De Rossi, un cuore da leader

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AS ROMA NEWS (CORSPORT, M. EVANGELISTI) – Una squadra intera è diventata Francesco Totti, ieri. Qualcuno più degli altri. E’ normale. Esistono leader che hanno il dovere etico e professionale di fare i leader. Daniele De Rossi, per esempio. A Udine è stato il primo della partita quanto a palloni recuperati (23) e passaggi andati a buon fine (60). Nel secondo tempo, con la Roma in inferiorità numerica, è stato il primo a capire che l’ultima cosa da fare era ritirarsi nel fortino per conservare il pareggio. I girini guizzanti dell’Udinese ne avrebbero approfittato per nuotare felici nell’area romanista ridotta a uno stagno. E’ grazie a gente come De Rossi che la Roma è riuscita non solo a portare a casa i tre punti e a chiudere alla 23ª puntata e dopo oltre un anno l’imbattibilità casalinga della squadra bianconera, ma pure a battere gli avversari nel possesso palla: 52 contro 48%. «Con Daniele il pallone è in cassaforte. Lo ha perso una volta soltanto», ha sottolineato Strootman.

SCHEMI MENTALI – De Rossi, certo. Ma pure Adem Ljajic. E’ un fatto tecnico che sia il giocatore più simile a Totti tra quelli dell’attuale rosa della Roma. Lo ha fatto notare Garcia prima della partita e infatti ecco lì il serbo a partire da esterno sinistro per poi prendere il timone nel bel mezzo della trequarti. Una volta uscito Maicon, Ljajic ha fornito assistenza a De Rossi nel tenere in piedi il morale della Roma e in alto la linea del gioco. «Non ho mai corso tanto in vita mia. Ma non c’è problema, correre mi piace, possono mettermi anche terzino se serve». Parola sua, del ragazzino psicologicamente fragile per il quale lo hanno spacciato a lungo. O forse è stata davvero la Roma a cambiare gli schemi mentali di Ljajic, fino a fargli dire: «Giochiamo tutti insieme, uno per tutti e tutti per uno. Questa è una vittoria del cuore. Poco da fare, quando Maicon è uscito dovevamo metterci a correre di più. E’ per questo che possiamo giocare anche senza due fenomeni come Totti e Gervinho». (…)
MAESTRO E ALLIEVO – Capitan Presente e Peter Pan, gli amici tutt’altro che immaginari dei tifosi della Roma, hanno portato la loro squadra dove in molti avevano paura di andare: oltre la propria trequarti, oltre la linea di centrocampo, davanti all’area avversaria. La Roma ha vinto la partita quando ha smesso di lasciarla gestire all’Udinese. Totti è il giocatore che devia la manovra offensiva dove gli piace, con la sua classe fuori del normale. Gervinho è lo special che si accende di tanto in tanto e scompagina qualsiasi tattica difensiva. Ebbene, adesso sappiamo che la banda del sergente può fare a meno persino di loro. (…)
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