Il ponte di Traiano «S’ha da fare»

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ULTIMISSIME AS ROMA – Non c’è ancora la certezza matematica ma lo Stadio della Roma è (quasi) realtà: manca solo l’annuncio ufficiale. Andiamo per ordine. Il Ponte di Traiano è essenziale: lo aveva scritto la Direzione Strade del Ministero delle Infrastrutture, la Regione e, ancora ieri, la stessa Città Metropolitana lo aveva richiesto domandando due diverse vie d’uscita dall’impianto. Su questo tema, unito a quello della insufficiente previsione nella delibera Raggi degli investimenti per la mobilità pubblica, si era generata un’impasse dei lavori della Conferenza. Tanto che, dopo una mattinata – anche con toni piuttosto accesi – trascorsa a discutere sui temi del trasporto pubblico e privato, nel pomeriggio, prudentemente, non riuscendo a trovare una soluzione al problema, la presidenza della Conferenza aveva spostato il dibattito dedicandolo ad affrontare le tematiche urbanistiche. Nel tardo pomeriggio di ieri, poi, il gran colpo di scena. La rincorsa delle telefonate ha raggiunto il ministro dello Sport, il renziano Luca Lotti, in quel momento in treno insieme al segretario del Pd, Matteo Renzi. Frenetico giro di chiamate con il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio e, alla fine, la soluzione: il Ponte di Traiano sarà finanziato dallo Stato.

IL NUOVO PONTE Ovviamente non all’interno di questa procedura: come Il Tempoaveva già anticipato, non sarebbe tecnicamente possibile perché significherebbe avere lo Stato come cofinanziatore di un progetto privato e, quindi, direttamente come partner commerciale di una società sportiva che, per giunta, è anche quotata in borsa. Assolutamente impensabile. Rimane l’unica altra possibilità: il Ponte di Traianosarà oggetto di un apposito nuovo Accordo di Programma fra lo Stato e il Comune. Verrà considerato di pubblico interesse e, analogamente a quando avvenuto per il Ponte dei Congressi, verrà inserito fra le opere da finanziare. Magari già all’interno del tavolo Raggi-Calenda. Del resto, le stesse simulazioni sul traffico che i proponenti avevano presentato dimostrano, al di là di qualsiasi dubbio, che il Ponte di Traiano – 100 milioni circa di costo – da costruire sullo svincolo di Parco de’ Medici sull’autostrada Roma-Fiumicino con due complanari dedicate, ciascuna da 2 km sia in ingresso che in uscita – è in grado di esercitare una capacità di assorbimento di flussi di traffico superiore del 40% rispetto al Ponte dei Congressi (140 milioni di costo, da costruire sempre sulla Roma-Fiumicino ma all’altezza di viale Isacco Newton ma a senso unico in direzione via del Mare/Ostiense e con 45 milioni di euro necessari a pagare la costruzione della viabilità locale accessoria ancora da trovare). Insomma, il Ponte di Traiano costa quasi la metà del Ponte dei Congressi e rende quasi il doppio. A testimonianza del suo reale valore di opera pubblica. Ancora da capire se questo finanziamento avverrà spostando i fondi del Ponte dei Congressi su quello di Traiano – tra l’altro risparmiando una quarantina buona di milioni di euro su quanto già stanziato più la restante parte ancora da finanziare per un totale di quasi 90 milioni – oppure, ipotesi tutt’altro che da scartare, con un nuovo finanziamento che copra i costi di entrambi i ponti. Da un punto di vista progettuale, poi, il progetto del Ponte di Traiano è già stato approvato in Conferenza dei Servizi: erano state avanzate, infatti, due prescrizioni. La prima, da parte dell’Ente Roma Natura che gestisce la Riserva naturale della Tenuta dei Massimi, che evidenziava come un pilone del Ponte ricadesse non nell’area vincolata ma in quella di rispetto. Prescrizione risolta spostando il pilone. E la seconda, da parte del Dipartimento Lavori pubblici del Comune, che chiedeva delle prove da sforzo in caso di rottura di uno dei cavi di tiraggio. Anche questa soddisfatta. Tutto questo, quindi, fa sì che il progetto del Ponte di Traiano sia a livello di definitivo e già approvato. Quindi, rispetto a quello dei Congressi, anni luce più avanti. Il Ponte dei Congressi, infatti, deve ancora superare la suaConferenza dei Servizi visto che la prima progettazione era stata bocciata proprio dallo Stato ed era tornato sul tavolo di ingegneri e architetti.

I TRASPORTI A questo punto, superato lo scoglio più rilevante, anche in considerazione del tenore dei pareri del Campidoglio, tutti positivi con prescrizioni non particolarmente “pungenti” – basti, per tutti, quello del Dipartimento Mobilità che, dopo aver ribadito che il contributo del Comune sarà dato dall’acquisto dei nuovi treni per la Roma-Lido coperti con parte dei 45 milioni di euro del contributo costo di costruzione versati dalla Roma, si concentra sulla divisione della “rampa A“, sull’innesto in curva della “rampa Z” di uno degli svincoli della via del Mare – la necessità sarà quella di trovare la quadra fra le varie prescrizioni.

(Il Tempo, F. Magliaro)

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6 Commenti

  1. Mica solo il ponte, si dovrebbero fare le consolari, le scuole, gli acquedotti, la sanità… E non dovrebbe essere un americano ricattato da anni a metterci i soldi ma lo Stato o il Comune, fate voi. (Non ce l’ho con un politico in particolare, schifo tutti in egual modo)

  2. Quello che mi fa strano è che ora in pratica stanno decidendo chi tra comune/provincia/regione/stato debba pagare i servizi che prima erano a carico del privato …. ma scusate non era meglio trattare sulle cubature e non tirare fuori un soldo??? Perché se ora quegli interventi li deve fare lo stato …. auguroni!!!apriamo tra 20 anni (Salerno reggiocalabria docet).
    Io …ignorante in materia … avrei fatto pagare a Pallotta e chissenefrega dei 2 birilloni !!!!
    Saluti a tutti gli amici romanistiiii e speriamo di vedere Shick domani !!!!!!!

    • Ma no no no no no! con la versione originale del progetto avremmo avuto quelle orribili torri! vuoi mettere la skyline? adesso invece avremo ben 18 palazzine, chissenefrega se occuperanno più suolo pubblico, l’importante è la cubatura. Questi americani sciacalli volevano arrogarsi il diritto, pagando, di mettere la paternità su opere pubbliche. Invece noi diciamo NO! Siamo noi cittadini che dobbiamo pagare, ma possiamo urlare con orgoglio che il ponte è NOSTRO!!
      Ammeregano, tornatene a casa tu e tuoi soldi, noi non siamo stupidi e non siamo caduti nel tuo tranello. Un saluto, Virginia

  3. Se il ponte lo deve fare lo stato ci vorranno mesi,
    se non anni solo per istituire le gare di appalto
    (facilmente truccate o truccabili)
    e così finalmente i politici hanno trovato
    il modo di ruspare qualche mazzetta.
    Oppure chissà, sperano che l’imperatore Traiano
    resusciti per costruire il suo ponte, ma poi arriva il pd ( o pdl) che gli
    chiede la tangente o il m5s che comincia a scassargli
    la minchi@ col materiale ecoriciclabile o il mostro urbano…
    Auguro un accidente a tutti i politici. Indistintamente.
    Per tutti gli anni che stanno facendo perdere.

  4. Tutta questa grottesca vicenda ci dice una cosa: i 5 scarso-stellati, affetti da turbe dogmatiche prive di ogni valore scientifico, non sono in grado di governare Roma ed a mio parere neanche Agnana Calabra.

  5. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

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