ULTIME NOTIZIE AS ROMA – Oggi, durante la trasmissione Cor Core Acceso – Romatube.it in onda su Non è la Radio e Tele Lazio Nord, ha parlato Antonio Tempestilli. L’ex giocatore ed allenatore dei Giovanissimi nazionali della Roma ha parlato del derby di domani, del rapporto con Pallotta e Fienga e molto altro. Queste sono le sue dichiarazioni:
Come va? Come stai? Il tuo rapporto con il mondo del calcio…
“Mi sono dimesso dalla Reggina circa tre mesi fa. Sono rimasto legato alla Reggina perché ho legato con l’ambiente e con i ragazzi. Si sta bene, ci sono le condizioni per fare un buon lavoro. Poi ho avuto delle incomprensioni con il presidente e ho preferito lasciar stare e terminare lì il mio rapporto. Ho lasciato un anno e mezzo di contratto senza nessun pensiero perché non c’ero andato per fare soldi o carriera. Perché c’avevo entusiasmo e volevo portare un pizzico della mia esperienza. Sono contento che la Reggina ha fatto un campionato onorevole. Diciamo che nel momento in cui sono subentrato io come direttore generale la Reggina non stava vivendo un bel periodo. Abbiamo fatto delle correzioni a gennaio nel mercato di riparazione, la bravura dell’allenatore e dei ragazzi li ha portati a sfiorare quasi i play off. E’ un peccato perché la squadra avrebbe potuto dire la sua, questo è il calcio e bisogna prenderne atto. Auguro alla Reggina di poter ritornare massimi livelli e di poter dare gioia alla tifoseria. Per quanto riguarda il mio stato di salute e di forma, io sono in perfetta forma, vivo tranquillamente da pensionato ed è chiaro che mi manca un po’ il calcio, ma poi nella vita non è che puoi avere tutto. Bisogna anche accontentarsi”.
Quale differenze hai percepito tra un ambiente come quello di Roma e un’altra realtà come Reggio Calabria?
“Il calcio è uguale ovunque. Anche a Reggio con le sue proporzioni c’è pressione. E’ evidente che in una piazza grande come Roma ci più persone, più radio che parlano e quindi diventa ancora più difficile. Questo fa parte di questo mondo. Io credo che se c’è una struttura forte, una base forte, una dirigenza forte, nei momenti di difficoltà sicuramente se ne viene fuori. Poi è chiaro che bisogna avere anche i calciatori”.
Hai la sensazione che a questi giocatori giallorossi manchi un po’ di grinta e di cattiveria?
“È stato il leitmotiv della stagione. Evidentemente manca qualcosa. Non è facile da fuori giudicare. È fondamentale, nel momento in cui avvengono determinate cose, avere una dirigenza forte che si faccia sentire e che metta i giocatori di fronte alla realtà. Non è che se si vince il derby si salva una stagione, l’annata è stata negativa ed è davanti agli occhi di tutti. Il derby a Roma è sentitissimo e nel momento in cui la Lazio si sta giocando ancora la possibilità di andare in Champions, togliergliela vincendo il derby darebbe una soddisfazione ai tifosi. Però credo che sarebbe molto riduttivo dover pensare solo a questo. Io credo che bisogna pensare in grande. Il derby è una partita importantissima ma poi alla fine sono importanti tutte le gare. Se vinci il derby e poi perdi contro le squadre più piccole, lascia tutto il tempo che trova. Secondo me quest’anno la dirigenza purtroppo è mancata, adesso sembra che i Friedkin stiano facendo le cose nella maniera giusta e quindi ci sono tutte le aspettative per il futuro positive”.
Hai avuto modo di risentire qualcuno della dirigenza della Roma?
“Io non ho sentito più nessuno perché non sono rimasto in buoni rapporti con l’ultima dirigenza, non tanto con Pallotta perché con lui ho un buon rapporto. Purtroppo Pallotta ha sbagliato, io gliel’ho detto e se n’é reso conto, a mettere delle persone a gestire la società. Di calcio non sapevano nulla, ne facevano di necessità virtù ma di calcio proprio niente e quindi si sono trovati in una situazione difficile. Io non ero d’accordo su tante cose, sono un bastian contrario e quindi si è rotto il rapporto. Io sono andato via dalla Roma, ci tengo a sottolinearlo, perché sono un rompicoglioni. Sono uno scomodo che non le manda a dire, queste sono state le situazioni. Sono orgoglioso di quello che ho fatto. Sono orgoglioso di aver fatto parte di questa società. Non sputo nel piatto dove mangio ma questi personaggi sicuramente non sono gente che ama la Roma. Pensano solo a loro stessi e questo è quello che mi fa più male. Nella vita c’è sempre un inizio e una fine per tutto. Avrei preferito terminare in un’altra maniera però è andata così. Mi dispiace. Sono legato alla Roma e le auguro tutto il meglio possibile e immaginabile per il futuro. Sono convinto che con questa proprietà, a quanto pare, le cose si stanno facendo nel modo giusto. C’è da auspicarsi un futuro roseo per la Roma, sicuramente non sarà nell’immediato ma a medio termine le cose saranno fatte nel migliore dei modi per raggiungere dei risultati”.
Con Mourinho potremo rivederti alla Roma?
“Io tornerei, no di corsa, farei le capriole, ma non ci dovrebbero esserci certi personaggi questo è poco ma sicuro. Il mio amore per la Roma è incondizionato. Non potrà avvenire finché ci saranno queste persone. Ci sono ancora dei dirigenti purtroppo, c’è un amministratore delegato che si chiama Fienga ed altri personaggi squallidi che non voglio nominare. Questo è. Io alla Roma auguro tutto il bene”.
Fienga ha più responsabilità di Monchi?
“Sono due situazioni diverse. Non è che il mercato lo facesse Fienga però nell’individuare i personaggi sicuramente è venuto meno”.
Nella gestione umana dello spogliatoio una voce romana e romanista si è sempre affiancata ad allenatori diversi: da Capello a Rudi Garcia. Quanto è mancata a Paulo Fonseca una voce di corredo romana e romanista per avere di più il polso dello spogliatoio? E’ colpa di questi dirigenti o c’era un buco tra Fonseca e la squadra?
“Non te lo so dire questo. Sicuramente io nell’ultima parte non stavo molto più a contatto con la squadra, solo la parte organizzativa. A Fonseca uno che conosce l’ambiente vicino avrebbe giovato. Fonseca è una persona fantastica e un grande allenatore, al di là degli errori che ha commesso, ma questo è umano, accade a tutti gli allenatori. Detto questo, sono convinto che, come Mourinho sta pensando di fare, avere accanto qualcuno che conosca l’ambiente sicuramente è una cosa positiva”.
Tu hai vissuto la questione Spalletti-Totti. In questa stagione è tornato fuori il suo nome per la panchina della Roma. Che effetto ti fa sentire il nome di Spalletti?
“Un effetto positivo, Luciano Spalletti è un ottimo allenatore e una brava persona. Al di là del carattere e dei difetti di ognuno di noi, tutti possono commettere degli errori. Come li commette Luciano Spalletti, li commette Antonio Tempestilli e li commette anche Francesco Totti. Credo che a 360° posso dire che Spalletti è un grande allenatore. Il dispiacere più grande è quello di aver visto degenerare una situazione tra Francesco e Luciano che erano due personaggi che hanno dato tanto alla Roma ed erano talmente legati che poi, per una serie di circostanze, si è andato ad inclinare un po’ il rapporto. Purtroppo tante volte ci sono degli screzi per delle stupidaggine e delle piccole cose. Tra persone intelligenti dopo aver vissuto e trascorso tante cose insieme, momenti belli e brutti, si deve mettere tutto da parte e riconciliarsi. Penso che sia la cosa più bella che possa accadere”.
E’ successo qualcosa con Fienga? Credi che il suo operato possa inficiare anche sulla prossima stagione?
“Non mi permetto di entrare in questo discorso. Non potrei saperlo, mi auguro di no. Pensando che purtroppo le cose non sono andate abbastanza bene nel momento che lui ha gestito determinate situazioni. Ora vedo che per quanto riguarda la parte sportiva c’è Tiago Pinto che segue tutto e credo che sia lui il responsabile sotto l’aspetto sportivo. Gli auguro di poter ottenere tutti gli obiettivi che lui si prefigge. Sembra una persona valida e capace, già l’ha dimostrato portando a termine il colpo Mourinho”.
Pallotta ci ha messo anche del suo?
“Io credo che il segreto sia individuare le persone giuste e metterle al posto giusto. I presidenti, a differenza dei Friedkin che sono sempre presenti a Roma, non sono sempre presenti ma individuano dei manager, delle persone valide, questo è il segreto. Pallotta è uno che gli piace scherzare e fare le battute anche in queste circostanze. Però credetemi era uno che ci credeva alla Roma. Ha commesso degli errori ovviamente, nessuno sta qui ad incensarlo”.
Cosa hai pensato della Superlega?
“Se ne parlava già da tempo ma non me lo aspettavo così velocemente. Poi questa retromarcia. La Uefa e le federazioni si sono coalizione e hanno fatto si che rientrasse. Credo che anche la Juventus deve ricredersi e fare un passo indietro. Tutti sono consapevoli della situazione economica del calcio è difficile. Bisognerà trovare il modo per risolvere i problemi per poter arrivare a giocarsi i campionati senza infognarsi troppo nei debiti e nelle situazioni che sono sotto gli occhi di tutti”.
Tu sei stato accanto a Vincenzo Montella. In che cosa è mancato Andrea Pirlo e la Juventus?
“Ma non lo so, evidentemente Pirlo essendo al primo anno di esperienza non è riuscito a trasmettere le sue idee ai giocatori. Ho sentito le parole di Buffon. È difficile giudicarlo. So che Andrea Pirlo è un ragazzo in gamba, però non è detto che ex calciatore sia in rado di fare l’allenatore a certi livelli. Ognuno ha le sue capacità. Ci sono le eccezioni”.
Buffon accostato alla Roma, come lo vedi?
“Io se fossi nella dirigenza romanista non punterei su Buffon. È stato il più forte portiere a livello mondiale, ma c’é sempre un inizio e una fine. Se devo fare una programmazione preferirei puntare su un calciatore che può dare garanzie nell’immediato e nel futuro. Se devo dare un giudizio dall’esterno direi questo. Poi dopo le valutazioni vanno fatte consultandosi con la proprietà, capire il budget. Sono tante le situazioni, è difficile dover dare un giudizio”.
“Vi ringrazio per la bella chiacchierata, sono orgoglioso di aver fatto parte di questa famiglia. Spero che il futuro sia roseo per la Roma. Sarò sugli spalti a dare il mio piccolo contributo”.
Fonte: Cor Core Acceso – Romatube.it

stai bene dove stai
giù il cappello difronte a un romanista sincero!!!
Anche io sono romanista…..e pure sincero. Ma purtroppo non credo basti.
Essere romanisti non e’ la prima considerazione da fare
Saper fare molto bene il lavoro per cui si e’ pagati e la prima
Meno male che ci sono i Friedkin perche stando a certi tifosi avremo tra i piedi tutte le vecchie glorie mettendo insieme un circolo per anziani pieni solo di chiacchere
Beh… É ora di dare una bella ramazzata a Trigoria. Tutta gente che pagata dalla Roma….rema contro.
Via Fienga e compagnia cantante.
Sempre forza Roma
non vorrei sbagliarmi ma Fienga è li solo per questa fasetransitoria e per dare modo al figlio di DAN di fare esperienza. poi a fine anno finisce il suo mandato
Fienga lo ringrazierei soltanto per aver convinto Pallotta a vendere la Roma ai Friedkin a discapito di Baldissoni che voleva che la vendesse a quel falso riccone Al Baker, per il resto può non è servito a niente e può anche salutare
Non tiene il broncio con PALLOTTA
Baldisssoni non ci sta piu
Fienga non c’entra niente.
Monchi Non ci sta più.
Ma non ti sei lasciato bene con la società. ..a tuo dire.
Quindi i FRIEDKIN ti hanno cacciato fuori?
👍
Non mi pare abbia detto che Fienga non c’entri niente
quando Friedkin ha preso la Roma, già tempestilli non era più a Roma. penso che quindi Freidkin non sappaino nemmeno chi sia
Come continuo a ripetere da mesi, speravo di non sentire più parlare di Pallotta e compagnia cantante dopo il passaggio di proprietà, ma vabbè. Non è certo colpa di Tempestilli che mi sembra sincero (al giorno d’oggi parlare senza peli sulla lingua questo significa), ma le palate di strumentalizzazione che seguiranno e ci frulleranno per bene i cosiddetti
Guarda, c’è poco da strumentalizzare.
Tra risultati tecnici e finanziari è ormai certificato che il fruttarolo e i suoi accoliti abbiano rappresentato una delle più squallide società della storia del calcio.
Da Tempestilli nulla di nuovo, dopotutto lui è Romanista e ti dice ciò che ha visto.
Poi lui ormai nella Roma ha fatto il suo tempo, con onore, per cui non vedo alcun pregiudizio da parte dell’attuale proprietà che pure, per il suo bene, deve procedere con la derattizzazione.
Ilario guarda che non parla male di pallotta, anzi dice che ci teneva alla Roma. Il problema semmai e che non ha capito in che mani aveva lasciato la Roma.
Guarda che ci sia poco da strumentalizzare è poco ma sicuro, ma tanto lo fanno lo stesso. E fin troppa gente va loro dietro, e ci ritroviamo a fare la guerra a gente che non c’entra nulla a proposito di gente che non c’è più. Anche basta direi
Egregio Ilario, comprendo dalla forza delle Sue parole che Lei era abituato a ben diversi presidenti, alla guida della Roma. Tanti campioni, tanti trofei, un vero e proprio impero del football di cui purtroppo, personalmente, non mi sono mai reso conto.
La gestione del fruttarolo non ha portato lo scudetto perché la juve non ha scricchiolato mai come quest’ anno. E nemmeno lo stadio che doveva essere pronto tra il 17 e il 19.
Capisco che vi possano essere dei risentimenti. Sopratutto quando si viene licenziati o si è costretti a lasciare un posto di lavoro per svariate motivazioni. Tuttavia “Fienga” a parte: A meno che non si abbia timore di una querela, forse sarebbe ora che chi parla male della Società cominciasse a fare nomi e cognomi, Non mi sembra giusto che ogni qual volta si getti veleno sparando nel mucchio. Prassi che trovo comune a molti Infine, a costo di diventar antipatico ricordo di aver letto qualche tempo fa un intervista, dove Tempestilli diceva peste e corna di Pallotta Qui, afferma tutto il contrario Mi ha dato un impressione leggermente ambigua.
Penso che l’ASR ti abbia dato un ruolo dirigenziale ( che io ingegnere mi sogno) e ti abbia ben remunerato. Anche gli squallidi personaggi a cui fai riferimento hanno fatto dei bonifici sul tuo conto corrente. Penso che sia meglio voltare pagina ….
Se é vero come dovrebbe essere il virgolettato dici un mucchio di cazzate, Tempestilli. Ovviamente solo secondo me, poi ognuno la veda come crede. Alcune perle? 1) vincere (o perdere) il derby é “riduttivo”. 2) non sputo dove mangio ma… ci sputo (infatti sono un rompicoglioni, io!) 3) tra Fienga e Monchi chi ha sbagliato?… ma che ne so io, lasciatemi perdere!.. 4) Spalletti é una brava persona. Ehia! stendendo un velo sul resto, da Pallotta alla Superlega, dal non aver visto il fossato tra Zorro e la squadra (io non c’ero, ah no c’ero, mi pagavano pure in effetti c’ero, ma se c’ero dormivo…) raggiunge il massimo quando definisce Fonseca “un grande allenatore”.
Ma Guido Fienga è stato un ponte tra Pallotta e Friedkin.
Se ora c’è la proprietà Friedkin, che potrebbe essere anche una grande proprietà, un po di merito penso sia anche di Guido Finega, che si è impegnato molto per far sì che questo passaggio avvenisse.
Che poi Fienga,non è un manager sportivo lo sanno tutti, ma neanche ha ambizione di farlo, lo ha fatto solo per un breve periodo causa forza maggiore.
Sempre simpatico Tempestilli, ma non ho capito molto tutto questo suo risentimento, forse sperava in una promozione in seno alla Roma che non è mai avvenuta allora se la prende con Fienga
Grande cicoria, vero romanista.
Er cicoria…
Eccone un altro che prima spara merxa sulla Roma e poi vuole tornare.
So boni tutti a fa’ i romanisti
Ambriaco Tonino non spara sulla Roma ma su quei personaggi che stanno facendo i c.i da anni allontanando
Chi vuole bene alla nostra squadra vedi Totti de rossi tempestilli Nella de rossi padre …ora voglio vedere
Come andrà’ il settore giovanile
prima de tutto ambriaco sei te
poi nela (no nella) è andato sotto i distinti nord a festeggià coi napoletani con di canio sotto braccio.
poi chi parla male dei dirigenti della Roma parla male della Roma.
la Roma resta le persone passano
Parole dolci nei confronti di James Pallotta quelle di Tonino Tempestilli . Per quanto non ami particolarmente gli interventi di ex tesserati questa intervista sgombra il campo da una serie di false credenze. Credo che al di là di qualche scelta errata la precedente proprietà abbia avuto sempre a cuore il destino dell’ As Roma contrariamente a ciò che vanno affermando alcuni operatori dell’etere….
Come mai non si è contrariato negli anni con le cessioni che avvenivano???? Come mai non spiega come i dirigenti squallidi hanno in comune accordo incaricato spalletti della vicenda Totti minando un rapporto ormai insanabile?come mai a pallotto non gli spiegò dal primo anno che alcuni personaggi non andavano bene? A già lo stipendio………
Lui fu chiamato da Sensi molti anni a dietro per la Roma uno vero, piaccia o non piaccia, lui su aquisti e vendite non entrava erano altri che facevano era il tredunion tra la squadra e societa’ molto serio accompagnatore specie quando c’erano gli accoppiamenti per le coppe dicevano che portava jella. Su Fienga credo abbia ragione e’ sparito !!!! Non credo che rimanga visto che non parla piu’ poi di chiaccheroni che parlano con i giornalisti vorrei sapere tanto i nomi di questi GIUDA che vivono alle spalle della Roma per poi denigrarla chi sa i nomi li faccia una volta per tutte devono sparire da trigoria
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.