Coronavirus, il bollettino di domenica 5 aprile: 2.972 nuovi contagi, scende il numero dei deceduti. Brusaferro: “Ora è tempo di pensare alla fase 2”

11
1159

ALTRE NOTIZIE – La Protezione Civile ha appena reso noto il bollettino giornaliero di domenica 5 aprile sul contagio in Italia da Coronavirus.

L’aumento dei positivi è di 2.972, il numero dei decessi è di 525 (il più basso da metà marzo), mentre quello dei guariti è di 819. Il dato più positivo è che sono diminuiti il numero dei ricoverati e delle persone in terapia intensiva.

Il capo della Protezione Civile Borrelli ha dichiarato in conferenza stampa: “Bisogna continuare a stare a casa“. Il professor Brusaferro (ISS) ha commentato: “C’è l’evidenza che la curva ha cominciato la sua discesa, così come il numero dei morti. Dovremo cominciare a una fase 2 se questi dati si confermano, si deve riflettere su come mantenere bassa la diffussione della malattia”.

Numeri in calo a Roma (+36) e nel Lazio (+123) con il trend che per la prima volta scende al 3%.

11 Commenti

  1. C’è qualche segnale leggermente positivo,ma questo è il momento di non abbassare la guardia.Intanto il numero dei medici deceduti è arrivato a 80,non mi sembra un sacrificio da poco,grazie.

    • Mi unisco al tuo ringraziamento ai medici, ma se sono morti, ahimè, è solo colpa della poca sicurezza sul lavoro.

      Lavorano maniera precaria causa tagli al lavoro dovuti a debiti con l’Europa.

      Lo stato DEVE Tutelare questa professione come tutte.

    • Non posso rivelare situazioni interne al mio posto di lavoro e non, per ovvi motivi di riservatezza, ma posso affermare che la mancanza di DPI negli Ospedali, tra i medici di base e nelle case di riposo è stato un fattore rilevante nel contagio dei sanitari.
      Chi parla di personale sanitario mandato allo sbaraglio non è così lontano dalla realtà.

    • Confermo, sono di vicino Roma e ho amici OSS e infermieri, sono in terapia intensiva con le mascherine senza filtro. Assurdo vedere gente con le mascherine ffp3 (magari usate da soli in macchina e senza nemmeno saperle maneggiare, rendendole praticamente inutili) e chi opera a contatto con i malati accertati di covid avere le mascherine di carta. Ho anche amici infermieri nella provincia di Bergamo, li ancora peggio, soprattutto nelle prime settimane gli infettati nel personale sanitario sono state centinaia, rendendo gli ospedali dei veri e propri punti di contagio da cui si è diffusa la malattia. Non dirò altro perché ci sono state li situazioni assurde con una gestione dell’emergenza a dir poco vergognosa (e il nord avrebbe la migliore sanità) ed è meglio evitare di entrare nei dettagli. Con uno stato che ha sempre tagliato sanità (e istruzione) ora tutti ne paghiamo le conseguenze.(forse prima di votare si potrebbe iniziare anche a ragionare)

  2. c’è una percettibile sfumatura positiva nel complesso di questo dramma globale: la reazione della natura.
    Hanno avvistato delfini sotto la costa, non più infastiditi dai rumori. E’ tornata trasparente l’acqua della laguna veneta, solitamente una delle più torbide in assoluto. Per le vie delle città i cinghiali camminano indisturbati senza fogli A4. L’aria non è mai stata così respirabile e c’è meno plastica un po’ ovunque.
    Possiamo dire di aver assaggiato l’utopia “gretista”, almeno per un attimo.
    Mi mancherà

    • E’ vero,ne parlavo ieri con mia figlia.Se c’è una cosa positiva in questa situazione è l’aria che si è ripulita,altro che domeniche a targhe alterne.Nonostante io parta da una posizione privilegiata-abitando in campagna-manchera’ anche a me questa atmosfera “gretista”.

    • Purtroppo c’è voluta una catastrofe per farci (ri)scoprire alcuni aspetti di una vita più a misura d’uomo. Finalmente le 24 ore di una giornata bastano per fare quanto serve. E c’è il tempo da dedicare a chi ti è più caro. I nostri abituali ritmi e numeri, a volte, riescono a rendere stressanti anche le ferie, con le corse al posto migliore, alla tua porzione di sabbia e ombra promesse.
      Boh, alla fine abbiamo forse costruito un mondo che non ci serviva…

    • fateci caso: anche il “clic” sul mouse di uno scarafaggio errante riesce ad avere un suo fascino

    • Io invece non vedo l’ora di ricominciare a sfoggiare il suv (che ancora devo finire di pagare), sgasando all’altezza giusta dei bimbi che osano passeggiare mano nella mano con mammina.
      Amo l’aura giallognola della città al mattino… Mi manca.

      Non vedo l’ora di tornare ad intossicare e avvelenare tutta la zona dove si trova la mia fabbrichetta.
      Devo produrre e consumare, consumare e produrre… Non posso farne a meno.

      E lo Stato mi aiuterà. Sono il suo tipo. E lui è proprio ciò che fa al caso mio.
      Questa storia lo dimostra.

      E quando creperò avvelenato o schiacciato da un macchinario o cadendo da un ponteggio o per qualche malattia respiratoria o cardiovascolare o tumorale, almeno avrò la consapevolezza di averne contagiati e portati con me il più possibile.

  3. Il calcio ha fatto la sua bella parte (in negativo) anche stavolta,partite giocate fino all evidenza del virus, inconcepibile che il governo sia stato condizionato dagli interessi calcistici, la Lombardia (e sono sinceramente dispiaciuto) ha pagato un prezzo altissimo,se fosse successo nel centro-sud immagino le polemiche alimentate dai benpensanti nordisti

    • La pianura Padana (Lombardia e Piemonte in special modo) secondo l’ocse è (era) la zona con la più alta concentrazione di polveri sottili di tutta l’Europa occidentale…

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome