Ecco Massara, il «laureato» che cerca lode con la Roma

3
1624

massara-ricky

NOTIZIE AS ROMA – A Trigoria dicono che Frederic Massara parli poco, lavori tanto e ascolti ancora di più. Ecco perché in questi anni sembra sia stato l’unico che è riuscito a contenere personaggi apparentemente inconciliabili come Sabatini, Pallotta e Gervinho. Già, l’ivoriano è stato uno dei segreti di Massara alla Roma: non perché lo abbia scelto lui, ma perché lui ci parlava e, soprattutto, riusciva a farlo ragionare, limitando quegli eccessi che mandavano su tutte le furie Sabatini e i compagni.

DAL LOUVRE A TRIGORIA – Il «sabaudo» Massara, per dirla con le parole del suo predecessore, è nato a Torino nel 1968, ma di rivoluzionario la sua educazione ha avuto poco: la mamma, scomparsa ad aprile, lavorava al Louvre ed era una funzionaria stimatissima, lui è stato cresciuto un po’ in italiano e un po’ in francese (a cui negli anni ha aggiunto inglese, spagnolo e un po’ di tedesco), e, come ha raccontato proprio Sabatini, si distingue per educazione e pazienza. A cui va aggiunta l’umiltà, dote che gli è riconosciuta da tutti a Trigoria, e la capacità di rischiare, visto che sull’arrivo di Garcia a Roma nel 2013 c’è anche la sua firma.

GRANDE SALTO – Le premesse per fare «un ottimo lavoro» ci sono tutte, adesso però Massara, che odia i riflettori, dovrà lasciare il backstage e salire sul palco. Non più delfino, ma squalo, come deve essere un direttore sportivo di una società che non ha disponibilità illimitata. Dopo una vita passata nel calcio (e accanto a Susanna, la moglie, di Torino come lui) il momento sembra giusto: ha iniziato nelle giovanili granata, ma nella stagione 1992-93 ha giocato in A con il Pescara, senza mai sfondare davvero. Ha tentato la carriera di allenatore, prima di conseguire il diploma da direttore sportivo (110/110 la votazione finale) e raggiungere nel 2011 Sabatini a Roma, dopo l’esperienza a Palermo.

REALISTA – L’ex d.s. lo ha scelto per la capacità di essere concreto, senza lasciarsi trascinare troppo dalla fantasia, ma soprattutto lo ha voluto accanto perché Massara è un grande conoscitore di calcio e ama seguire la squadra ogni momento. In questi anni si è occupato anche della Primavera, adesso lo aspetta la sfida più impegnativa. Guai però ad esagerare, visto che nelle – rarissime – interviste, Massara ha detto: «Nessuno parli di sofferenza nel calcio, certi termini lasciamoli per le cose serie».

(Gazzetta dello Sport, C. Zucchelli)

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime notizie della Roma sul tuo cellulare? Iscriviti subito al canale Whatsapp di Giallorossi.net!
Articolo precedenteRoma, c’è Strootman 2.0. Adesso l’olandese è tutt’altra «lavatrice»
Articolo successivoMassara firma e avvia il dopo-Sabatini

3 Commenti

  1. Spero che sia davvero umile come dice la nostra cara Zucchelli…..per la collaborazione con Sabatini serviva solo perché conoscitore di lingue al contrario del filosofo de sto ca@@o!!Se veramente è uno che sa ascoltare abbiamo fatto 13….Spalletti sceglie e lui deve solo cercare di portare a casa!!Questo è il vero lavoro del DS!

  2. Non lo cononosco come Ds ma secondo me può far bene.
    È giovane ma ha già fatto tanta gavetta, meglio lui che un vecchio trombone.

  3. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome