Le pagelle del mercato: bene Roma e Napoli

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ALTRE NOTIZIE (Gazzetta.it) – Pagelle striminzite per un mercatino imperfetto. Stavolta più di altre. Non cercate un 7 in questa panoramica invernale, consideratela una provocazione, il segno del disagio per una Serie A che fatica a programmare, vivacchiando sui prestiti e con slanci troppo isolati per creare tendenza.

BENE la ROMA — In cima a questa graduatoria si posizionano le due squadre in corsa per il secondo posto: la Roma e il Napoli, accomunati da un 6,5. I giallorossi hanno speso 14,5 milioni per Doumbia ed hanno messo le mani sul talentuoso Ibarbo, mentre in difesa con Spolli hanno tamponato l’emergenza. Innesti di qualità con impegni economici precisi. Garcia può respirare e sa che il club lavora con prospettive tecniche chiare.

NAPOLI D’ANTICIPO — Invece a Napoli c’è stato l’investimento più importante sul mercato interno con l’acquisizione di Gabbiadini, mentre il croato Strinic è stato agganciato a costo zero. Due operazioni chiuse a dicembre e non è un caso che abbiano già avuto modo d’inserirsi al meglio nel motore di Benitez. Anche qui c’è un timbro chiaro, la conferma che De Laurentiis aveva voglia di rifarsi delle ritrosie estive.

CONTRADDIZIONI MILANESI — Cambia la musica nella balbettante Milano. Abbiamo unito i due club che frequentano San Siro con un ecumenico 6+, visto che le due società rivali appaiono sempre più unite da mille contraddizioni. Entrambe hanno fretta di risalire ed hanno piazzato colpi in serie. Ma con quale criterio?

INTER IPERATTIVA MA INCOMPLETA — In casa Inter l’arrivo di Mancini ha portato una ventata di entusiasmo anche sul mercato. E gli uomini di Thohir hanno investito risorse ingenti. Per il dotato Shaqiri verranno spesi 15 milioni, il promettente Brozovic ne costerà 8, così come l’apprezzato Murillo che sbarcherà in estate. Invece arrivano in prestito sia Podolski che Santon. Ma il disegno manciniano non è stato completato. A centrocampo c’è una falla e la rincorsa a Rolando è lo specchio di un finale in affanno. Senza tralasciare il fatto che il convitato di pietra Osvaldo ha frenato non poco il feeling con Cassano. Insomma, tra le innegabili luci non mancano le ombre per un club che ha l’ossessione di scacciare la mediocrità. Ma la fretta in questi casi non è non buon’alleata. A prescindere dai soldi spesi.

MILAN AL RISPARMIO — Anche il Milan s’è mosso in lungo e in largo. Galliani ha portato a casa sei volti nuovi e ha medicato le contraddizioni emerse strada facendo. I colpi in prestito di Destro e Cerci medicano le ferite del flop Torres. Anticipato a costo zero l’arrivo di Suso, poi, registriamo gli arrivi low cost di Bocchetti e Paletta. L’investimento più rilevante riguarda Antonelli (4,5 milioni), mentre la stretta di mano con l’Atalanta per Baselli sa più che altro di rinvio. Il minimo comun denominatore resta la gestione al risparmio di risorse limitate. Una sorta di vorrei ma non posso che denuncia le fragilità del momento.

JUVE AL FUTURO — Invece alla Juve associamo un emblematico senza voto. I campioni d’Italia non avevano esigenze impellenti. Marotta ha sostituito Giovinco con Matri e non è una mossa impegnativa. Semmai va segnalato l’approdo del giovane Sturaro. Il futuro è bianconero (riscattato il bravo Rugani), ma si ha l’impressione che a Torino abbiano preferito rinviare tutto a luglio. Può permetterselo, non c’è che dire.

RESISTENZA DI SASSUOLO E ATALANTA — Segue una sfilza di 6,alcuni anche generosi. Una citazione la merita il Sassuolo che è riuscito a tenersi Zaza, nonostante le insistenze della Juve. Anche l’Atalanta ha privilegiato le esigenze di classifica alle tentazioni del Milan per Baselli e dell’Inter per Benalouane. Discorso a parte per la Fiorentina. La ricca cessione di Cuadrado è compensata dagli arrivi di Salah, Gilardino, Diamanti e Rosi. Poco? Sarebbe stato pericoloso spendere a casaccio quei denari. E l’impressione è che i Della Valle nella prossima stagione volteranno pagina: non aveva senso reinvestire adesso. Il 4 al Parma, infine, si spiega con il caotica gestione societaria che ha avuto ricadute ugualmente caotiche su questa sua sessione di mercato.

I VOTI— Ecco tutti i voti alle 20 squadre di A dopo il mercato di riparazione:
Atalanta 6; Cagliari 6; Cesena 5; Chievo 5; Empoli 5,5; Fiorentina 6+; Genoa 6; Inter 6+; Juventus s.v.; Milan 6+; Lazio 5,5; Napoli 6,5; Palermo 6; Parma 4; Roma 6,5; Sampdoria 6; Sassuolo 6; Torino 6; Udinese 5; Verona 6.

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