Il progetto dello stadio arriva al Coni

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RASSEGNA STAMPA AS ROMA – Il cronometro scorre, i giorni passano e l’attesa cresce. Il progetto definitivo dello Stadio della Roma di Tor di Valle è, oramai, in dirittura d’arrivo. Secondo quanto trapela dagli uffici del Coni, la Roma ha richiesto nome utente e password per poter «caricare», in via telematica, la parte del progetto sull’impianto sportivo sull’apposito sito del Comitato Olimpico http://cis.coni.it. A ieri sera, però, per questioni tecniche, queste credenziali di accesso non erano state ancora consegnate. Tutto rinviato di qualche ora, probabilmente a domani. Anche perché il sito del Coni, che fino a qualche tempo fa aveva una limitata capacità di ricevere allegati, è stato «ampliato» proprio in vista della consegna del dossier giallorosso in queste ore.

Un parere obbligatorio, quello al Coni. Già a giugno 2015, infatti, la Roma effettuò questo passaggio, caricando sul database della Commissione Impianti Sportivi la documentazione. Ora siamo all’atto secondo. La Commissione, secondo quanto si apprende, dovrebbe riunirsi a metà della prossima settimana per esprimere il proprio parere sul progetto dello stadio che dovrebbe essere differente da quello presentato a giugno 2015, avendo recepito alcune osservazioni fatte dal Coni all’epoca e, forse, anche tenendo conto della possibilità di impiegare l’impianto nei Giochi Olimpici del 2024 qualora fossero assegnati a Roma.

La Commissione Impianti Sportivi ha il compito di valutare le parti progettuali relative fondamentalmente a due elementi: lo stadio vero e proprio, e le sue pertinenze. In sostanza, verrà presa in esame la visibilità per gli spettatori, le barriere architettoniche, gli spogliatoi per gli atleti e gli arbitri, i locali per i controlli antidoping, i depositi degli attrezzi, i locali di servizio, le aree di soccorso, le recinzioni e i parcheggi a servizio dello stadio, le pavimentazioni, l’illuminazione, la ventilazione, la regolazione della temperatura e dell’umidità. Obiettivo finale: l’omologazione di tutto l’impianto alle norme esistenti. Questo passaggio, quindi, è relativo solo ed esclusivamente alle normative sportive: la Commissione, infatti, non ha competenze sulle procedure urbanistiche tanto che, in sede di Conferenza di Servizi preliminare (quella del giugno 2014, ndr) del Comune, il Coni venne interpellato in via informale ma non partecipò alle sedute della Conferenza stessa. Nè è quindi da attendersi che prenda parte alla futura Conferenza di Servizi decisoria in Regione.

Nel frattempo proseguono senza sosta le riunioni operative interne al gruppo di lavoro dei proponenti il progetto che sta seguendo tutto l’iter. Il direttore generale della Roma, Mauro Baldissoni è volato negli Stati Uniti proprio per limare gli ultimi dettagli insieme al presidente giallorosso, James Pallotta, in vista della consegna finale del tanto sospirato dossier. A questo punto, per la Roma e il Gruppo Parnasi, si aprono due scenari: attendere il via libera del Coni prima di presentare tutto in Comune, oppure andare in parallelo per accorciare i tempi.

In quest’ultimo caso, sempre secondo indiscrezioni, ogni giorno è quello buono per portare i faldoni – si parla di qualcosa come 8mila pagine – da Tronca. Da lì, più o meno in una mesata, se il progetto rispetta tutte le norme, il faldone approderà in Regione.

(Il Tempo, F. Magliaro)

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6 Commenti

  1. mascusate l’ignoranza o il mio deficere , ma che c’entra il CONI con lo stadio privato AS ROMA , forse son ottimi i rapporti con Malagò che può dare un aiuto per la realizzazione ?

    • E’ il massimo organo Sportivo a forte valenza politica. Dà un parere sull’idoneità dell’impianto rispetto alle norme sportive.

  2. ROMA RULE!!!

    Finalmente una buona notizia: la conferenza dei servizi in Regione delibererà sulla questione stadio nei tempi previsti dalla legge. Dopo 8 mesi, il faldone verrà sottoposto all’attenzione dell’ufficio tecnico della Circoscrizione di Via Battistini, diretto dal geom. Lorenzo (va) Piano. Tempo di mettere un paio di marche da bollo e un timbro, dai 4 agli 8 mesi, la documentazione può tornare al Comune, ufficio cancelleria per apporre le apposite “graffette” a ogni foglio. Successivamente, un anno, il progetto sarà sottoposto all’attenzione dell’Arch, Fuksas, nominato consulente del dipartimento Bellissime Arti, che lo revisionerà aggiungendoci un paio di cinema per la visione di soli film sovietici, anni ’30, un tagadà per bimbi molisani e uno per pensionati leccesi, un laghetto artificiale per le papere mandrucone e un museo zoologico per la memoria del Rattus Ostiensis, rovinosamente estintosi con lo Stadio. Riteniamo che Cristian Totti, a fine carriera, possa finalmente dare il primo calcio d’inizio.
    Siamo nei tempi.

  3. 8.000 pagine di progettazione vorranno dire pur qualcosa e poi il coni potrebbe essere il grande viatico se approverà il progetto verso la regione e poi c’è la questione lavoro cioè il cantiere dello stadio porterà 4.000 posti di lavoro mi sembra che non sia una cosa da poco per non parlare dei potenziali investitori una volta data l’ ufficialità

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