Giuseppe Giannini torna a parlare della sua Roma e di cosa significhi rappresentarla. Il “Principe”, storico capitano giallorosso, ha ripercorso alcuni dei momenti più importanti della sua carriera, raccontando il rapporto con Francesco Totti, l’ammirazione per Paulo Dybala e il peso della fascia da capitano. Spazio anche ai suoi idoli e a un ricordo particolarmente emozionante legato a Dino Viola.
Che cosa vuol dire essere romanista e simbolo della Roma in una città come Roma?
“In poche parole è difficile spiegarlo. Diventa semplice capirlo nel momento in cui vedi uno come me, che è stato un punto di riferimento per i tifosi, fermato per strada per un abbraccio e una foto. Essere romanisti significa anche rappresentare la Capitale, e nessuno, neanche nel posto più sperduto del mondo, può dire di non conoscere la Capitale e, di conseguenza, l’AS Roma”.
Per lei, romano, cosa ha significato vestire la maglia giallorossa?
“Un obiettivo centrato sin da bambino. Ogni volta che entravo sul prato dell’Olimpico con la divisa della mia squadra del cuore mi sembrava davvero di toccare il cielo con un dito”.
E quanto bisogna essere corazzati per portare, sopra quella maglia, la fascia di capitano e il numero 10?
“Soprattutto per indossare la fascia, ci vogliono un carattere e una personalità speciali. Molto forti. Il carattere e la personalità che hanno dimostrato i vari Di Bartolomei, Bruno Conti, De Rossi, Totti, e che oggi rivedo in Cristante e Pellegrini. La maglia e tutto il resto rappresentano una grande responsabilità e proprio per questo devi dare qualcosa in più. E se non ci riesci sotto il profilo tecnico, ti tocca sotto quello del comportamento”.
Quella personalità lei l’aveva innata o se l’è costruita col tempo?
“Io già da bambino ho capito di avere qualcosa in più degli altri, perché mi assumevo delle responsabilità che magari non mi spettavano, come calciare un rigore al posto di un compagno che non se la sentiva. A scuola era lo stesso: se il gruppo faceva uno scherzo un po’ più pesante, io mi assumevo la colpa senza nascondermi dietro agli altri. Diciamo che nella vita e nel calcio non mi sono mai tirato indietro, ci ho sempre messo la faccia”.
A proposito di 10: quali sono i più grandi nella storia della Roma?
“Per numeri, Totti. Poi Di Bartolomei e De Sisti. Io mi metto al quarto posto, per la romanità, e al quinto piazzo Dybala, anche se sulla schiena porta il 21”.
Cosa le piace di Paulo?
“Il fatto che giochi con grande semplicità. Riesce sempre a uscire da ogni situazione di gioco, anche la più complicata. Pure quando è circondato da due o tre avversari è capace di destreggiarsi in qualche modo e venirne fuori palla al piede. È un giocatore che ha fantasia, colpi di genio. E si vede che, quando gioca, si diverte. Quando un campione riesce a giocare divertendosi, trascina anche i tifosi, che si immedesimano in lui”.
Se lei potesse tornare sul campo, cosa ruberebbe a Dybala e cosa invece gli regalerebbe di sé?
“Gli ruberei il piede sinistro, ma gli darei il mio destro”.
Lei è stato l’idolo del giovane Francesco. Siete stati compagni di squadra e, in ritiro, pure di stanza.
“Prima di una trasferta, un compagno che non si era sentito bene era stato depennato all’ultimo momento dall’elenco dei convocati e al suo posto era stato aggregato Totti. Ma in hotel non c’era una camera singola e l’unico che dormisse da solo in una matrimoniale ero io. Era stato mio padre a portare Totti dalla Lodigiani alla Roma, quindi non avevo problemi a farlo dormire con me. Non gli feci pesare il mio ruolo di capitano, ma mi guardava senza parlare. Era timido. Abbiamo giocato a carte e siamo andati a dormire. Lui, tempo dopo, mi disse che quella notte non aveva chiuso occhio, ma non potrei giurarlo perché io invece riposai sereno”.
Le chiedeva consigli?
“No. Capì subito come comportarsi nello spogliatoio per non mettere in difficoltà i compagni. Fece in fretta a conquistarsi la stima di tutti, a partire da mister Mazzone”.
Il suo idolo da bambino, invece?
“L’argentino Mario Kempes. L’avevo eletto a modello per il modo di giocare e per i capelli lunghi, che infatti ho portato allo stesso modo. Mi piaceva perché era forte tecnicamente ma era anche ‘cattivo’. E poi io ho iniziato nel suo ruolo, attaccante. Ero un’ala sinistra. Dopo Kempes, il mio modello è diventato Agostino Di Bartolomei”.
La volta in cui è stato più orgoglioso di indossare il giallorosso e quella invece in cui più si è sentito a disagio?
“L’unico momento in cui sono stato in difficoltà, chiamiamola ‘difficoltà’, è stato quando, venuto a mancare il presidente Dino Viola, da capitano fui incaricato di depositare un mazzo di fiori sulla sua poltrona all’Olimpico, alla prima partita allo stadio senza di lui. Ecco, quello fu un momento molto complicato dal punto di vista emotivo: ero molto legato al presidente e alla sua famiglia, in particolare alla moglie Flora. Mi sentivo pieno di dolore e preoccupato di non sbagliare nessun gesto. È stata l’unica volta in cui avrei preferito non essere capitano. Al contrario, l’occasione in cui più sono stato fiero di essere romanista e del mio ruolo nella squadra fu il 20 marzo del ’94 a Foggia. Arrivavamo da una serie di risultati negativi e avevamo contro il Foggia di Zeman, che andava a 200 all’ora. Andammo sotto di un gol, io segnai quello del pareggio. L’1-1 finale ci diede fiducia, mettemmo insieme quattro vittorie di fila e a fine campionato arrivammo a un soffio dalla qualificazione alla Coppa UEFA”.
FONTE: La Gazzetta dello Sport

Tutto Ok, ma Dybala al quinto posto mi sembra un pochino poco
se avesse avuto un po di umilta nella vita, forse,dico forse, sarebbe stato anche un calciatore migliore! Anche nell’intervista spicca il suo ego, paragonarsi a Dybala è una assurdita, dichiararsi addirittura migliore è un cretinata mostruosa.
SEMPRE, ovunque e comunque, forza ROMA
Dybala è un fuoriclasse, non scherziamo.
senza IL FREDDO ci avrebbe regalato una Coppa Europea e una qualificazione in Champions, giocando praticamente azzoppato da Palomino.
e poi decine di assist, gol, e meravigliosi colpi da fuoriclasse.
❤️🧡💛
Il vero 10 della Roma di Liedholm era Cordova, non De Sisti, che a sua volta era una straordinaria mezzala in grado di unire tecnica sopraffina e tanta corsa, senza mai perdere lucidità. E infatti Picchio ha sempre svolto quella funzione con un regista accanto, ad esempio Merlo nella Fiorentina o il suo mentore Pepe Schiaffino agli esordi nella Roma. È improprio metterlo in una classifica di 10.
assolutamente non d’accordo per Dybala
Che sa di calcio, Totti e il più grande 10 nella storia del Italia, il secondo e Roberto Baggio.
mmm ho visto tutta la carriera di Totti, lui ha esordito a 16 anni ed io ne avevo 8, ma ho in testa le serpentine di Baggio ad Italia 90 e quello che fece ad Usa 94, posso passarti che sono allo stesso livello, ma Totti non è superiore a Baggio
MambaMentalityASR
Baggio era una seconda punta, Totti e stato trequartista, seconda punta e anche centravanti.
Totti era piu completo, Baggio piu forte solo nel dribbling.
A quanto detto da Costantino, che approvo, aggiungo che Totti era forte fisicamente, a differenza di Baggio. Non ho visto giocare, ovviamente Valentino Mazzola, ma a quanto sembra il capitano del Grande Torino era l’unico accostabile da un punto di vista tecnico, per completezza, al Pupone.
Giorgio Carpi forever
C’e anche da dire che Baggio ha avuto molti problemi con i piu grandi allenatori della sua epoca, aveva un caratteraccio. Non si puo litigare con tutti quei allenatori ed avere sempre ragione.
La juve non ci ha pensato due volte a puntare su Del Piero nel 1995 e lasciare andare via Baggio, che aveva solo 27anni.
L’unico con il quale Baggio e stato bene era Mazzone al Brescia, ma quello era un Baggio a fine carriera.
Totti ha litigato solo con il secondo spalletti.
Tuttavia vi scordate una cosa..
Baggio ha ridicolizzato le nazionali migliori al mondo.. Con una gamba sola..
Ha vinto un pallone d’oro, con una gamba sola..
La differenza a favore di Totti e che Baggio mancava spesso di continuità.
Tuttavia sarebbero stati due 10 che potevano giocare insieme.
Secondo me sarebbero stati una delle coppie più belle D’Europa
Erano complementari per caratteristiche, ma entrambi con una tecnica incredibile
Baggio non si può mettere da parte ragazzi
Forza Roma
@Mamba
le opinioni rimangono opinioni
Però non ti ricordi la serpentina con cui l’ancora giovanissimo Totti purgò a iuve a Roma ( non ricordo se c’era ancora quel demente del mister argentino in panca )
detto questo questo
Baggio ( calciatore infinito ) quello era il suo ruolo
Totti ….Da Regista Prina punta seconda punta incursore centrocampista mezzala .. era sempre il Top
I più forti: Totti … Rivera … Zola/Baggio
Zola… se lo dimenticano in troppi
Per numeri, Totti. Poi Di Bartolomei e De Sisti. Io mi metto al quarto posto, per la romanità, e al quinto piazzo Dybala,.
Mah….ognuno ha il proprio punto di vista, ci mancherebbe…
Ma per quanto mi riguarda, e con tutta sincerità Totti e Dybala se la giocano (a prescindere da ogni discorso che uno è romano, core de Roma, l’altro argentino ecc ecc…). Tutti gli altri sono “esimi”, ma per parecchi giri.
Non scherziamo su!
Totti e Dybala se la giocano? magari a tressette…
TOTTI è inavvicinabile, qui qualcuno ha la memoria corta.
Dybala ha classe ma Totti aveva anche carisma e si trascinava la squadra sulle spalle, nei momenti difficili si giravano tutti verso di lui. Quando non sapevano a chi darla la passavano sempre a Totti e la mettevano in cassaforte. Queste cose Dybala non le ha.
Dybala e Totti se la giocano? ma sei serio? un consiglio non andare in giro a dire queste cose, forse con i laziali puoi dire questo, anche se quelli di loro che vogliono essere onesti, te prendano in giro.
Totti e stato uno dei giocatori piu forti del calcio Italiano di tutti tempi.
250 gol in Serie A e non era un centravanti, basta solo quello
Va bene avere pareri personali..
Ma tra Totti e Dybala ci passa un mondo..
Totti era un fenomeno tra i fenomeni.. In una serie A dove anche l’ultima in classifica aveva giocatori che oggi sarebbero da Europa league..
La serie A era superiore all’attuale Champions..
Gli assist di Totti, Dybala non li ha
I goal di Totti, Dybala non li fa
Neanche in una serie A nettamente inferiore
Quindi in cosa se la giocano?
Neanche Del Piero se la giocava con Totti
E Dybala si?
Non scherziamo
Forza Roma
Dybala al 5° posto?
E dove mettiamo allora Scopelli, Pandolfini e Coscia?
Dybala lo metterei a pari di Helge Bronee’, un danese geniale e discontinuo dei primi anni 50,all’incirca intorno al 10° posto, che non è una posizione disprezzabile.
Caro Principe, eri un gran bel giocatore ma Dybala lo metto prima. Più forti di te ci sono Totti in primis, Bruno Conti ed appunto Dybala.
Premesso che Dybala è + forte, sono combattuto tra (1) d’ora in poi ignorare la presenza, tanto in alcuni ex giocatori quanto in alcuni tifosi, del principio per cui il sangue romano permette ai giocatori di divenire dei super saian dotati di poteri intellettuali e sportivi fuori dalla norma; e (2) ingaggiare una discussione con l’intenzione non già di far ragionare i sangue-romanisti (xchè il pregiudizio è impermeabile alla ragione), bensì per evitare che questo irrazionalismo dilaghi.
Qui dobbiamo capirci…cosa si intende per numero 10? Quello che porti sulla schiena o quello che è il tuo ruolo? Il n. 10 è, o era, il trequartista, quello che raccordava centrocampo e attacco e segnava gol. Pelé, Maradona, Messi, Totti, Baggio, Zidane, Platini, Zico ecc… non posso andare più indietro…avrò 50 anni in meno del centenario Zenone. Nella Roma oltre Totti gli unici numeri 10 di ruolo che mi ricordi sono Dybala e Cassano. Giannini era un fantastico regista e DiBa un grande cap.
Non esiste un’altra foto di Giannini? Sempre la stessa foto, ho la nausea
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.