ULTIME NOTIZIE – Una cosa sola, la Juventus, l’aveva perfettamente chiara: che il presunto ‘ndranghetista, Rocco Dominello, aveva sulla curva «un’influenza particolare». Lo dichiaravano due mesi fa i pm di Torino Paolo Toso e Monica Abbatecola alla Commissione Antimafia. Aggiungendo che «c’è consapevolezza del rapporto con Dominello, ma non c’è consapevolezza di rapporti con la ‘ndrangheta». Emergevano però anche i dubbi dei due pubblici ministeri della Dda di Torino. Come quelli del sostituto procuratore Toso, parlando dei rapporti tra Juventus e Dominello: «Questi signori si saranno chiesti come facesse (Dominello, ndr) a tenere a bada migliaia di facinorosi. Anche un ragazzino è capace di stabilire che costui ha una sfera di influenza capace di tacitare le pretese di gente che negli anni precedenti si accoltellava per i biglietti».
E ancora: «Ci siamo chiesti “Come potevano non rendersi conto che…?”, ma su questo non si possono fare processi, anzi non si devono fare». Toso chiude così: «Non è sostenibile una consapevolezza, se non una certa disinvoltura, pacificamente ammessa dai dirigenti. Che poi è l’oggetto della contestazione della procura federale». Sul perché sia stata esclusa l’ipotesi estorsiva, però, è durissima la sua collega Abbatecola: «Qui la situazione è più simile a quella dell’imprenditore colluso, non quindi l’estorto costretto, ma l’imprenditore che raggiunta una certa esperienza e magari anche una certa malizia, superate certe remore, si avvicina al più forte non perché rischi di avere un danno, ma perché intravede il vantaggio».
Certo, «la prova di questa influenza di Dominello all’interno del’ambiente Juve» emerge dagli incontri documentati con il dg Marotta e dal suo disturbo per il provino del parente di un altro appartenente a una famiglia ritenuta ‘ndranghetista, «dovendo lo stesso Marotta ammettere che di regola non si occupa direttamente di provini». Spunta anche una cena, raccontata dal responsabile marketing Calvo, a cui era presente Saverio Dominello, padre di Rocco e condannato per associazione mafiosa nel 1996. Ma la pm Abbatecola spiega: «Posso io, sulla base di una cena, fare un’iscrizione per concorso esterno? Sinceramente no».
(La Repubblica, M. Pinci)


Quella degli Agnelli di Torino è una dinastia di persone discutibili, controverse (per usare termini leciti). Il più eminente, l’Avvocato, era ammantato di una onorabilità quasi mitica, immotivata tuttavia nei fatti più profondi, perchè “industriale” spregiudicato, capace di ricattare e tenere al cappio un intero Paese, nonchè individuo moralmente discutibile. Questi della nuova generazione sono ancora più rozzi nel loro delirio di onnipotenza. Vicenda rivoltante.
Amedeo ma spregiudicato nel senso che non e’stato mai pregiudicato?? Ho ovuto passare la mia gioventù circondato da frasi tipo : ma tu vuoi giudicare Gianni Agnelli? Quello e’potente, pensa tiene pure le narici d’oro… come se fosse un vanto tenere le narici d’oro. OPPURE tipo : ma quali arbitri ma quando crescete, siete piagnoni, provinciali alla juve conta a societa, o giocatori sono di passaggio, mica come a voi che gli fate le canzoncine. Etc.etc. poi finalmente arriva Calciopoli( nell’80 Bettega e company se la cavarono, perché il giorno che ci doveva essere la testimonianza
Chi doveva farlo scappo’in Romania. Comunque nessuno sceicco verrebbe in Italia ad investire per farsi fottere, i propri soldi, da Agnelli e company. Meglio i cinesi, già come quelli che, assieme agli italiani, truccavano le gare nel campionato di serie B spagnolo. Noto con un certo dispiacere, che quando ci sta una sconfitta o una notizia negativa (vera o no) sulla ROMA, i soliti noti compaiono subito e vomitano veleno, quando escono se notizie invece latitano…
i Romanisti che ho sempre conosciuto io odiano la Juve.
Per tutto quel che e’. Punto.
Questa minchiata che l’anti-juventinismo e’da superare per acquisire la “mentalità vincente” l’ho letta solo su questo forum.
La domanda che si pone la PM :«Posso io, sulla base di una cena, fare un’iscrizione per concorso esterno? Sinceramente no».
Io dico: sinceramente sì, perché:
Spunta anche una cena, raccontata dal responsabile marketing Calvo, a cui era presente Saverio Dominello, padre di Rocco e condannato per associazione mafiosa nel 1996.
«c’è consapevolezza del rapporto con Dominello, ma non c’è consapevolezza di rapporti con la ‘ndrangheta»
Perciò, il frutto nn cade molto distante dall’albero.
Lo sanno anche i bambini.
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.