John Galantic protagonista al Festival dello Sport di Trento insieme a Gian Piero Gasperini. Il CEO della Roma ha raccontato i suoi primi mesi nel club, il rapporto con la proprietà Friedkin e la strategia per costruire una società sostenibile e competitiva. Spazio anche al futuro dello stadio, al settore giovanile e al prossimo mercato di gennaio.
Hai un’immagine del tuo inizio alla Roma?
“Il primo giorno è stato in ritiro in Galles. Mi sono buttato subito dentro, nel pieno del calciomercato, con un collega abbastanza esigente accanto. È stato un bel battesimo di fuoco. Come società e come proprietà non aspettiamo gli altri: andiamo a prendere la palla. Abbiamo lavorato direi abbastanza bene durante il mercato. Ho avuto anche la fortuna di entrare in un momento molto positivo, dopo la qualificazione conquistata da Gian Piero e dalla squadra, e ora con questa bella partenza in campionato”.
I tuoi poeti da tifoso della Roma?
“Il primo è Totti, tanti momenti di poesia… per me da tifoso il passaggio al volo spalle alla porta che vede solo lui è inspiegabile. Ci sono piccoli momenti, mi viene in mente il derby quando Cafu ha fatto triplo sombrero a Nedved. Anche il vantaggio di Soulé contro l’Atalanta… tanti bei momenti”.
Dov’eri quando Falcao era qua?
“Ero a Boston. Mi hanno avvertito, prima di Roma-Atalanta, che avrei dovuto controllarmi. Non posso più fare il tifoso ma quando ho visto il gol di Soulé ho perso la testa e non capivo più niente… è questo il bello dello sport”.
Com’è lavorare con Friedkin?
“Mi hanno colpito per l’entusiasmo in questo progetto. Per un romano è difficile capire l’idea di restare in silenzio ma Dan Friedkin ha creato un impero con diversi settori. Sono stato sorpreso di vedere che più tempo passa e non trovi interviste nemmeno su altri argomenti… è così. Sono riservati e hanno chiesto a me di parlare. Per le partite sono sempre dentro e non fai questi investimenti se non ci credi”.
Che cambiamento è stato entrare nella Roma?
“Facevo il CEO di una società del lusso a Milano. Parlavo da anni con i Friedkin e ho deciso che era una sfida troppo appassionante. Questa non è una scelta di carriera, la carriera l’ho fatta. Questa è passione ma non basta, qualche anno fa sarei potuto venire qui. Ci deve essere la convinzione di poter vincere qualcosa. Ho avuto la convinzione dalla proprietà, l’impegno e le risorse per fare qualcosa di grande. Una decisione facile per me”.
Come si fa a costruire un progetto lungo e sostenibile?
“Non si può vivere di plusvalenze, bisogna crescere più talenti in casa come Lulli e Pisilli. Abbiamo tre progetti: rinnovare le giovanili, abbiamo gente come D’Amico e Margiotta. Poi l’altra tappa di crescita tra la Primavera e la prima squadra. L’Under 23 ci serve. Poi sinergie con la squadra di Cannes che è nel mercato più ricco di talenti. Ogni anno vogliamo mettere nuovi giocatori sviluppati in casa per crescere e avere un modello sostenibile. Fra 4 anni lo stadio cambierà tutto, alza il fatturato e ci permette di fare un salto sportivo ed economico molto importante”.
Comprerete un’ala sinistra a Gasperini senza vendere nessuno a gennaio?
“Siamo sempre vigili, vediamo se ci sono opportunità. Vogliamo far crescere questa squadra”.

ma non possiamo prendere la sambenedettese e farci la NS u23?
NO al calcio moderno!
Ahò a me sto mezzo Galante e mezzo Galattico me piace ….daje Roma !
Il varo dell’ under23 ora non sarebbe più frenato dalla mancanza di stadio idoneo per la Serie C, in quanto vicini ci sono quelli di 2 squadre in serie. C Ostiamare e Guidonia Montecelio. Non credo che ottenerne la disponibilità sia un ostacolo insormontabile, senza contare,per esempio, che il bacino di utenza di Ostia ha oltre 90.000 abitanti…
ci sarebbe anche il flaminio
‘Questa è passione ma non basta, qualche anno fa sarei potuto venire qui. Ci deve essere la convinzione di poter VINCERE QUALCOSA’.
A me interessa questo, il resto poco…
A me questo Galantic piace proprio. Una ventata d’aria nuova e fresca nella Società Roma. Bravo. Avanti così.
dai tempi del mascellone zanzi, di ignavi e incompetenti mezzi busti del gianicolo, di mezze figure amici di amici sembra passata una era. Finalmente gli americani sembrano essere riusciti a unire i profili di carriera internazionale con una insolita romanità e conoscenza del contesto, finalmente un Ceo credibile
L’ho sentito parlare e d’impatto mi ha dato l’impressione di una persona sincera e veramente innamorata della Roma. Insomma finalmente un dirigente giusto.
l’under23 é la m*rte del calcio. In nessuna parte del mondo devi fare così tanta gavetta per poter giocare. Abbiamo poco coraggio, soprattutto gli allenatori. Devono avere il coraggio di mettere dentro anche i 16,17,18 enni. L’under 23 é una parac*lata
il barcellona con la squadra B è stato sempre esempio nella formazione calcistica, infatti a 16-17 anni esordiscono giocatori splendidi in prima squadra
a prescindere dall eta un campionato migliore della primavera serve per testare giocatori, valorizzare giovanili e anche gestire il mercato
L’Under 23 non serve a mettere dentro i 23 enni..
Ma a far giocare i 17 enni con continuità in un campionato credibile..
I ragazzi spesso fanno bene in primavera perché fisicamente sono superiori.. E quando arrivano in prima squadra crollano..
In serie C questo non accadrà più..
In tutta Europa ci sono le squadre B che giocano in serie C
Qualcuna in serie B
Barcellona, Real, Bayern Ajax
E un fenomeno comune, noi siamo come sempre in ritardo
Guarda la Juve chi ha tirato fuori
Forza Roma
Avevamo bisogno di un Dirigente competente e appassionato della nostra Roma!
il sombrero di Cafu su Nedved al derby… mah
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.