ULTIME NOTIZIE – Il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ha rilasciato un’intervista ai microfoni di SeilaTv Bergamo parlando della situazione attuale: “Le notizie di queste ore dei contagi in alcune squadre di calcio non ci fanno ben sperare. Fino a quanto non capiremo quel sarà l’evoluzione sanitaria, non potremo dare una risposta certa. La parola d’ordine, anche alla luce del recente incontro col Comitato tecnico-scientifico, è stata “prudenza”. Ovviamente quello che è successo nelle ultime 24 certamente non aiuta”.
Le tifoserie contrarie alla riapertura del campionato?
“Io sono un romantico, penso che questo sport viva grazie alla passione dei tifosi. Immaginare una partita senza tifosi è brutto, se dovesse ripartire il campionato sarebbe sicuramente a porte chiuse e questa sarebbe strano. Dobbiamo capire come organizzarci in vista del prossimo autunno, dovremmo capire come contemplare questa passione degli italiani con i tempi che sono cambiati”.
Risarcimenti nei confronti degli abbonati?
“So che diverse associazioni di consumatori si sono già mosse, non so bene cosa vorranno fare i club, è una cosa che riguarda loro e non il governo. Certo, se arrivassero dei rimborsi agli abbonati, sarebbe sicuramente un bel gesto da parte dei club”.
Perché tutte queste polemiche sulla ripartenza della serie A quando altri sport hanno deciso di concludere i campionati?
“Nel nostro paese il calcio muove tantissimi soldi rispetto ad altri sport e questo diventa l’elemento determinante. Certo, il fatto che il calcio sia una grande industria economica è molto importante. Queste sono le due facce della medaglia che hanno portato a tutte le polemiche di questi giorni”.
Potrebbe essere questa l’occasione per rifondare il calcio?
“Sono d’accordo, questa è l’occasione, non solo per il calcio e per lo sport, per rigenerarsi e per rivedere una lista di priorità e stili di vita. Chi si illude che superata questa emergenza, mi auguro il prima possibile, si possa tornare a fare le stesso cose di prima, non ha capito la gravità della situazione mondiale. Spero che questa possa essere l’occasione giusta e che possa esserci una riforma nel calcio e nello sport. Io farò tutto il possibile affinché questo possa succedere”.
Una data per la ripartenza?
“La prossima settimana, prima del 18 maggio, saremo in grado di capire, sulla base dell’analisi della curva, l’andamento dei contagi dopo questa prima apertura. A breve arriverà il responso del Comitato tecnico-scientifico sul protocollo adottato dalla FIGC. Capiremo se le perplessità che il Comitato tecnico-scientifico ha espresso sono state superate o se purtroppo restano tali. Queste due cose insieme, ci consentiranno di decidere”.

Con il protocollo sanitario che c’è adesso dove basta un positivo per mettere in qaratena tutta la squadra compreso lo staff, questo campionato a giugno non riparte.
Se poi Lotirchione ora,visto che è diventato anche un virologo di fama mondiale, riesce da qui a giugno a far cambiare anche il protocollo sanitario, allora il calcio riparte a giugno anche prima,ma a quel punto tanti auguri e fortunato chi se la scampa, perché sarebbe come giocare alla ruolet russa
Mettete i positivi in quarantena e riaccendete il campionato.
Ľ Italia ha bisogno di calcio
Signor ministro il calcio si deve fermare qui. Arrivederci a settembre.
Serve un protocollo sanitario mondiale, una quarantena congegnata da esperti ed addetti ai lavori delle Asl. Giocatori, presidenti e staff sanitari dovranno fare un gran lavoro per evitare il default di questa grande macchina perfetta che è il cibo dell’ Italia
Laziali trollanti come te e “Asdrubale” me fanno ammazza’ dal ride’ 🤣
Più per quello che scrivete e come lo scrivete che per il fatto di essere laziali!
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.