CHE FINE HA FATTO? | Coric, dalla Roma a Malta: il talento perduto è tornato a sorridere

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Un calcio di punizione all’89’, il pallone alle spalle del portiere e la partita chiusa. È successo appena pochi giorni fa, l’11 settembre, nella vittoria per 2-0 dell’Ħamrun Spartans contro il Birżebbuġa St. Peter’s. L’autore del gol? Ante Ćorić. Sì, proprio lui. Il talento croato arrivato alla Roma nell’estate del 2018 con aspettative enormi e poi praticamente scomparso dai radar giallorossi oggi ha 29 anni, gioca a Malta e sta provando a ricostruire una carriera che sembrava essersi persa per strada.

La Roma lo acquistò dalla Dinamo Zagabria per 6 milioni di euro, facendogli firmare un contratto di cinque anni. Monchi lo presentò come “uno dei talenti emergenti del calcio europeo”. Del resto Ćorić non era uno sconosciuto: aveva debuttato giovanissimo con la Dinamo, giocato quasi 150 partite con il club croato e indossato anche la maglia della nazionale maggiore. A Roma, però, la storia prese subito una direzione completamente diversa. Appena tre presenze nella prima stagione e poi una lunga processione di prestiti: Almería, VVV-Venlo, Olimpija Lubiana e infine Zurigo.

Proprio in Svizzera arrivò uno dei pochi momenti felici di quegli anni. Con lo Zurigo vinse il campionato 2021-22 e sperava di essersi rimesso definitivamente in carreggiata. Tornato nella Capitale, però, non trovò spazio e trascorse la stagione 2022-23 fuori dai programmi tecnici, allenandosi separatamente insieme a William Bianda. Anni dopo avrebbe raccontato quel periodo con parole pesanti: “Io e Bianda ad allenarci da soli, con il preparatore. Fine”. Secondo la sua versione, avrebbe voluto lasciare la Roma anche riducendosi lo stipendio, ma non sarebbe stata trovata una soluzione. Il contratto si concluse nell’estate del 2023.

Da quel momento la carriera di quello che in gioventù era stato accostato addirittura a Luka Modric scese ancora di livello. Tornò in Croazia passando dal Rudeš e dal Varaždin, poi arrivò un serio problema alla schiena che lo costrinse anche a sottoporsi a un intervento chirurgico. Ćorić ha ammesso di aver pensato persino di smettere: “Sono quegli infortuni che ti fanno valutare anche di appendere le scarpe al chiodo”.

La svolta è arrivata nell’estate del 2025, quando l’Ħamrun Spartans, campione di Malta, ha deciso di scommettere su di lui. E proprio lì Ćorić ha ricominciato a sentirsi un calciatore. Ha contribuito alla prima storica qualificazione del club maltese alla League Phase di Conference League e il 27 novembre 2025 ha segnato nel 3-1 contro il Lincoln Red Imps, la prima vittoria dell’Ħamrun in una League Phase UEFA. In Conference ha chiuso quella campagna con sei presenze e un gol.

La storia, però, ha avuto un’altra curva inattesa. A fine dicembre 2025 Ćorić e l’Ħamrun hanno risolto consensualmente il contratto. Sembrava un altro capitolo chiuso, invece il 18 giugno 2026 il club maltese ha annunciato il suo ritorno. Oggi veste la maglia numero 88 e ha un contratto fino al 30 giugno 2027. In questa stagione ha già disputato sette gare ufficiali segnando due volte: una rete nelle coppe europee e quella splendida punizione dell’11 settembre contro il Birżebbuġa.

E la Roma? Nonostante tutto, Ćorić non l’ha cancellata. In una recente intervista, parlando dei giallorossi, ha risposto: “La seguo sempre, sono rimasto un tifoso della Roma e ho un gran ricordo dei suoi tifosi”. Otto anni dopo essere arrivato nella Capitale come uno dei talenti più promettenti della sua generazione, il calcio lo ha portato molto lontano dai palcoscenici che sembravano attenderlo. Ma a 29 anni, lontano dai campionati più prestigiosi, Ante Ćorić gioca ancora, segna ancora e, soprattutto, sembra aver ritrovato qualcosa che per molto tempo aveva perso: il piacere di sentirsi di nuovo un calciatore.
Giallorossi.net | T. De Cortis

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17 Commenti

  1. Testa, infortuni e tempo di gioco concesso. Fra i 3 fattori più importanti nell’andamento della carriera di un calciatore.
    Mi ricordo quanto fossi curioso di vederlo giocare con noi e della delusione che provai nel vederlo quasi totalmente inutilizzato.
    E poi è iniziata la sequenza di prestiti… che, secondo me, è la pietra tombale sulla crescita di un calciatore, perché è molto facile che essere rimbalzato di qua e di là finisca per prosciugarlo della fiducia in se stesso.
    Un vero peccato.

    • Sliding Doors…la Roma non poté compare a 4 milioni di euro un norvegese (Haaland) ma ne sborsò 7 per questo bidone.
      Ancora ricordo i toni trionfalistici con i quali fu accolto il DS Monchi da Anto e tanti utenti di questo forum.

      Sta giocando bene a Malta, che probabilmente è una buona prima categoria italiana.
      Ma non scherziamo, per favore.

    • davvero… le qualità tecniche erano certificate… probabilmente ha problemi caratteriali o di altro tipo… anche la scelta della maglia numero 88 potrebbe essere indicativa… chissà.

    • @Kawa62 – ah beh tutto può essere, tipo quando la scelse Buffon sostenendo poi di non sapere che potesse avere implicazioni…

  2. Avere le doti non assicura automaticamente una carriera, ci sono tante varianti in gioco, uno dei tanti che non ce l’ha fatta, ma che può consolarsi con i bei soldi comunque guadagnati. Molti di noi giocherebbero pure gratis, nel calcio di vertice..

  3. mi ricordo dei filmati nei quali sembrava un giocoliere.. ma tra giocoliere e giocatore c’è differenza… il fatto che quando era alla roma non fosse4 utilizzato non è per capriccio degli allenatori evidentemente c’era qualcosa che non andava

  4. Un altro che si è perduto ma che inizialmente sembrava molto promettente è stato Salih Ucan.
    Sia Garcia che Totti si espressero in maniera positiva sul ragazzo, ma alla fine le sue presenze con la Roma furono briciole.

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