Roma, mani su Nainggolan

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GASPORT (A. PUGLIESE) –  A un passo dal samurai, per cercare di portare a casa il secondo colpo dopo quello del Mehdi Benatia (visite mediche nei prossimi giorni). La Roma sta stringendo il cerchio e ieri ha sferrato il colpo per chiudere con il Cagliari la trattativa per il centrocampista belga. L’offerta? Circa dieci milioni cash, più la metà dei cartellini di Verre e Caprari. Un’offerta che potrebbe rivelarsi decisiva e che potrebbe chiudere anche la concorrenza con l’Inter.

GIRO DI VALZER  – Per riuscirci, Walter Sabatini ha fatto tutto un gioco d’equilibrio sulle comproprietà tra Genoa e Pescara: la Roma, infatti, ha lasciato in rossoblù Bertolacci (con rinnovo della compartecipazione), dove ha rispedito Tachtsidis, riprendendosi Piscitella e Verre. Poi è andata dal Pescara, riportando nella Capitale Gianluca Caprari con una supervalutazione del 50% in possesso degli abruzzesi: la metà di Piscitella e Politano (lo scorso anno al Perugia) e il prestito di Viviani (di ritorno da Padova). Il motivo? A Sabatini servivano due pedine per arrivare proprio a Nainggolan e cioè Caprari (da convincere, però, vorrebbe giocarsi qualche chance nel ritiro di Riscone) e Verre, che piacciono da morire ai rossoblù. La trattativa si può chiudere e non è detto che la fumata bianca non arrivi già oggi, anche se Cellino vorrebbe azzardare addirittura la titolarità dell’intero cartellino di Verre.

 

Oggi Garcia saluta Lille. Poi solo Roma

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CORSPORT (R. BOCCARDELLI) – Dopo la full immersion nel pianeta Roma e nella bollente Trigoria (per il sole e per l’assedio dei media portato nella conferenza stampa di mercoledì), Rudi Garcia torna a respirare aria più fresca, quella della Francia del Nord, della sua Lille che ha fatto innamorare in cinque anni forse irripetibili e che mai avrebbe lasciato senza un saluto ufficiale, nel quale lasciarsi andare anche a un po’ di felice malinconia. (…) Nella conferenza stampa di oggi Garcia saluterà, ringrazierà, sarà ringraziato con qualche rimpianto e riceverà tanti in bocca al lupo per il suo futuro. Saluterà giocatori, tifosi e la città intera, magari racconterà loro l’inizio di questa nuova intrigante avventura che lo vuole al timone di una squadra che porta un nome immenso ma che con il pallone non riesce a ristabilirsi ai vertici del calcio italiano e nell’èlite europea. (…)

RIFLESSI – Intanto non si è ancora spenta l’eco delle prime parole ufficiali di Rudi Garcia. Il suo impatto mediatico è stato più che buono. Diciamo che il tecnico giallorosso è stato promosso con riserva, nel senso che, come ha voluto sottolineare anche lui, tutti i giudizi su di lui e sulla sua Roma li darà il campo. Ma il campo può attendere anche se non ancora per molto. Siamo a due mesi dall’inizio del campionato e la Roma è tutta da fare o da rifare. Proprio per questo Garcia resta in costante contatto con Walter Sabatini per le operazioni di mercato.  «Non ci sarà alcun acquisto senza il mio assenso»  ha detto l’altro giorno con estrema sicurezza. E uno dei primi nodi è stato proprio il portiere. La Roma ha bloccato Rafael ma Garcia ne vorrebbe uno che conosce bene il calcio italiano e che si faccia capire da subito dai difensori. In ogni caso tutte le scelte di mercato saranno condivise tra il tecnico e Sabatini. Intanto Garcia ha spedito una raffica di sms ai suoi nuovi allievi presentandosi e annunciando di voler parlare con loro uno ad uno. Una promessa o forse una minaccia visto che uno dei capisaldi di Garcia è sicuramente il lavoro. Anche duro se ce n’è bisogno.
SI RIPARTE IL 9 – Dopo la parentesi mediatica di oggi, Garcia si concederà un breve week end di vacanza ma all’inizio della prossima settimana, tra martedì e mercoledì tornerà nuovamente a Roma per seguire da vicino l’organizzazione di tutto il programma precampionato. Il raduno a Trigoria è previsto per martedì 9 luglio. Il 12 la partenza alla volta di Riscone di Brunico. 10 o 12 giorni la durata del ritiro. Poi ritorno a Roma prima della tournèe americana. (…)

Roma, ora blinda i gioielli!

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CORSPORT (A. GHIACCI) – La speranza diffusa nella maggior parte dei tifosi giallorossi, in questo momento, è una sola. Riguarda i giovani gioielli romanisti su cui diversi club importanti d’Europa hanno messo gli occhi: la Roma, èla richiesta di chi tiene alle sorti giallorosse, deve fare in fretta a blindarli, perché se erano stati considerati come la base del nuovo corso non possono certo essere ceduti ora che il corso – dopo due anni – deve ancora prendere il via, a meno di non voler andare incontro a un non senso di proporzioni enormi. Marquinhos, Pjanic e Lamela: sono questi i nomi che fanno gola a mezza Europa, anche a squadre che nei confronti di ragazzi del genere hanno da offrire molto di più della Roma, non solo in termini economici. (…)

ALLARME – La Roma, giustamente, è alle prese con il mercato in entrata, che sarà concordato con il nuovo tecnico Garcia. E mentre tutti sono concentrati sugli acquisti, come già accaduto durante la scorsa stagione, Manchester City, Barcellona, Manchester United, Chelsea e Real Madrid stanno contattando Trigoria. Ecco perché bisognerà fare molta attenzione agli sviluppi del marcato internazionale. I tifosi romanisti, inoltre, si augurano vivamente che la loro società non debba essere costretta per motivi di bilancio a prendere in considerazione nessuna delle offerte che stanno arrivando e continueranno ad arrivare per diverse settimane.(…)
OFFERTE – In Spagna il tam tam è ripreso: il Barcellona vuole Pjanic, sono pronti poco meno di 20 milioni di euro. E Marquinhos? C’è il City con oltre 20 milioni di euro e gli interessi della Roma per più di un centrale non lasciano tranquilli. Forse il meno cedibile è Lamela (c’è lo United) perché pupillo del direttore Sabatini che lo pagò 20 milioni: troppo per puntare oggi a una plusvalenza. E comunque, nella sciagurata ipotesi in cui dovesse essere ceduto un gioiello, il timore seguente riguarda l’incasso: servirebbe per acquistare gente dello stesso livello o per sanare il bilnacio che ancora piange? Osvaldo è una cessione di livello assoluto: per il suo addio è solo questione di tempo. Poi, al limite, ci sarebbe De Rossi. Ma “il progetto” che si basava sui giovani di assoluto livello non può fare a meno di Marquinhos, Pjanic e Lamela.(…)

L’equivoco è Sabatini: non parla

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LEGGO (F. BALZANI)  – Le persone si parlano se hanno cose da dirsi. Altrimenti vanno tranquillamente avanti con gli equivoci. Un anno fa De Rossi (sempre lui) parlò a distanza con Zeman. Nessuno dei due era felice di avere l’altro tra i piedi, ma dovettero sopportarsi. Sappiamo com’è andata. Quest’anno, dopo una stagione non certo esaltante, De Rossi ha detto come la pensa, con grande onestà. È stato chiarissimo: in nazionale è un giocatore di alto livello, nella Roma ultimamente non lo è. L’equivoco non ci sarebbe se la Roma avesse aperto bocca. Sapremmo come la pensa. Ma Sabatini ha evitato accuratamente un confronto con i giornalisti mercoledì pomeriggio. La scusa era buona: l’attenzione doveva essere per Garcia.

Anche giusto, soprattutto se Garcia avesse risposto alle domande che interessano attualmente i tifosi della Roma. Invece il tecnico ha evitato di essere chiaro. E questo significa soltanto che il francese non sa che cosa dire e che la Roma aspetta di trovare la soluzione del caso: cioè una società che se lo porti via ad un prezzo ragionevole. Nel frattempo, però, c’è una stagione da costruire. Senza De Rossi bisogna riscrivere il centrocampo. Senza chiarezza si andrà avanti alla giornata. Per ora Sabatini pensa ai giovani stranieri (Jedvaj), lascia ai margini i giovani romani (Romagnoli). Ci sarà un motivo. Speriamo la Roma ne guadagni.

Cicinho: “Capisco la rabbia dei tifosi della Roma, ma in Brasile è peggio”

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GAZZETTA DELLO SPORT (M. CECCHINI) Se l’occhio disponesse della verità assoluta, sembra in forma come nei giorni migliori. Qui a Recife, Cicinho è ancora un idolo, conteso dalla tv e in predicato di strappare un nuovo contratto con il club locale. Lo salutiamo e il discorso –– dopo i complimenti di rito all’Italia di Prandelli («Mi piace moltissimo») e i racconti sulla chiesa protestante che frequenta –– scivola subito sulla Roma.

Ha saputo che le cose, dai tempi del suo addio, non sono molto migliorate?
«Sì,lo so. Ho seguito perché sono sempre in contatto con Julio Sergio. Peccato, non giocare in Europa dispiace a tutti i giocatori. E poi tutti quegli allenatori cambiati…».

Infatti i tifosi sono molto arrabbiati. Se la sono presa persino con De Rossi.
«Ho visto che ad inizio stagione, con Zeman, finiva spesso in panchina. Incredibile. Immagino la rabbia dei tifosi, soprattutto per la finale di Coppa Italia persa contro la Lazio».

Vediamo che è informato.
«Sì, ci tengo a sapere tutto. A Roma sono stato bene, ma la sfortuna mi ha perseguitato».

Quando si perde, i tifosi della Roma sono caldi come quelli brasiliani?
«Scherza? Qui è molto peggio rispetto a Roma. I tifosi ti vengono a prendere agli allenamenti oppure a casa e ti fanno passare i guai. Mi creda, di sicuro i brasiliani che giocano nella Capitale sono abituati a queste cose e non si fanno certo spaventare dalla eventuali contestazioni a Trigoria. Ma mi dica lei: come sono andati Marquinho, Castani, Marquinhos e Taddei?». E a questo punto diventiamo noi gli intervistati. Senza che questo, ovviamente, possa interessare nessuno.

Roma, frenata per Jedvaj: l’offerta è bassa

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FONTE: IL MESSAGGERO – Si complica l’affare Jedvaj per la Roma:  la trattativa ha avuto ieri una brusca frenata. La Dinamo Zagabria, infatti, ha rifiutato l’offerta giallorossa di 3 milioni di euro. Dietro questo no, si nasconde la volontà di alimentare un’asta visto che nelle ultime ore si è fatto sotto anche l’Arsenal.

La richiesta del presidente Mamic è di 5 milioni. Legato proprio all’arrivo di Jedvaj (senza dimenticare quello di Benatia) s’infittiscono i rumors riguardanti una possibile partenza di Marquinhos.

De Rossi, lo show è solo azzurro

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IL MESSAGGERO (U. TRANI) – Discusso a Roma, protagonista nel mondo. Viene da sorridere che la stessa persona, giovane, ricca e famosa, possa avere due facce. Nello sport e non nella vita: il primo è la professione che lo mette in vetrina quotidianamente, l’altra deve riguardare solo lui e i suoi cari, non certo chi giudica, spesso e volentieri senza sapere. La carriera di De Rossi, quasi all’alba di ieri, si arricchisce di una nuova medaglia: il romanista, con la splendida rete di testa realizzata contro il Giappone di Alberto Zaccheroni, è il mediano più prolifico della nostra nazionale (Baloncieri, 25 in 47 match negli anni ’30, era più trequartista). Sono 15 i suoi gol in 88 partite, meglio del golden boy Gianni Rivera, Pallone d’oro e icona milanista che di gare ne ha giocate meno, 60, ma che nel ruolo oggi sarebbe una seconda punta. Tra i giocatori in attività è terzo nella classifica dei cannonieri azzurri[…]
LA CONTRADDIZIONE 
De Rossi fa parlare di sè proprio per i numeri di questa stagione. Con la Roma 29 presenze, comprese quelle in Coppa Italia, e neanche una rete. Con la nazionale, 10 gare e 5 reti. Quindi 1 gol ogni 2 partite. Cesare Prandelli, di passaggio in giallorosso per poche settimane nell’estate del 2004, riesce ad avere il meglio da Daniele: solo Balotelli, 10 reti, e Cassano, 7, hanno segnato più del romanista con l’attuale cittì azzurro. Con l’Italia la stagione di De Rossi è stata esaltante: è stata sua la prima rete dell’annata agonistica, ad agosto, contro l’Inghilterra nell’amichevole di Berna. Poi quelle nelle qualificazioni mondiali contro l’Armenia e la Danimarca, ancora in amichevole a Ginevra contro il Brasile, prima dell’ultima, a Recife, contro il Giappone.è…]
DANI E DANIELE
Vive una situazione simile a quella del suo amico Osvaldo che in Brasile non c’è proprio per il codice etico, punito dal ct per aver disertato la premiazione della finale di Coppa Italia. I due rischiano di giocare insieme, dalla prossima stagione, solo in nazionale. La Roma sta provando a cedere, ormai da qualche settimana, il centravanti italo argentino che è anche il miglior marcatore giallorosso di quest’annata deludente: 17 reti alle quali vanno aggiunte le 3 in maglia azzurra. Lo chiamano all’estero, soprattutto in Inghilterra e Spagna, ma anche in Italia ha il suo appeal: la Fiorentina e Montella lo prenderebbero subito, anche perché le due piccole bimbe di Dani vivono a Fiesole, e la stessa Juve lo tiene nell’elenco dei possibili arrivi. Lunedì lo sfogo di De Rossi «Troppe calunnie, a Roma, sul mio conto». Sembra complicato ricostruire il feeling con la piazza che però è divisa. […]

NIENTE BRASILE
Daniele, dopo la partita contro il Giappone, non anticipa niente sul suo futuro: «Mi chiedete se la Roma può privarsi di uno come De Rossi, ma non sono certo io che devo rispondere. È un discorso che si dovrebbe fare anche quando gioco male , quindi più ampio, ma non devo farlo io. La maglia azzurra, comunque, è sempre stata importantissima per me. E’ un orgoglio gigante». Non ci sarà contro il Brasile, sabato, per squalifica. «Siamo un gruppo eccezionale e certe volte fa bene che abbiano spazio anche altri…».

Giallo date: Garcia vuol giocare a Riscone solo due amichevoli

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LEGGO (F. BALZANI) – Due amichevoli anziché tre. È questo il nodo che costringe la Roma a non ufficializzare ancora le date del ritiro a Riscone (periodo probabile 12-22 luglio). Garcia infatti vuole giocare un test in meno visto l’appuntamento a Kansas City del 31 e la Roma si sta adoperando per risarcire l’Ente Turismo di Riscone.

Garcia intanto è tornato a Lilla dove oggi terrà una conferenza stampa d’addio. La prossima settimana sarà a Roma per cercare casa. Ieri ha vissuto un’altra giornata a Trigoria e letto i giornali lamentandosi solo di una cosa: «Non è vero che ho i capelli tinti!».

Enigma Pjanic: “Io via? Vedremo”

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GASPORT –  Ieri pomeriggio circolava la voce di un Sabatini indaffaratissimo a Milano intorno alla posizione di Pjanic, con rumours insistenti da Barcellona. Il centrocampista giallorosso, di ritorno dalla Grecia, ora è dalla famiglia, a Kalesija (Bosnia), e la prossima settimana sarà al mare in Montenegro.

«Non vedo l’ora di riniziare – ha detto al “Daily Avaz” – Sono orgoglioso di quello che ho fatto per la squadra e del rapporto creato con Totti, che a Roma è come un re. Il mio futuro? Non ne voglio parlare per rispetto del club, torno ad allenarmi a Roma e poi vedremo». Ma a fare chiarezza ieri sera ci ha pensato Michele Gerbino, il suo agente: «Miralem si trova benissimo a Roma, resterà sicuramente».

Nainggolan e Paulinho, Sabatini ci prova

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FONTE: REPUBBLICA.ITCaprari e Verre più soldi, circa dieci milioni, per arrivare a  Nainggolan. Sabatini ha riscattato il cartellino del laterale ex Pescara per girarlo a Cellino nell’affare che potrebbe portare il centrocampista belga alla Roma.  Il Cagliari però vorrebbe di più: almeno uno dei due cartellini per intero. Ma Sabatini ora è convinto di avere il giocatore in mano, e di avere una corsia preferenziale rispetto all’Inter.

Più difficile invece arrivare a Paulinho, che la Roma sta trattando: su di lui però ci sono due club inglesi come Tottenham e Arsenal, la cui concorrenza è difficile da superare. I giallorossi hanno provato. A Trigoria sarebbero stati disposti a sacrificaree persino Leandro Castan. Che un ritorno al Corinthians non lo avrebbe bocciato a priori, anzi: “A Roma sto bene. Ho tre anni di contratto, poi vedremo cosa succederà ma la possibilità di tornare a giocare nel Corinthians c’è. Ed è grande”, aveva ammesso ieri dal Brasile il centrale. Magari, chissà, la chiave giusta per sbloccare l’affare.

LIVE – Rafael verso il si al Napoli. Rifiutata l’offerta della Roma per Jedvaj

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GIALLOROSSI.NET – Giornata intensa per il mercato giallorosso: scade oggi il termine per definire le comproprietà dei calciatori. La dead line è fissata per le 19 di questo pomeriggio. Sabatini è Milano per definire tutti gli affari. La redazione di Giallorossi.net seguirà in diretta tutte le notizie sul mercato della Roma.

Ore 19:30 – Il Napoli può vincere la sfida con la Roma per Rafael. Ci sono novità: il giocatore si sta convincendo ad accettare il Napoli, anche partendo come secondo e giocandosi il posto con De Sanctis. Il pressing del Napoli quindi sta avendo successo, in questo momento è favorito sulla Roma. (Fonte: Gianlucadimarzio.com)

Ore 19:00 – Arriva l’ufficialità del riscatto da parte della Roma dell’intero cartellino di Gianluca Caprari (Fonte: pescaracalcio.com)

Ore 18:00 – La Roma avrebbe offerto per Jedvaj meno delle aspettative del club balcanico. Il ds della Dinamo, Zdravko Mamic, non vuole svendere “svendere” il suo pupillo, per il quale ora aspetta un’offerta maggiore. (Fonte: 24sata.hr)

Ore 16:40 – E’ stato offerta al Cagliari la comproprietà di Alessio Romagnoli come parziale contropartita per arrivare a Radja Nainggolan, il cui procuratore potrebbe incontrare il direttore sportivo della Roma Walter Sabatini all’Ataexecutive di Milano. All’Udinese andrebbe invece Nico Lopez nell’ambito dell’affare Benatia. (Fonte: Calciomercato.it)

Ore 15:00 Il Barcellona avrebbe un forte interesse nei confronti di Miralem Pjanic. Secondo il quotidiano gli emissari blaugrana in questi mesi non avrebbero seguito Marquinhos, ma bensì il centrocampista bosniaco. La valutazione è di 11 milioni di euro, ma bisognerà aspettare il parere di Rudi Garcia. (Fonte: Mundo Deportivo)

Ore 11:55 – Gianluca Caprari va alla Roma. E’ stato raggiunto l’accordo tra la società giallorossa e il Pescara. Ai biancazzurri andranno la metà di Piscitella, la metà di Politano e il prestito di Viviani. Accordo raggiunto, dunque. Il cartellino di Caprari è della Roma.  (Fonte: Gianlucadimarzio.com)

Ore 11:00 – Oltre a Verre, torna ad essere tutto giallorosso anche Piscitella. (Fonte: Gianlucadimarzio.com)

Ore 10:55 – Tra i tanti discorsi in sospeso che vedevano coinvolti la Roma ed il Genoa c’era anche quello relativo al promettente Valerio Verre, centrocampista nell’ultima stagione in prestito a Siena. Il ragazzo è stato riscattato interamente dalla Roma. (Fonte: TMW.COM)

Ore 10:30 –  Il cartellino di Panagiotis Tachtsidis, in comproprietà tra Genoa e Roma, è stato riscattato interamente dal club rossoblù. Resta da stabilire quali potrebbero essere ora gli sviluppi per il promettente centrocampista greco: il Verona è da tempo sulle sue tracce dopo la grande stagione disputata con la maglia dell’Hellas due campionati fa. (Fonte: TMW.COM)

ORE 10:20 – Futuro definito per Andrea Bertolacci. Roma e Genoa hanno infatti trovato l’accordo, nella notte, per il rinnovo della comproprietà. I diritti sportivi del calciatore rimarranno alla società rossoblu. Non è escluso però che la Roma lo inserisca in altre trattative di mercato. Intanto, la comproprietà è stata rinnovata. (Fonte: Gianlucadimarzio.com)

De Rossi e quella frase mai detta

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GIALLOROSSI.NET (Redazione) – Un articolo apparso oggi sull’edizione on line del Corriere dello Sport dal titolo De Rossi: questa maglia è la mia seconda pelle, ha creato scalpore (e parecchia confusione) nella piazza romana. In realtà  quella precisa frase  non è mai stata pronunciata dal calciatore, che si è limitato a dire: “Questa maglia è sempre stata importantissima per me, è un orgoglio gigante”.

Sfumature che qua a Roma diventano differenze rilevanti, soprattutto agli occhi del tifoso giallorosso, ultimamente  molto attento alla sfera che riguarda Daniele De Rossi. Per avere contezza delle reali dichiarazioni del vice-capitano giallorosso basta ascoltare le sue parole rilasciate alla Rai al termine della gara, che vi riportiamo per completezza di informazione.

GUARDA L’INTERVISTA DI DE ROSSI

Roma, Parnasi pronto a rilevare le quote di maggioranza

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FONTE: IL GIORNALE D’ITALIA (F. COLOSIMO) – Roma e Lazio sono accomunate, da sempre, dalla rivalità e dalla supremazia. Sportiva, territoriale, ma non solo. Le due squadre della Capitale, oggi, hanno un punto in comune. Entrambe, infatti, potrebbero cambiare proprietà e, quindi, padrone.  Dietro la squadra nata nel 1927, questa volta non c’è Adnan Aref El Quaddumi, un fantomatico petroliere che con la Roma si è fatto solo pubblicità e ci si è riempito la bocca. Ma un costruttore, romano e romanista. Chi sarà mai? Si chiama Luca Parnasi, ha 35 anni, ed è il numero uno di Parsitalia, azienda leader nel settore immobiliare italiano.

Se si pensa ai costruttori della Capitale, protagonisti di quel boom edilizio degli anni ’60 che ancora oggi caratterizza il profilo cittadino, la famiglia Parnasi rientra a pieno titolo nelle cronache che vedono riuniti i Caltagirone, i Toti, i Mezzaroma e gli Scarpellini. Da mesi a questa parte, il giovane imprenditore è al centro di una delle questioni più importanti legate alla Roma: lo stadio di proprietà. Perché è proprio in uno dei terreni dei Parnasi, a Tor di Valle, che nel 2016 verrà costruito il nuovo Polo.

I primi legami tra Parnasi e la società di Trigoria risalgono al periodo della cessione della Roma alla cordata americana. Già dal febbraio 2011, ovvero prima dell’acquisizione della quota di maggioranza della società (il 60%) da parte di DiBenedetto & co, Parsitalia era in lizza per prelevare la quota che, ancora oggi, rimane nel portafoglio di UniCredit ( il 40%).

La questione stadio è importantissima, fondamentale, e Parnasi ha fiutato l’affare. Questo, il nocciolo della questione, questa, la “partita” cruciale. Il costruttore sta trattando, giorno dopo giorno, con UniCredit. La trattativa è difficile, ma non impossibile. L’istituto di credito, della Roma – anche se non può ammetterlo – non ne può più.

Parnasi però non è abituato a svolgere un ruolo di secondo piano. L’imprenditore, da sempre, ha svolto la parte del protagonista. Per questo motivo, la trattativa con UniCredit è solo il primo passo. Il secondo, quello decisivo, è l’acquisizione di quasi tutto il pacchetto di maggioranza. Pallotta ne è al corrente, e per il momento nicchia. Ma gli insuccessi, e le problematiche di queste stagioni fallimentari, potrebbero convincerlo a desistere e a concentrarsi sullo sport che più ama, il basket. La trattativa tra Parnasi e UniCredit è segreta, ma certa. Nessuna conferma al momento, ma è solo questione di tempo.

 

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Orgoglio e pregiudizio

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GIALLOROSSI.NET (A. Misuri) – Sono portatore maligno di quel pensiero reo di essere considerato traditore della maglia giallorossa. Ho meditato a lungo a ciò, ma la risposta era sempre la stessa. Ho pensato di sbagliare, e forse starò ancora sbagliando, ma se il destino di quel giocatore è ancora legato alla nostra società un motivo ci deve pur essere. Quindi, rimbocchiamoci le mani e troviamolo. Non deve essere poi così tanto difficile.

Sono stati investiti soldi non indifferenti per una società non solita a grossi investimenti, e di quei venticinquemila gol tanto strillati dal basso di quella panchina neanche l’ombra. Forse è l’esempio più lampante di come la tifoseria nostrana possa influire (in)direttamente anche sulle decisioni societarie. L’esempio più palese di come a volte una frase prende il sopravvento e mette al buio tutte le dimostrazioni sul campo.

Ora quindi, caro lettore, fermati, ragiona, prendi tempo e pensa. Ti chiedi a chi? Bene, pensa a Osvaldo, pensa a Destro, pensa a Bojan, a Borini, sono davvero così tanto superiori da rubargli il posto in rosa, o addirittura in campo? Sono stati davvero così meritevoli da meritarsi il nostro affetto? Hanno fatto davvero così tanti gol da essere considerati attaccanti di una grande squadra?

No ragazzi, la risposta è no. Con qualcuno di loro ce ne siamo accorti in tempo, con qualcuno abbiamo investito tanto e attendiamo una risposta che tarda ad arrivare, con qualcun’altro ancora è stato amore e poi odio, e poi odio ancora. Ti sei fermato? Hai preso tempo? Hai ragionato? Ok, ora seguimi ancora, ti farò vedere che questo mio pensiero non è poi così male, che questo mio modo di fare il mercato giallorosso non è ne dispendioso ne così tanto sbagliato.

Stiamo parlando di un ragazzo che ha trentuno anni appena compiuti, la giusta esperienza alle spalle, qualche presenza con la nostra Nazionale, ha saputo dimostrare quanto vale e cosa è capace di fare e soprattutto ha ancora due anni di contratto con l’AS Roma. Noi, in tutto questo, stiamo cercando di svenderlo al primo che passa facendo l’ennesima svalutazione a cuor leggero. Un vizio che non vogliamo proprio toglierci.

Amico mio lettore, dormici su questa notte e domani mi dirai. La nostra rosa ha bisogno di rinforzi e le nostre casse di respirare. Se è vero che la voce del tifoso romanista ha veramente una grande forza nell’influenzare le scelte societarie, beh allora riprendiamoci il nostro attaccante, mettiamo da parte l’orgoglio e diamogli un’altra possibilità. Facciamoci sentire in tanti e magari un giorno potremmo essere contenti di riprenderci quell’orgoglio messo momentaneamente da parte e strillare ad ogni gol con lui. Perché in fondo ci basta poco: un gol, poi un altro e poi un altro ancora. E sarà come la prima volta. Marco Borriello lo merita, o sicuramente non meno di altri.

 

Le calunnie e le bandiere

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CORSERA (L. VALDISERRI) – Daniele De Rossi, in un’intervista rilasciata al «Corriere della Sera» il 23 marzo 2012, confessò:«Vincere un Mondiale è indimenticabile, ma io non nasco tifoso dell’Italia.