IL RITRATTO | Rodrigo Mora, perché la Roma ha scelto lui: talento enorme e un ruolo tutto da costruire

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Alla fine la Roma ha deciso di andare fino in fondo. Dopo settimane trascorse a cercare un esterno sinistro veloce, esplosivo e capace di saltare l’uomo, il club giallorosso ha scelto di investire forte su Rodrigo Mora, diciannovenne del Porto considerato da tempo uno dei talenti più interessanti del calcio portoghese. Una scelta importante, anche economicamente, e tutt’altro che priva di rischi. Perché Mora ha qualità fuori dal comune, ma non è ancora un giocatore fatto. E soprattutto non è Antonio Nusa e non è Crysencio Summerville. La Roma non ha trovato una versione più economica dei due obiettivi sfumati: ha cambiato in parte il tipo di calciatore sul quale costruire il proprio attacco.

Classe 2007, 168 centimetri di altezza, destro naturale, Rodrigo Mora nasce calcisticamente da numero dieci. Può partire a sinistra, ed è probabilmente proprio lì che Gian Piero Gasperini intende collocarlo inizialmente, ma il suo istinto non è quello dell’ala che riceve sulla linea laterale e cerca continuamente la corsa sul terzino. Mora vuole entrare nel campo. Cerca il pallone tra le linee, si muove nel mezzo spazio, combina rapidamente con i compagni e prova a creare qualcosa negli ultimi trenta metri. Ha un controllo molto pulito, baricentro basso, piedi rapidi e soprattutto una qualità che a diciannove anni non è affatto scontata: vede il gioco molto velocemente. Spesso sa già cosa fare prima ancora di ricevere. È questo, probabilmente, il tratto che ha convinto maggiormente Gasperini.

Il paragone con Nusa aiuta a capire la differenza. Quando Nusa riceve sulla sinistra, il primo pensiero è spesso aggredire il difensore: accelerazione, cambio di direzione, campo aperto. Summerville, pur con caratteristiche diverse, appartiene alla stessa famiglia: dribbling, esplosività, uno contro uno continuo. Mora crea superiorità in un altro modo. Può saltare l’uomo, e lo fa bene, ma non necessariamente attraverso uno sprint di trenta metri. Può eliminarlo con un controllo orientato, una sterzata nello stretto, una combinazione di prima o un passaggio che rompe una linea. Nusa prova a spaccare la difesa; Mora prova a smontarla. È una differenza importante, perché racconta anche la possibile evoluzione tattica della nuova Roma.

Nel 3-4-2-1 di Gasperini, infatti, l’ampiezza viene spesso garantita dagli esterni a tutta fascia. Questo permette ai due giocatori alle spalle della punta di occupare zone molto più interne. È lì che Mora può trovare il suo habitat ideale: partire nominalmente da sinistra, ma muoversi da trequartista, ricevere tra terzino e centrale avversario, venire incontro e poi attaccare l’area. Con Paulo Dybala dall’altra parte e Donyell Malen davanti, la Roma potrebbe avere due giocatori tecnici capaci di muoversi alle spalle della punta invece di due ali tradizionali. Mora potrebbe soprattutto diventare quello che lega centrocampo e attacco, il calciatore al quale consegnare il pallone quando una partita è bloccata e correre negli spazi non basta più.

Ed è probabilmente anche questo il motivo per cui Gasperini ha accettato di abbandonare, almeno in parte, l’identikit iniziale dell’esterno puramente esplosivo. Il tecnico chiedeva da tempo un attaccante rapido, intelligente, capace di dribblare e soprattutto di creare e segnare. Mora possiede quasi tutte queste caratteristiche, ma le esprime con modalità differenti. Non è un velocista puro, ma è rapido di gambe e ancora di più di pensiero. Non ha la potenza di Lookman, ma possiede una sensibilità tecnica superiore alla media. Non attacca continuamente la profondità, ma sa trovare spazi piccoli nei quali altri giocatori faticano persino a ricevere. Il CIES lo ha classificato tra i trequartisti particolarmente attivi sia nella conclusione sia nell’uno contro uno, avvicinandone statisticamente il profilo proprio a giocatori come Ademola Lookman e Philippe Coutinho. Il paragone non significa che diventerà uno di loro, ma aiuta a comprendere la natura ibrida del giocatore: creatore e finalizzatore insieme.

Il talento, dunque, c’è. E lo aveva mostrato soprattutto nella stagione 2024-2025, quando ancora giovanissimo era riuscito a segnare dieci gol in campionato con il Porto, numeri eccezionali considerando età e minutaggio. È stata quella stagione a farne uno dei prospetti più osservati d’Europa. Il problema, però, è ciò che è successo dopo. Nel campionato successivo Mora ha chiuso con appena un gol e un assist in meno di 1.200 minuti. Ha trovato meno spazio, ha avuto una crescita meno lineare di quanto qualcuno immaginasse e nell’avvio della nuova stagione era nuovamente scivolato ai margini delle rotazioni del Porto. Questo dato non cancella il talento, ma rende necessario un po’ di prudenza quando si parla di un investimento così importante.

Perché il principale difetto di Mora, oggi, è molto semplice: deve ancora diventare il giocatore che la Roma sta pagando. A diciannove anni è normale. Fisicamente è minuto, non possiede ancora una struttura particolarmente importante e in Serie A troverà difensori più aggressivi e spazi generalmente inferiori rispetto al campionato portoghese. Il suo baricentro basso gli consente di proteggere bene il pallone e chi lo ha allenato nelle giovanili del Porto ne ha sempre sottolineato il coraggio nei duelli, ma un conto è reggere il contatto in Portogallo e un altro affrontare ogni settimana marcature individuali e pressione fisica del nostro campionato. Gasperini, inoltre, pretende moltissimo senza palla: pressing, aggressività, letture difensive, recuperi immediati dopo la perdita. Anche sotto questo aspetto Mora dovrà crescere.

Esiste poi il rischio psicologico legato al prezzo. Un diciannovenne acquistato a cifre così elevate viene inevitabilmente giudicato come un campione già pronto, quando in realtà la Roma sta acquistando soprattutto un progetto di campione. Sarà importante non aspettarsi immediatamente quindici gol e dieci assist e non considerare un fallimento le inevitabili difficoltà iniziali. Mora dovrà prendere peso, imparare un nuovo calcio, adattarsi alla Serie A e soprattutto capire cosa Gasperini pretende da lui. Potrebbe riuscirci rapidamente, ma potrebbe anche avere bisogno di mesi. È probabilmente questo l’azzardo principale dell’operazione: la Roma sta pagando oggi anche una parte di quello che spera di vedere domani.

Ma proprio qui si trova anche la logica della scelta. La Roma avrebbe potuto spendere una cifra importante su un giocatore di 24-25 anni più pronto ma con margini di crescita molto inferiori. Ha preferito puntare su un diciannovenne che, se dovesse esplodere, potrebbe diventare contemporaneamente un titolare di altissimo livello e un patrimonio economico enorme. Non è una strategia conservativa. È una scommessa forte, probabilmente una delle più importanti fatte dalla società negli ultimi anni. Ed è difficile pensare che un investimento del genere sia stato autorizzato senza la convinzione piena di Gasperini: l’allenatore evidentemente vede in Mora caratteristiche sulle quali pensa di poter lavorare, trasformando un trequartista di talento in un attaccante molto più completo. La vera sfida sarà proprio questa. Gasperini dovrà insegnargli a diventare più verticale, ad attaccare maggiormente l’area e la profondità e a trasformare la propria enorme qualità tecnica in numeri.

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Rodrigo Mora, dunque, non arriva a Roma come una certezza. Sarebbe sbagliato raccontarlo così. Arriva come un talento autentico sul quale Roma e Gasperini hanno deciso di assumersi un rischio importante. Non ha ancora dimostrato di valere stabilmente la cifra investita, ma possiede qualità tecniche e intelligenza calcistica che pochi diciannovenni possono vantare. Non sarà il nuovo Nusa, non sarà il nuovo Summerville e probabilmente non sarà nemmeno il nuovo Lookman. La speranza della Roma è molto più semplice e, allo stesso tempo, più ambiziosa: che Rodrigo Mora diventi Rodrigo Mora.
Giallorossi.net – A. Fiorini

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27 Commenti

  1. “non è Antonio Nusa e non è Crysencio Summerville”.
    e meno male, visto che Mora negli ultimi 2 anni ha segnato più di entrambi.
    che non vuol dire sia un campione,
    ma manco i due sopra, e Summerville non è neancbe un ragazzino…
    ma del resto, si è visto chi l’ha preso.

    • se investiamo su uno dei giovani piu talentuosi del calcio europeo, per fargli fare panchina a pellegrini con un anno di contratto, reduce da infortunio con data di rientro dubbia sarebbe follia.
      Per fortuna Pellegrini titolare è un’idea che rimane in poche menti malsane legate all’entourage del calciatore, probabilmente in campo si vedrà poco, meno dello scorso anno.
      probabilmente senza vincoli di fascia al braccio e di titolarità sarà anche piu libero mentalmente e magari piu efficace

    • Forse all’inizio potrebbe essere come dici tu, ma solo perché ovviamente Gasp come con tutti i giovani , fa l’inserimento graduale , soprattutto se viene da altro campionato.. ma siccome questo almeno sulla carta ha numeri importanti, vedrai che dopo il giusto periodo di assestamento in cui imparerà a conoscere come difendo nel nostro campionato.. prenderà il posto di Pellegrini che finalmente stara dove deve, a fare il sostituto e non il titolare,

    • Ma come puoi pensare ancora a Pellegrini titolare????? Ma perdonami sei un parente??? Altrimenti non si spiega… stiamo cercando di fare una squadra per vincere il titolo e tu mi parli di Pellegrini titolare…,ma per favore….

  2. Ottimo articolo!
    Condivido appieno.
    Disamina perfetta del talento reale di questo ragazzo.
    Posto che per me la fisicità è un fattore importante, questo è uno dei rarissimi casi che non mi “pesa”, perché Mora ha “quel talento” proprio “per la sua fisicità”!!!
    FORZA ROMA

  3. Intuisco non l’esaltazione per il contratto allo spaccadifese quanto una serie di giustificazioni per aver scelto Mora. Io stesso ne avrei scelti molti altri e mai un piccoletto come lui.
    Spero di sbagliarmi.
    Forza Roma, Forza Mora!

    • esattamente,tanta prosa e poesia, per giustificare questo acquisto,ho già scritto,l’operazione economica mi sembra buona,la riuscita del giocatore è tutta da provare, comunque la Roma compra giocatori da 25 milioni e basta, non uno di più.

  4. bell’articolo
    l’unica precisazione da fare riguarda Nusa che non mi risulta che ci sia mai stata una trattativa ne un interesse reale …

  5. personalmente
    questo arrivo mi sta entusiasmando

    l’idea di base é mettere Mora a fianco a Dybala dietro la punta
    ma Dybala non le gioca tutte e quindi sarà anche l’alternativa a Dyba e in questo caso vediamo come si chiude il mercato perché ho la sensazione che Gasperini stia iniziando a vedere Vaz come laterale di attacco
    Mora da solo ci porta tante alternative di gioco come solo in parte sarebbe stato con Zirkzee

    chiudo con un : forse é l’aquisto migliore che potessimo fare

    • Io Vaz come laterale di attacco lo vedo da tempo, secondo me è molto più portato o per lo meno pronto per quel ruolo che per quello del centravanti.

  6. Sono d’accordo su tutto, però se sono vere le voci che girano sulle condizioni di pagamento, io non lo definirei un investimento (troppo) pesante. Difatti lo staremmo pagando 25 milioni; il 50% sulla futura vendita (e gli eventuali altri 25 milioni se vogliamo toglierla) fanno parte di un futuro che magari nemmeno esisterà, perché la speranza è che Mora diventi un campione e resti con noi.
    Secondo me questa formula è la migliore, anche vista l’età del ragazzo.
    Speriamo bene.
    Forza Roma!

  7. I calciatori che con Gasperini hanno avuto il rendimento migliore sono stati Lookman e prima Papu Gomez, entrambi mezze punte che partivano dalla tre quarti sx, entrambi intorno al metro e 70, uno più tecnico, l’ altro più di sfondamento veloce, ma Gasp cerca di riunire diverse caratteristiche nel tridente, e lo spaccadifese è Malen, a dx hai Dibala che è un 10 o Soulè che è un esterno alto, centravanti hai Malen potente e verticale e Vaz centravanti puro, Mora altro 10, continua

    • se prendiamo Fofana abbiamo anche a sinistra il laterale come lo è Soulé a destra

  8. Mettetelo in campo e fatelo giocare.
    Dategli il pallone, poi il ruolo lo decide lui e Gasperini.
    Non ha bisogno di niente.
    Se sei forte sei forte.
    Ambientamento, adattamento, ma basta.
    Non va in una squadra di campioni.
    Daje Rodrigo!

  9. Ti manca ora un esterno alto a sx per invertire il modulo o per mischiarlo, probabilmente se riuscissimo a prenderlo il buon LP7 verrà inserito nelle rotazioni di centrocampo, potrebbe essere ottimo sia per addormentare il gioco che per le verticalizzazioni immediate visto il piede e la sua tendenza a prendere calci. potrebbe diventare quel playmaker che ci manca da quando è andato via Pianic.

  10. Al di là dei risultati di questo ragazzo la Roma sta facendo tutto il possibile per migliorare la squadra. Sono soddisfatto, anche se manca ancora qualcosa… ma sono fiducioso, il secondo anno con Gasp darà maggiori certezze a questa compagine, l’obiettivo primario di rimanere in Champions mi sembra più abbordabile. Ci godremo sempre più una squadra che ci darà soddisfazioni e della quale essere orgogliosi. SFR

  11. Solo a me nelle giocate ricorda qualcuno? Ha meno fisico, meno visione di gioco,
    ma ha anche 19 anni. Vedremo rivedo alcune giocate anche di prima molto interessanti.
    Forza Rodrigo, Daje Roma Daje

  12. Comunque è stato pagato 25 milioni, quasi quanto Vaz, la rivendita non è che la paghi oggi, l’investimento in realtà è molto contenuto considerando che ci hanno chiesto 20 milioni per Cacciamani (talento per me che li vale) e quasi 20 abbiamo pagato per Molina che ha avuto delle stagioni deludenti all’Atletico.
    Hanno speso talmente poco che vogliono prendere anche Fofana o un altro.

  13. e menomale che non è Nusa 7 gol in 56 presenze, o il magico Summerville 6 gol in 50 presenze, Lui nello stesso periodo degli altri cioè 2024/2026 ha fatto 11 gol in 51 presenze, basta forse forse ci siamo risparmiati na sola con summerville?! che dite?!

  14. Ovviamente non so come andrà a finire quest’anno… ma una cosa la posso dire. Chiunque dovesse incontrare un Dybala+Mora+Malen in giornata, deve stare mooolto attento. Se Gasp riuscisse a rendere il ragazzo un Papu 2.0, “the limit is the sky”, come si suol dire.

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    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

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