Mazzoleni: “Lacrime per le bare sui mezzi dell’esercito. Durante Juve-Inter ho pensato che non avesse più senso giocare”

6
1870

ALTRE NOTIZIE – Paolo Mazzoleni, ex-arbitro ed oggi nella squadra Var, racconta a Il Tempo come si sta vivendo questo terribile momento nella sua Bergamo, tra la paura del contagio e la voglia di reagire.

Com’è la situazione?
«Passiamo i giorni in grande apprensione, in attesa di buone notizie che non arrivano. Il clima è surreale e drammatico, teniamo duro ma non è facile».

Le strade sono deserte…
«Assolutamente sì. La nostra città è divisa in due, Bergamo alta e Bergamo bassa. Tre settimane fa c’era ancora tanta gente che passeggiava tra le due località, ora nessuno. Senza fare polemiche, sarebbero davvero fuori luogo, credo che all’inizio si sia sottovalutato il problema ritenendo che questo virus fosse poco più di una banale influenza. Ora c’è la consapevolezza del pericolo, e la paura cresce di ora in ora. Il silenzio è totale, interrotto solo dalle sirene delle ambulanze e dalle campane della chiesa».

Lei e i suoi concittadini come state affrontando questa battaglia?
«Con il carattere deciso, a volte burbero ma sincero, di chi è nato e cresciuto qui. Spesso sembriamo un po’ scontrosi, ma è solo un’impressione superficiale. Se apriamo il cuore è per sempre. Ed è con questa forza che stiamo in trincea. Bergamo alta è circondata dalle mura venete, un’imponente costruzione che risale al XVI secolo. Un tempo servivano a difendere la città, ora sono il simbolo della nostra resilienza».

Come gestisce la situazione familiare?
«Mia madre Carmen, che lunedì compirà 85 anni, è in una struttura e purtroppo non la posso andare a trovare giä da un mese. Per vederci usiamo le videochiamate. Mio figlio Riccardo ha solo cinque anni, percepisce qualcosa, ma i bambini sono sempre positivi. Dobbiamo imparare da loro».

Le immagini dei mezzi dell’esercito che portano fuori della città le bare con i corpi di chi non ce l’ha fatta hanno girato il mondo.
«Dolorose, devastanti. Uno shock per tutti, soprattutto per chi non ha nemmeno potuto dare l’ultimo saluto ad un parente o ad un amico».

Tanti anni sui campi, ora al Var. Il calcio è una parte importante della sua vita.
«E tornerà ad esserlo. Arriverà il giorno che vedremo di nuovo il pallone rotolare e sarà bellissimo. In questo momento però, il calcio deve necessariamente attendere, come ogni attività non vitale. Finita l’emergenza ripartiremo con tanta voglia di divertirci e, mi auguro, anche con la giusta consapevolezza di quali sono i valori importanti».

Lei era al Var nell’ultima gara di campionato prima dello stop. Quel Juventus-Inter disputato dopo tante polemiche.
«Mi sembrava tutto assurdo. Il derby d’Italia senza spettatori, con la sensazione di essere stati catapultati in un incubo. Mentre ero al Var pensavo: “Tutto questo non ha senso, è ora di fermarsi”».

(Il Tempo, M. Vitelli)

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime notizie della Roma sul tuo cellulare? Iscriviti subito al canale Whatsapp di Giallorossi.net!
Articolo precedenteCalciomercato Roma, spunta Robson Bambu per la difesa
Articolo successivoLazio, Lotito deve arrendersi: “Allenamenti rinviati a data da destinarsi”

6 Commenti

  1. Mazzoleni! Forse per una volta hai pensato bene! Ora, inizia anche a pentirti di essere un corrotto stipendiato dalla Famiglia Agnelli! Forza Noi!

  2. Ho letto il Bollettino delle ore 12 dello Spallanzani ,sul sito dell’Ospedale (è meglio)
    A tutt’oggi la situazione a ROMA è stabile,non si registrano fluttuazioni significative.
    I malati con COVID oggi sono 219,ieri 215,al netto degli usciti e guariti a vario titolo.

    Il bollettino della Protezione Civile non fa capire niente.Ci vorrebbe una scomposizione delle cifre nude e crude,da parte di un Medico (Bertolaso?) e non di un Contabile (Borrelli).

    • Zenone, non fare il qualunquista, per cortesia. La protezione civile è in prima linea e si sta facendo in quattro. Fare le statistiche non è compito né di Bertolaso né di Borrelli, come puoi ben immaginare.

    • Grazie, Zen.
      Io non sono un esperto in comunicazione, però comincia a innervosirmi il quotidiano appuntamento delle 18 con il bollettino luttuoso. Sempre a tentare di addolcire l’amara realtà, insistendo sui guariti e dando quasi per scontati i morti, eh, tanto erano anziani e già malati. Sì, però intanto sono morti.
      Ha ragione Lopalco: ma che spendano un po’ più di tempo per spiegare cosa stanno facendo, cosa hanno messo in campo. La gente ha bisogno di guardare oltre alla giornata corrente… Ha bisogno di ricevere una spinta per sentirsi costruttiva.

  3. Spiccioli di Covid-19 News…Zaia oggi ha detto nella sua regione che è come affrontare una guerra mondiale; 10 giorni fa s’era inkazzato perchè il Veneto era stato blindato come la Lombardia…
    Fontana oggi ha detto che la Lombardia sta a terra…15 giorni fa dopo averlo chiuso, ha riaperto il Duomo di Milano..è stato come dare alla gente un segnale di fine dell’emergenza…

    Un pensierino mio…la famosa notizia spifferata alla stampa da un CDM in corso, che la Lombardia stava per essere dichiarata Zona rossa ,scatenando un fuggi fuggi notturno di meridionali,è stata una svista o è stata VOLUTA? Per trasformare un’emergenza regionale in nazionale ?

  4. Eh caro Zenone, purtroppo anche io, e l’ho scritto varie volte, ci vedo tante stranezze su come sono state gestite certe situazioni. Relativamente a quanto hai detto tu della notizia spifferata, oltre a quello che hai detto, aggiungerei che avendo peraltro le strutture sanitarie sature hanno fatto in modo che chi non fosse della regione si andasse a curare altrove, facendo in modo che risultasse una scelta della gente quell’esodo. Qualora fosse stato chiuso tutto all’epoca ed in modo corretto, nel resto d’Italia la pandemia non sarebbe scoppiata e sarebbe stato tutto contenuto. Esattamente come hanno fatto in Cina. I flashmob e questa fratellanza ci sono solo adesso per simpatia e compassione ( per chi conosce il greco traduca alla lettera) ma una volta finito tutto sarà esattamente come prima, menefreghismo assoluto di tutto e di tutti

  5. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome