Gandini ci crede: «Siamo alla pari delle altre grandi»

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NOTIZIE AS ROMA – Si dice che «ciò che non uccide fortifica» e a Trigoria il post-Juve sembra aver sortito questo strano effetto. O almeno è quello che si spera, in attesa della prova del campo sabato con il Sassuolo. Il ko dello Stadium ha allontanato la Roma dalla vetta, eppure di quella sfida «rimane la consapevolezza di potersela giocare con tutti, anche con chi è davanti, e alla pari. Possiamo competere fino alla fine per il campionato», parola di Gandini, intervenuto all’International Sports Conference a Dubai, dove si trova anche un altro dirigente, Totti, con la famiglia, ma per l’ex capitano solo relax e shopping ieri. Se Di Francesco alla vigilia del big match aveva parlato di un «risultato che porterà risposte, vincere darebbe entusiasmo», ma non ha avuto il responso sperato e dovrà faticare di più per la svolta psicologica che cercava, l’ad giallorosso è convinto che «la Roma è stata costruita bene, è allenata bene, ha due titolari per ogni ruolo, ha la possibilità di cambiare modo di giocare a seconda delle circostanze e se la gioca fino al 95’». Sarebbe cambiato tutto se Schick non avesse tirato addosso a Szczesny, confermando i problemi in attacco che certo non ha il Liverpool di Salah, autore di 28 gol in stagione: «La cessione era una cosa che Momo meditava, l’ha chiesta lui. L’operazione è andata in porto con la soddisfazione di tutti. Salah poi si è adattato molto bene al gioco di Klopp e sta facendo benissimo».

Complimenti senza rimpianti. Col Sassuolo si riparte probabilmente dal tridente con Dzeko, Schick e Perotti che ieri nella partitella 11 contro 11 a Trigoria è risultato vincente: Edin ha segnato e la sua squadra ha vinto. Il copione perfetto da replicare all’Olimpico. In mediana è ballottaggio Pellegrini-Strootman accanto a De Rossi e Nainggolan. Difesa-tipo e un posto in più in panchina per il rientrante Defrel. A parte il lungodegente Karsdorp, Di Francesco ha tutte le armi a disposizione con la rosa al gran completo e punta a tornare subito nel vivo della lotta scudetto. Qualcosa in più potrà portarla in futuro il nuovo stadio, che per Gandini «influirà sui fatturati e sui risultati sportivi. Ormai è una realtà, abbiamo realizzato il progetto di Pallotta diventando un brand tra i più importanti d’Europa».

(Il Tempo, E. Menghi)
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3 Commenti

  1. da ignorante in materia,penso che il brand di una societa’qualunque essa sia si rafforza con la visibilita’ della stessa,nel caso specifico parlando di una squadra di calcio il brand come dicono quelli bravi come si rafforza?forse non uscendo agli ottavi di coppa italia contro una squadra di mezze pippe?vincere trofei?(zero tituli in 7 anni)comprare giocatori da salto di qualita?con un main sponsor importante sulla maglia?senza zeman andreazzoli luis enriche in panca?la cosa bella o da piangere alla fine di tutto che siamo finiti nel fair play finanziario per aver speso tanto rispetto alle entrate ma speso male e ogni anno costretti a cedere e a fare plusvalenze per rientrare senza vincere nulla mai.

    • Nel Fair play per i BUFFI lasciati dalla tua amata scimmietta , tipo Inda e Bilan . Solo minchiate le tue

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