Il lampo del Farone e il buio diagonale

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ULTIME AS ROMA – Mettetela come vi pare, ma da quando Edin Dzeko gli ha passato la sveglia negli spogliatoi di Ferrara, sabato 16 marzo, Stephan El Shaarawy sembra un altro. Anzi, è un altro. Uno meglio di quello di prima, a giudicare dai fatti. Più determinato, meno lezioso, più cattivo. E il gol realizzato in casa dell’Inter, dopo quell’assist da fantascienza dell’altra settimana confezionato contro l’Udinese proprio per l’amico bosniaco, lo sta a confermare. Una rete bellissima, frutto di un destro avvolgente, seducente, letale dopo una doppia finta da urlo. Una vera prodezza, in poche parole. Decimo centro in campionato, miglior cannoniere della Roma. Più prolifico anche di Dzeko. Che, dicono, nonostante le incomprensioni (eufemismo…) di metà marzo adora giocare con il Faraone al fianco.

LA SOLITA DORMITA – Edin è uno che non solo sa giocare al calcio, ma che anche si intende di calcio, e quelli bravi li sa riconoscere: ecco perché, se fosse per lui, Elsha sarebbe sempre in campo. Non che SES nel recente passato abbia dovuto faticare più di tanto per rimediare una maglia da titolare: con Eusebio Di Francesco aveva il posto praticamente assicurato e con Claudio Ranieri, dopo qualche incomprensione iniziale e un modulo forse non adattissimo alle sue qualità, è stato costantemente presente.

E pensare che nell’immediata vigilia della partita di San Siro il Faraone era entrato nella lista degli uomini in dubbio per via di un problemino muscolare (strano…): nulla di grave, però, a giudicare dalla sua convincente prestazione milanese. In linea, soprattutto nella prima parte, con quella della Roma tutta. Una squadra, finalmente. Una squadra che, nonostante tutto, continua a prendere sempre gli stessi gol. Tipo, quello sul secondo palo di testa su cross proveniente dalla corsia opposta. Una specialità di Karsdorp, per intenderci, andata in scena anche con l’olandese a casa per infortunio.

Cambiano gli interpreti, ma non cambia la sostanza. E la faccenda comincia ad avere dell’incredibile, se non fosse che è credibilissima. Peccato, perché quell’errore, il solito buio in fase di diagonale difensiva, ha impedito a Ranieri di tornare nella Capitale con il bottino pieno. Il punticino serve solo a restare in scia del Milan quarto, non a entrare in Champions: ecco perché quel retrogusto di occasione perduta un po’ rimane. Il fischio finale del campionato è ancora lontano: ora è vietato perdere tempo con i rimpianti, però.

(Il Messaggero, M. Ferretti)

10 Commenti

  1. Solita partita di quest’anno, duriamo un tempo e poi il nulla. Squadra costruita da un dilettante scappato come un ladro.

  2. …..leggero fastidio all’adduttore,non si può sentire,una partita del genere con le stampelle dovevi giocare!sii più uomo,ormai ti risparmi sapendo che andrai via!

  3. Prenderei Darmian a parametro zero.
    Matteo è un terzino bravo di testa (all’occorrenza fa anche il centrale) per supplire al deficit di statura di Florenzi che ci è costato caro in più di un’occasione.

  4. Dico la mia che ovviamente non deve essere né condivisa né accettata.
    Mai vista una partita più brutta di quella di ieri. Fermi, statici, immobili. Ma qualcuno guarda le partite dei vari campionati europei?
    Dico solo che questi i nostri non sono Atleti.

  5. Dopo che Edin Dzeko gli ha passato la sveglia sembra un altro, ma come si fa a scrivere cose così insulse,il Faraone questo anno è stato il giocatore migliore della Roma non si è svegliato solo dopo la sveglia,come dice l’articolista.

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