Brexit, tremano anche calcio e Premier League: oltre 300 giocatori non più comunitari

24
675

eriksen

RIPERCUSSIONI DEVSTANTI SUI MAGGIORI CAMPIONATI – Lo chiameranno “fall-out”. Una ricaduta impressionante sulla qualità e le dimensioni del calcio britannico. “Prima di Brexit ci facciamo una birretta veloce”, era la scritta su uno striscione dei tifosi inglesi prima di Slovacchia-Inghilterra. La Premier League si era pronunciata a favore del “remain” e non per un ideale ma per un calcolo, nel breve e nel lungo termine. Rischia di diventare una specie di apocalisse finanziaria. I primi segnali si percepirebbero fra due anni. Fra sette si verificherebbe uno scollamento e un impoverimento senza ritorno per Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord. Il terremoto sarà uno e sufficientemente devastante per allontanare per sempre il ricordo del calcio inglese modello di riferimento e suggestione culturale permanente. Il primo danno sarà “umano”: i calciatori europei perdono il diritto di entrare e uscire liberamente dal Regno Unito. A pagarla di più saranno le società più ricche, avrà ripercussioni clamorose sulle rose della Premier League. Forse meno, almeno inizialmente, sulle categorie inferiori.

[adrotate banner=”17″]

Stretta inevitabile anche sui calciatori extra-comunitari, i quali dovrebbero rispondere a criteri governativi più rigorosi e limitanti. Facendo una rapida somma dei professionisti delle due principali divisioni del calcio inglese e scozzese, più di 300 calciatori (si calcola 322) non rientrerebbero più negli standard di accoglienza, 100 nella sola Premier. Solo 23 dei 180 stranieri attualmente in rosa nel campionato maggiore avrebbero il permesso di lavoro e nessuno dei 53 della Scottish Premier League potrebbe garantirsi la permanenza in Scozia sulla base del proprio profilo agonistico. Una “diminutio” implacabile che non risparmierà neppure la terza e la quarta divisione inglese, dove 109 calciatori sarebbero costretti a fare le valigie. Il vice-presidente del West Ham Karren Brady ha scritto ai soci: “L’uscita dall’Europa avrebbe effetti devastanti”. Unica ancora di salvezza i possibili provvedimenti di altri stati (Norvegia e Svizzera hanno già avallato facilitazioni per l’accesso a un singolo mercato). Economicamente la possibile svalutazione della sterlina alleggerirebbe la borsa dei club e il potere d’acquisto del pubblico, incidendo fatalmente anche sulle entrate dei diritti televisivi dei prodotti. Si parla di un miliardo di sterline in meno, con caduta del concetto salvifico di mutualità. Ovviamente una sparuta pattuglia di società, le più robuste, poche, forse sei o sette, avranno la forza di respingere il colpo, attutendo le perdite con l’appoggio (è il caso di United, City, Arsenal e Chelsea) degli arabi e delle multinazionali.

Brexit allargherà la forchetta tra grandi e piccoli, togliendo al calcio, soprattutto a quello inglese, il privilegio di consentire anche alle ultime in classifica “revenues” dignitose e in linea per future imprese sul mercato dei calciatori. Con Brexit fra lo United e una retrocessa ci saranno distanze “italiane”, come tra Juventus e Frosinone. Anche i calciatori avranno molta meno spinta ad accasarsi in Gran Bretagna: “Stiamo sottostimando il pericolo, la verità è che metà dei calciatori di Premier vedranno il loro permesso di lavoro trasformato in carta straccia”, ammettono i procuratori, preoccupati anche del loro lavoro e delle loro percentuali. “In una situazione del genere porterei via dal Tottenham il mio assistito”, confessa Martin Schoots, l’agente olandese del danese Christian Eriksen. E con lui chissà quanti altri diranno ciao a Londra.

(Repubblica.it, E. Sisti)

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime notizie della Roma sul tuo cellulare? Iscriviti subito al canale Whatsapp di Giallorossi.net!
Articolo precedentePjanic: “Roma resterà sempre nel mio cuore, ma ora voglio vincere qualcosa”
Articolo successivoWilmots: “E’ vero, Nainggolan fuma”

24 Commenti

  1. Santi Bailor é un bot della Formellese. Sa solo dire “società ridicola”. Vai a preparare il pecorino con Lo Tirchio e gli amichetti suoi, vai vai

  2. Tutta colpa di Pallotta, Baldissoni c’ha uno zio gallese a Cardiff che ha votato per il brexit, Sabatini un cugino pizzaiolo a Liverpool che ha fatto propaganda pro farage! Basta non se ne può più speriamo torni ciarrapico

  3. Hanno fatto bene gli inglesi.

    Ma a parte questo, con la svalutazione della sterlina, romperanno meno le scatole per comprare tutto il mondo.

    • Veramente….è proprio la sterlina che li ha fatti arrivare dove sono. Quindi….sicuro che non saranno ancora più forti??? al di la della campagna mediatica in corso….

  4. Inglesi spocchiosi, la pagherete cara: il vostro calcio imploderà, come la vostra economia… Siete tornati al vostro posto, perché europei non lo siete mai stati… Tanti saluti e tanti cari auguri

  5. Gli unici dispiaciuti di Brexit sono gli americani, vero che l’Europa rischia di implodere ma dovesse resistere ci saremmo tolti di mezzo i più antieuropei degli europei, quelli che ci hanno fatto girare con il freno a mano tirato, e forse, finalmente, potremmo iniziare a pensare ad una Europa più forte, con sommo dispiacere americano!!! E se ci scappasse qualche giocatorino x la ns amata Roma, meglio ancora!!!!

  6. Bella zappa sui piedi che se so’ dati gli inglesi! Non dico che stare in questa Europa fatta per le banche è una meraviglia… però, uscirne sarebbe deleterio: nessuno può affrontare da solo la concorrenza presente nei grandi mercati emergenti. Ora, perciò, investitori stranieri come Abramovich si faranno du’ conti: svalutazione della sterlina, difficoltà nel trattare con giocatori stranieri che vedranno restringersi i loro diritti in Gran Bretagna… Insomma, meglio mollare tutto e andare ad investire altrove. Ancora un paio d’annetti e la vedo molto dura per il Chelsea… Ah, “parrucchino”: puoi ave’ tutta la rogna che te pare… ma de Naiggolan nun te ce compri neanche er barbiere pe’ faje la cresta.

  7. Da quello che leggo…..mi sa che non ci sono idee molto chiare. Come per il calcio, i giornalai colpiscono ancora. Altro che “zappa sui piedi”…

  8. Da quello che vedo scritto qui é chiarissimo che L’ignoranza della gente é altissima…..chiaro che non é una offesa…..ma per il semplice fatto di ignorare quella che é la realtá…..e la realtá dice che la popolazione globale e succube dei media e delle banche…..intimorendo le persone che ci saranno catastrofi in arrivo….(menzogne)….é chiaro che all’inizio le cose non saranno facili….ma la storia ci insegna che dopo i disagi arriva la crescita.
    Quindi quello che é successo in inghilterra é dovuto…..e finalmente dico io che é arrivata quest’ora.
    Speriamo che anche altri paesi seguino questa strada…..

  9. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome