Non sono soltanto i nove punti a raccontare la partenza della Roma. Dietro il primato ci sono numeri che fotografano quanto profondamente Gian Piero Gasperini sia riuscito a trasformare la squadra: nelle prime tre giornate i giallorossi hanno effettuato complessivamente 68 tiri. Un dato enorme, soprattutto considerando che contro Fiorentina e Lecce la Roma aveva abbassato il ritmo dopo aver messo rapidamente al sicuro il risultato.
Ancora più significativo è ciò che accade dentro l’area avversaria. Dei 68 tentativi complessivi, ben 47 sono arrivati dall’interno dei sedici metri. Anche gli expected goals confermano la produzione offensiva: 3,78 contro la Fiorentina, 4,14 contro il Lecce e 3,54 contro l’Atalanta. E proprio la gara più sofferta è stata forse quella in cui la Roma ha espresso la maggiore pressione offensiva.
Contro la squadra di Sarri i giallorossi hanno superato i 70 tocchi nell’area avversaria, i 35 tiri, le 30 occasioni create e le 10 conclusioni nello specchio. In Serie A non accadeva dal 2022. Curiosamente, anche allora la squadra capace di produrre statistiche simili era l’Atalanta di Gasperini. Oggi quei numeri appartengono alla Roma.
È forse questo il segnale più evidente della simbiosi ormai raggiunta tra allenatore e squadra. La Roma non si limita a vincere: occupa l’area, produce occasioni e attacca con continuità. Adesso arriva il banco di prova della Champions, con l’esordio di giovedì a Istanbul contro il Fenerbahce. Ma dopo tre giornate una cosa è difficile da ignorare: questa Roma ha ormai assunto completamente la forma del suo allenatore.
FONTE: Corriere della Sera
