La terza volta di Di Francesco con la colonia del Sassuolo

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NOTIZIE ROMA CALCIO –  Il primo vagito dell’era Di Francesco è arrivato giovedì sera da Reggio Emilia. Roma e Sassuolo hanno gettato le basi per evitare il pagamento diretto dei fastidiosi tre milioni di clausola rescissoria, parlando di giovani della Primavera e di giocatori che al club di Trigoria interessano molto. In attesa dei comunicati ufficiali – previsti entro lunedì – il terzo passaggio di Eusebio nella capitale ha cominciato a scavare un solco a braccetto con il ds Monchi. Prima da calciatore – con tanto di scudetto nel 2001 conquistato – poi da team manager nel primo periodo spallettiano, adesso da allenatore: stavolta la sfida di Di Francesco è quella di ricreare una realtà importante, ripartendo dal secondo posto in campionato conquistato la scorsa stagione. Con la tentazione di “sassuolizzare” la Roma, portandosi dietro giocatori ai quali è legato da un rapporto quasi paterno, dei quali si fida e che lo aiuterebbero a far capire in fretta al resto del gruppo le sue indicazioni tattiche.

Acerbi, Pellegrini, Berardi e Defrel, i fedelissimi di Eusebio, che hanno però situazioni contrattuali diverse. Pellegrini dovrebbe esser riacquistato per una decina di milioni da rateizzare, che potrebbero lievitare assorbendo i 3 della penale dell’allenatore da ammortizzare in qualche modo. È conteso con l’Inter, Acerbi, che sembra però voler seguire il tecnico nella capitale. Più complicato trasferire in giallorosso gli attaccanti, Berardi e Defrel, vista l’elevata valutazione del Sassuolo. Ma già un difensore e un centrocampista verrebbero inseriti in ruoli strategici per plasmare la squadra sulle grandi linee di un 4-3-3 dal quale Di Francesco ripartirà, capendo poi in corsa, a contatto con la rosa, come modificarlo sulle esigenze concrete. Oltre a volere almeno un paio di suoi giocatori, Eusebio ha uno staff di lavoro composto da cinque persone, e potrebbe trovare come collaboratore il suo corregionale De Sanctis. E poi dovrà affrontare la questione Totti. I due hanno un buon rapporto, sono ex compagni di squadra, campioni d’Italia, e si rispettano molto. Per questo il percorso all’interno di Trigoria da ex calciatore del numero 10, potrebbe essere agevolato dall’arrivo di Di Francesco. Sempre in attesa che la voglia di scarpini passi definitivamente a Totti. La nuova era potrebbe quindi ripartire dall’affascinante ipotesi di un gruppo di ex calciatori che conoscono bene Roma e possono provare a ricreare un ponte tra la società e l’esterno, ricostruendo un’empatia con l’ambiente giallorosso. Potrebbe non esser necessario il viaggio a Boston, al nuovo tecnico, per conoscere Pallotta. Non sembrano esserci prenotazioni: Di Francesco con la squadra andranno negli Usa il prossimo mese per la consueta tournée a stelle e strisce.

(La Repubblica, F. Ferrazza)

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2 Commenti

  1. Quanto piace ai cialtrones sta cosa della sassuolizzazione della Roma…

    Devono per forza sminuirti e ridimensionare tutto, siamo secondi, Champions diretta, uefa ci promuove, però insistono sul ridimensionamento, sul vendere per forza. Poi rifiutiamo 40 milioni per Salah, però siamo disperatamente alla ricerca di soldi, come se non avessimo 50 milioni dalla Champions come se il – 30 richiesto dall’uefa quest’anno non lo avessimo raggiunto. Maledetti comunicati, basta farli sparire e il circo ricomincia.

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