Florenzi ispira la serata di Dzeko: “Ale è tornato”

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NOTIZIE ROMA CALCIO – «Oggi era importante vincere, contava solo questo». È Edin Dzeko a commentare il successo della Roma sul Verona. Grazie a una rete di Nainggolan e a una sua doppietta. «Non dobbiamo mai pensare però di aver vinto una partita prima di giocarla – continua il numero 9 – e noi potevamo e dovevamo fare più gol. Dobbiamo crescere. Serve attenzione perché queste gare, che sembrano facili, non le vinci sempre. Io sono tornato? Dzeko è qua e ci vuole restare a lungo». L’attaccante, prima della gara, riceve da Tommasi la targa per la vittoria della classifica capocannonieri, e in campo non delude le attese, dopo critiche e polemiche subìte per aver detto, dopo l’Atletico, di essere troppo solo davanti.

Di Francesco l’ha bacchettato pubblicamente e Dzeko, ieri sera, ha risposto sul campo, arrivando a ben 13 reti realizzate nelle ultime 12 partite all’Olimpico. La prima rete è arrivata grazie a un assist di Florenzi, al rientro dopo quasi un anno di inattività, sommerso subito dall’abbraccio dei compagni, quasi il centro l’avesse fatto lui. «Il ritorno di Alessandro è la più bella notizia di oggi», sorride Monchi. Il ds poi ribalta in positivo la grande attenzione che c’è intorno alla Roma di Di Francesco. «E’ normale avere la pressione, siamo una grande squadra, dobbiamo conviverci, è il nostro lavoro, nulla di strano per noi».

Pochissimo tempo per tirare il fiato, adesso, mercoledì sera la Roma dovrà scendere in campo a Benevento per il turno infrasettimanale di campionato e poi giocherà di nuovo all’Olimpico, il sabato dopo, contro l’UdineseDi Francesco potrà aumentare i minuti di gioco sulle gambe di Schick. L’attaccante ceco potrebbe giocare titolare proprio contro l’Udinese, prima del ritorno in Champions con la trasferta di Baku.

(La Repubblica, F. Ferrazza)

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6 Commenti

  1. Tu credi di essere su un sito giallorosso, ma la realtà vuole che i romanisti siano circa la metà, a fronte di una nutrita schiera di pseudo tifosi, veri e propri laziali inconsapevoli, detti comunemente “quaglie” (più un gruppetto di repressi che sulla Roma sfoga le frustrazioni di una vita). A scanso equivoci dico che non sono necessariamente laziali quelli che non la pensano come me. Posso fare l’esempio di Ninja4, Blouson, Evangelista e Olandese o altri. Sono invece “quaglie”, vera e propria aberrazione del modo di tifare, quelli che SPERANO nelle sconfitte solo per il proprio perverso gusto di averle predette, e poter quindi dire di aver avuto ragione, o solo perché (motivi “oscuri”) odiano Pallotta.

  2. Quando la Roma travolse la Juve le quaglie del sito, evidentemente deluse, si sono affrettate a scrivere che ai bianconeri mancavano alcuni giocatori dimenticando le assenze di Geko, Strootman e Florenzi (più il Ninja e Perotti a mezzo servizio). Allo stesso modo ieri sera, dopo la partita, quella in cui si doveva solo gioire del fatto che Fiorenzi sia tornato un calciatore, si sono avventate sulla tastiera per farci sapere – da gran conoscitrici di calcio – che il Verona è una squadretta. Non sia mai qualcuno scoprisse che la Roma è una gran bella squadra.

  3. Amedeo il discorso è più ampio. Probabilmente qualche infiltrato su questo forum potrebbe anche celarsi ma non me ne curerei troppo. Credo invece che vi siano molti insoddisfatti che sfogano la loro rabbia scagliandosi puntualmente con rabbia su ogni mezzo passo falso della Roma quasi a voler maledire quell’attimo in cui il destino a voluto plasmarlo giallorosso. Ripeto a dire, la Roma è una fede, un sogno che ci accompagna. Possiamo criticare o sbuffare se a volte le cose non ci fanno felici ma mai e poi mai un vero romanista può permettersi di sputare fango su società, squadra e fedeli sostenitori.

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