Prima di tornare protagonista con i guanti, Pierluigi Gollini aveva già impugnato un microfono. Nel 2018, quando la sua carriera calcistica stava cominciando a prendere quota con l’Atalanta, il portiere si presentò al pubblico anche con un’altra identità: Gollorius. Nome d’arte, videoclip, rime e una canzone dal titolo che oggi sembra quasi scritta per essere rispolverata: “Rapper coi guanti”.
Il brano raccontava il suo percorso, i sacrifici, il lavoro necessario per arrivare nel calcio dei grandi e la voglia di non accontentarsi. Il video è diventato tutt’altro che una piccola curiosità da spogliatoio: pubblicato sul canale YouTube di Esse Magazine, ha superato 1,1 milioni di visualizzazioni. Gli incassi furono inoltre destinati in beneficenza per contribuire alla sistemazione dei campetti nei quali Gollini aveva mosso i primi passi.
Quattro anni dopo Gollorius sarebbe tornato con un secondo singolo, “Champions Dream”, realizzato insieme a Vegas Jones. Perché quella di Gollini è sempre stata una carriera vissuta anche fuori dagli schemi, proprio come il suo percorso calcistico. Da ragazzo aveva lasciato l’Italia per entrare nel settore giovanile del Manchester United. Poi il ritorno al Verona, l’esordio in Serie A, l’Aston Villa e soprattutto l’Atalanta. È a Bergamo, con Gian Piero Gasperini, che Gollini tocca il punto più alto della sua prima parte di carriera: conquista il posto, gioca in Champions League e arriva anche alla Nazionale maggiore.
Poi qualcosa cambia. Dal 2021 in poi comincia una lunga serie di trasferimenti: Tottenham, Fiorentina, Napoli e Genoa. Club importanti, esperienze prestigiose, ma sempre meno continuità. Il portiere che a Bergamo sembrava destinato a restare stabilmente tra i protagonisti del calcio italiano finisce lentamente ai margini delle gerarchie.
Nel gennaio 2025 arriva la Roma. Non per fare il titolare, ma per diventare il vice di Mile Svilar. Gollini accetta il ruolo, lavora alle spalle del numero uno giallorosso e diventa soprattutto un uomo importante nello spogliatoio. Prima di Como, con la Roma aveva giocato una sola partita ufficiale, contro il Panathinaikos. Poi il calcio, con il suo tempismo spesso imprevedibile, gli ha rimesso davanti Gasperini e una porta da difendere. L’infortunio di Svilar ha trasformato improvvisamente il secondo portiere in titolare. E al Sinigaglia, dopo oltre due anni senza partire dall’inizio in Serie A, Gollini ha risposto presente.
Contro il Como è stato uno dei migliori della Roma. Sicuro nelle uscite, reattivo tra i pali, sempre dentro la partita soprattutto nella lunga fase in cui i giallorossi, rimasti in dieci dopo l’espulsione di Malen, sono stati costretti a difendere il pareggio. Quattro parate e soprattutto una presenza che ha trasmesso tranquillità a tutta la linea difensiva. Una bella storia, ma ancora soltanto il primo capitolo. Perché una partita non può cancellare anni complicati né trasformare automaticamente Gollini in una certezza. L’assenza di Svilar gli consegna adesso una serie di appuntamenti pesantissimi, tra campionato e Champions League, nei quali sarà chiamato a dimostrare che quella di Como non è stata soltanto una grande giornata.
La possibilità, però, è enorme. A 31 anni Gollini si ritrova davanti un’altra occasione per cambiare il ritornello della propria carriera. Nel 2018 cantava di sacrifici, lavoro e sogni inseguiti con i guanti addosso. Otto anni dopo, proprio quei guanti gli hanno restituito il centro della scena. Gollorius può aspettare. Adesso alla Roma serve soprattutto Gollini.
Giallorossi.net | G. Pinoli

Grande Gollo!!!! Queste storie ci fanno amare il calcio, al di là delle polemiche e delle cose inutili o della violenza assurda. Il calcio è una grande metafora della vita. Grazie Gollo di esserci stato ieri con tutto te stesso. FRS
Grazie Gollini, ora possiamo tranquillamente vendere Svilar a 30 milioni!
Juve, ci sei ancora?
P.S.: sto scherzando, ma prima del rientro qualche giornalaio potrebbe tentare un titolo del genere.
la sua storia mi ricorda un po’ quella di Mirante, quando dovette sostituire quel citofono di Pau Lopez, alla fine fornì una serie di ottime prestazioni e per un po’ il titolare diventò lui. Non credo che possa succedere anche con Svilar perché sono due situazioni completamente diverse, ma avere un secondo portiere affidabile è cruciale
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.