dovesse capire questo e cominciare a ragionare diversamente, allora si potrebbe andare avanti. Altrimenti, la porta è quella. E Baldini, uscendo, ha dimenticato di chiuderla. Noi siamo la Roma. E vogliamo gente spinta dall’amore per la squadra.

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