KEITA: “Col Bologna ho giocato con una gamba sola…”

24
761

Roma's midfielder from Mali Seydou Keita reacts during the Italian Serie A football match between AS Roma and Empoli on January 31, 2015 at the Olympic stadium in Rome. AFP PHOTO / GABRIEL BOUYS (Photo credit should read GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

AS ROMA NEWS – Seydou Keita parla al portale “Ultimouomo.com” e racconta come è stato difficile lasciare Valencia e che venire a Roma è stata una scelta personale, perché «c’erano molti francesi e per il clima e perché è una grande squadra».Rudi Garcia non gli ha garantito il posto in squadra ma Keita è venuto lo stesso, rifiutando l’offerta del Liverpool: «Ho sentito che non era la scelta giusta. E non rimpiango di essere venuto qui, a parte qualche piccolo infortunio…». Si interrompe e si corregge: «Che poi ho avuto l’infortunio peggiore della mia carriera, per fortuna da gennaio sono tornato a un buon livello e ho giocato quasi sempre».

A Roma si dice che sia stato Spalletti a farlo rinascere: «Non è cambiato molto per me personalmente. Spalletti è molto esigente con tutti i giocatori ma non con me in particolare. Quello che è cambiato per me è che ho fatto due partite brutte, a Bologna e a Barcellona (lo scorso novembre, poi non ha più giocato fino a gennaio ndr), dove giocavo con una gamba sola. Non era previsto che giocassi quelle partite, perché sentivo dolore. Mi faceva male anche guidando. Ma le circostanze hanno obbligato l’allenatore a farmi giocare. Poi qualcuno ne ha approfittato per criticarmi e oggi sembra che Spalletti mi ha cambiato. Ma se è vero che tatticamente è molto bravo, ed è molto esigente, io ho soprattutto tutte e due le gambe».

Adesso Seydou Keita ha 36 anni e non è chiaro il suo futuro. «Non ho mai forzato il mio addio da un club, le cose si sono sempre fatte in maniera naturale. Ho avuto l’opportunità due volte di andare in Qatar, l’anno scorso e a gennaio. Anche se in Qatar avrei guadagnato di più, l’allenatore e i dirigenti mi hanno detto che se fossi andato via sarebbe stato complicato sostituirmi. Il rispetto è importante e ho pensato al bene del club. E sono felice della scelta, ancora oggi sono molto contento».

Quando Seyodu Keita è arrivato a Roma sembrava solo un altro ex giocatore di passaggio in una Serie A in decadenza. Il ricordo che lascia è quello di un professionista serissimo e appassionato, animato da un tipo di talento meno evidente di altri (quello della polivalenza, della precisione, della semplicità, della capacità di adattarsi a contesi diversissimi) che non per questo è meno importante nel calcio, e gli ha permesso di giocare fino a 36 anni ad alto livello. Jorge Valdano, citando l’umiltà come una delle virtù  fondamentali per un leader, ricorda che persino Alfredo Di Stéfano se gli facevano troppi complimenti rispondeva: “Io non giocavo da solo”.

(Ultimouomo.com)

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime notizie della Roma sul tuo cellulare? Iscriviti subito al canale Whatsapp di Giallorossi.net!
Articolo precedenteUfficiale: Van der Wiel lascia il PSG a parametro zero. Roma e Inter in agguato
Articolo successivo“ON AIR” – VALDISERRI: “Mercato Roma? Quello che vedo non mi piace”, CORSI: “Sono pessimista”, ROSSI: “Preso il portiere del Brasile, ma si parla solo di cessioni”, GALOPEIRA: “Ormai paga più sfondare questa società”

24 Commenti

  1. Disgusto e non aggiungo altro (e non parlo del grande Seydou), mi riferisco a certi commenti che andrebbero solo censurati e che sottendono ad un italianità ignorante, burina e razzistella. Ditemi pure che non ho senso dell’humor, lo accetto volentieri se avere senso dell’humor significa ridere a certe battute fetenti.

  2. Persona setia, professionista irreprensibile, grande giocatore. Calciatori del genere sarebbe anche l’ora di vederli alla Roma nel pieno della carriera e non solo quando sono ormai prossimi al ritiro. Ciao Seydou e grazie di tutto.

  3. Mamma mia come sei pesante, Dark Dog!! Ma fattela ‘na risata, ogni tanto!! Orange ha fatto solo una battuta da caserma, pecoreccia, niente più.
    Dai, mi raccomando, adesso per questa cavolata tira fuori Wagner o Gobineau.

  4. Sto con Dark Dog.
    Questi pseudo-comici non mi fanno ridere; specialmente con le “battute” pecorecce. Orange pensa di essere tanto simpatico. Mah!
    Pensiamo alla nostra Roma. Per favore, grazie

  5. Kiko non far finta di nulla. Qui non è in discussione la battuta, qui si parla sempre a sproposito di “razzismo”, quello VERO, biologico, non quello culturale “annacquato” all’italiana. Il razzismo storico è un fenomeno troppo importante per esser tirato in ballo a ogni soffio di vento (e non conosciuto dal 99 per cento di coloro che se ne riempiono la bocca).

  6. Amedeo.
    sono laureato, ma mi devo necessariamente “inchinare” alla tua profonda conoscenza dei fenomeni umani e delle loro conseguenze.
    Io ho solo stigmatizzato il fatto che certe “battute” (di incerto gusto, ma certo contenuto) non dovrebbero essere proferite; neanche per spirito spinto di “battuta”.
    I fenomeni sociologici – leggendoti – sembrano più nelle tue corde.
    Grazie.

    • Kiko, bel nome, se sei d’accordo con D.D., come scritto da te, allora stai entrando pure tu in un terreno altamente minato. Se, invece, ritieni la battuta solamente volgare, nulla più, senza sottintendesi di maniera, allora posso concordare con te. Da tempo è invalso l’uso superficiale, disinformato e acritico della parola “razzismo” per spiegare situazioni che nulla hanno a che vedere con un importante fenomeno storico, che affonda profonde radici nell’antichità, causa dei più grandi genocidi della storia umana.
      Tutto qui. Non è la prima volta che ne parlo. Diamo un nome alle cose. Orange, che a me sta simpatico, ha fatto solamente una battuta spiritosa, e non merita di esser etichettato per questo. Ciao. Mi ha fatto piacere parlare con te.

  7. Amedeo a cosa è dovuto l’interesse costante a replicare a ciò che scrivo? Io non commento mai quello che scrivi tu da protagonista (che si è ritagliato il suo piccolo spazio di gloria) anche se lo trovo finalizzato a fare teatro, un po’ come la curva (la Roma come mezzo e non come fine). Non è mio interesse toglierti spazio, non mi interessa la gloria personale mi interessa la Roma (e grazie a Dio molte altre cose nella vita). L’italiano medio è pressapochista e nichilista, io non lo sono e non sono quelli come te che mi devono convincere ad esserlo. Gustati le tue caserme, a me non fanno ridere certe battute, mi fanno solo tristezza e ti garantisco che rido tantissimo nella vita. Non vado oltre, non cerco gloria ossessivamente come fai tu qua, ti dico solo che quello che pensi o scrivi in genere mi interessa meno di zero. Chiedo scusa a tutti per aver parlato di cose che non interessano a nessuno, mi fermo qui.

  8. Caro D.D., ti leggo sempre con particolare curiosità e il fatto stesso che ti risponda è indice di certa stima. O no?Detto ciò – e non è contraddizione – non sono mai d’accordo con te, soprattutto quando pontifichi. A mio parere sei imbevuto di pregiudizi (romanista “medio”, ultras “nazista” e “maschilista” , “da cancellare dalla terra” – questa è tutta, delirante roba tua), e anche di certo snobismo tipico di quelli che usano il loro presunto riformismo culturale per creare una barriera, un “separatismo” di maniera, nei confronti di chi non la pensa come loro, divenendo automaticamente più retrogradi dei loro stessi
    accusati). Tutte queste preclusioni non rendono onore alla tua sensibilità, comunque particolare (te l’ho già scritto, per me soffri di qualche rancore personale, verso i romani e gli ultras, che devi superare, perché i tuoi commenti non sono mai sereni – e il fatto che te la sei presa, conferma la mia impressione. Peccato perché ti reputo intelligente). Ti piace Roma? Bene. Ne sono contento. Apprezzala tuttavia per com’è (con tutto ciò che le gira intorno, virtù e contraddizioni comprese, fatte di
    isterismi e sdrammatizzazione, gioia di stare insieme e sarcasmo, indolenza e perizia, ma, soprattutto, l’innata capacità di battuta del romano, in qualsiasi momento, figlia del disincanto di chi convive tutti i giorni con la grandezza effimera). Accettala senza giudicare, criticare, pontificare e pensar che si debba per forza cambiare una mentalità che è costitutiva di una città millenaria (della quale il romanista è in qualche modo specchio).
    Un saluto.

  9. Allora Amedeo, non dovrei risponderti ma purtroppo te le chiami, non mi conosci ma mi dici : 1) che sono snob (mai cosa più distante dalla mia vita), 2) che ho rancori verso i romani (tra i quali 4 nipoti, la mia fidanzata e un milioni di amici), 3) che sono sensibile (non è una mia grande prerogativa, almeno per certi versi) 4) che sono intelligente (questa è l’unica che hai azzeccato) 5) che pontifico (ma dde che). Per farla breve neanche il mio psicologo sarebbe tanto sicuro di conoscermi meglio. Io grazie a San Marco ed a Madre Teresa la penso diversamente da te e da chi nel 2016 trova simpatico parlare di terze gambe, penso che tu non abbia le capacità di spiegarmi Roma e penso che chi pontifica sei tu con le persone che la pensano diversamene da te. Alla fine, per come tipicamente nel tuo stile ci regali un soffio di elegia sulla romanità al tramonto per accattivarti i sensibiloni di trastevere o testaccio (ai quali tu dici che io odio Roma) e per appagare la tua dose pomeridiana di istrionico egocentrismo. Ormai sei un libro aperto, una costante. Io sono quello che sono, ne vado orgoglioso, ti conviene finirla qui perché stiamo annoiando e poi divento rognoso. Se hai qualcosa da comunicarmi io mi chiamo Ettore Muscolo, visto che tu ti consideri eroe perché ci metti il nome.

  10. A me dispiace veder discutere, anche se con una certa eleganza, gli amici Romanisti tra loro, invece di andare daccordo e spingere dalla stessa parte, cioè la Roma. Tutti i forum o blog che siano finiscono sempre a schifìo….tutti contro tutti, anche qui siamo sulla stessa strada ? Scusate ragazzi, talvolta è un piacere leggervi, ma se parlate della Magica, orsù amici fate la pace, invitandovi a scrivere e criticare non tra di noi, ma contro quelli che ce vojono male. Forza Roma.

  11. Che fai il coatto adesso, mostri i muscoli, per non esser da meno del tuo nome? allora non sei meno maschilista degli ultras che attacchi tutti i giorni. Tu oggi hai parlato di IGNORANZA E RAZZISMO, non fare il vago con me! Bene Ettore!! Piacere comunque! Per me, senza rancore, ma tu, lascialo dire, sei un bel rosicone.

  12. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome