Il primo mese di Aurelio

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GASPORT (M. CALABRESI) – Il primo mese di Aurelio Andreazzoli sulla panchina della Roma senza un altro tecnico accanto è stato intenso almeno tanto quanto gli altri sette anni e mezzo passati a Trigoria. Sabato, a Udine, Andreazzoli lo chiuderà (conteggio partito dal 10 febbraio, prima partita in Serie A) senza aver mai potuto schierare la stessa Roma. Cinque partite — compresa quella ancora da giocare al Friuli —, altrettante formazioni diverse. All’inizio le scelte tecniche, poi gli infortuni e le squalifiche: di fisso non è rimasto neanche il modulo, con un trequartista a Genova (Marquinho) e due nelle altre tre gare contro Juventus, Atalanta e all’Olimpico col Genoa.

Brasiliani out Gli accertamenti effettuati ieri hanno fugato ogni dubbio su Marquinhos: lesione di primo grado al flessore della coscia sinistra, il brasiliano out per Udine e non è detto che recuperi per la gara con il Parma (la sosta per le nazionali, in questo caso, potrebbe anche evitare di accelerare troppo le pratiche). Castan ieri ha svolto tutto l’allenamento con il gruppo, ma vedergli solo mettere piede in campo sarebbe un mezzo miracolo. Su Pjanic c’erano pochi dubbi: se ne riparlerà tra un mese, così come se ne riparlerà domenica 17 contro il Parma per Bradley, squalificato.
Centrocampo da inventare Restasse così la difesa a tre, con Piris, Burdisso e Romagnoli (e l’argentino sarebbe per la seconda partita di fila l’unico superstite della prima difesa schierata da Andreazzoli), dietro non ci sarebbero grandi problemi anche perché, nonostante qualche amnesia, quando il Genoa si è reso pericoloso ci si è messo di mezzo pure un grande Stekelenburg. Il problema sarebbe più avanti, dove sarebbero addirittura in quattro a giocarsi il posto accanto a De Rossi. Tachtsidis, dopo l’addio di Zeman, si è visto solo per sei minuti a Bergamo; Florenzi non è più partito titolare e domenica è rimasto tutta la partita in panchina. Restano Marquinho (che ieri ha svolto solo metà allenamento, prima di recarsi in palestra per seguire un «programma personalizzato precedentemente stabilito») e Perrotta. Il brasiliano, tre volte dal 1′ in quattro partite con Andreazzoli, ha giocato due volte trequartista e altrettante esterno a sinistra (di cui una sola da titolare), ma mai centrale, cosa che non è neppure nelle sue caratteristiche. Motivo, questo, per cui il favorito è Perrotta, uno di cui Andreazzoli si fida ciecamente, che a Bergamo ha dato «il fritto» e al Genoa ha pure segnato.
Difesa a quattro? Ma c’è un’altra ipotesi che Andreazzoli sta prendendo in considerazione: quella di passare alla difesa a quattro, cosa che nella Roma post-zemaniana sarebbe un inedito. Torosidis e Balzaretti scalerebbero qualche metro più dietro, Piris potrebbe fare addirittura il centrale con Burdisso, giocandosi il posto con Romagnoli. Con ottime possibilità, però, che il ragazzino d’oro viva un’altra notte da titolare.
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