MERCATO ROMA – Il Borussia Dortmund interessato a Destro

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FONTE: CALCIONEWS24.IT – Secondo quanto riporta la redazione del portale web Calcionews24.it, il Borussia Dortmund sta seguendo il centravanti della Roma Mattia Destro.

Nonostante una stagione non brillante, l’attaccante giallorosso ha attirato l’interesse del club tedesco che avrebbe già contattato la dirigenza capitolina. Nessuna offerta ufficiale al momento, solo una manifestazione di interesse.  Difficile comunque che il nuovo tecnico Garcia decida di privarsi del giovane e promettente attaccante azzurrino.

 

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Roma-Nainggolan, incontro terminato: le ultime

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FONTE: GIANLUCADIMARZIO.COM – Entra nel vivo l’operazione Radja Nainggolan per la Roma. Al Visconti Palace di Milano, il d.s. Sabatini ha visto Beltrami, agente del centrocampista.

Con Rudi Garcia tornano le doppie sedute

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FONTE: GASPORT – Sono state uno dei tanti motivi di attrito fra la squadra e l’ex tencico della Roma Zeman, e ora potrebbero ritornare. Stiamo parlando delle famigerate doppie sedute di allenamento, che il tecnico boemo aveva imposto al gruppo e che non erano state digerite da tutti i giocatori.

Secondo quanto scrive il giornale La Gazzetta dello Sport, Rudi Garcia, nel Lille, era abituato a far allenare due volte al giorno la squadra, tre volte a settimana. Una prima seduta, la mattina, da svolgersi soltanto in palestra. La seconda invece sul campo di gioco, con tanto pallone. Molto probabile, quindi, che il tecnico esporti il suo sistema di lavoro anche nella Roma. I giocatori, nel caso, dovranno farsene una ragione.

 

Lamela: “Alla Roma mi hanno chiesto anche di difendere”

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FONTE: LA NACION – Il giovane talento della Roma Erik Lamela ha rilasciato un’intervista al giornale argentino La Nacion. Queste le parole dell’attaccante giallorosso:

Quali sono le tue sensazioni in merito a questa convocazione e verso la possibilità del debutto con Sabella?

Sono molto contento. Era molto che desideravo questa opportunità, è qualcosa che ogni calciatore desidera. E’ già un sogno essere in questo gruppo, tutto ciò che verrà dopo sarà benvenuto”.

Nell’ultimo allenamento a Guayaquil prima della partita con l’Ecuador, Sabella ha dedicato dieci minuti della seduta a parlare con te. Lo vedi come un indizio del fatto che puoi guadagnarti un posto nella rosa definitiva?

“Mi ha parlato di ciò che pretende tatticamente da me. Ho molte cose da apprendere e, se giocherò, spero di poter dare quello che cerca per la squadra”.

Sei una delle rivelazioni della Roma e della Serie A. In Italia, la tua posizione è da mezzapunta o da centrocampista classico?

“Nella prima parte del campionato mi hanno utilizzato come una sorta di mezzapunta a destra. Poi nel finale di stagione ho terminato quasi come centrocampista incursore, ci sono state partite nelle quali il tecnico mi ha chiesto una certa collaborazione difensiva”.

Può essere la tua prima opportunità di giocare con Messi.

“E’ qualcosa di bello. Non tutti i giorni si può giocare con un numero uno come lui. Il mio primo idolo fu Zidane, però dopo, quando è entrato in scena lui, la mia profonda ammirazione è andata per Leo. Ora che abbiamo condiviso lo stesso gruppo, le dico che il sogno è fare almeno un gol di quelli che fa lui. Mi basta questo. Sogno di fare un gol come quelli di Messi”.

 

 

La Roma su Paulinho: offerti 11 milioni

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FONTE: GASPORT  – Attento Moratti, la Roma ti vuole “rubare” Paulinho. Il temporeggiare della società nerazzurra sta accendendo il mercato sul campione del Corinthians. L’ultimo assalto arriva dalla Capitale.I giallorossi infatti, risolto il nodo allenatore, si sono inseriti nella corsa al centrocampista brasiliano, passione mai sopita del ds Sabatini.

La Roma ha messo sul piatto la stessa offerta presentata a suo tempo dall’Inter: undici milioni per il cartellino (di proprietà del Corinthians e di un gruppo di privati) e tre milioni netti a stagione per il giocatore. Ma il club giallorosso, se avrà un segno di apertura da parte di Paulinho, è disposto anche a rilanciare. Soprattutto sull’ingaggio. Questa accelerazione sulla stella della Selecao conferma che l’intenzione della proprietà americana è quella di fare cassa con la cessione, sempre più probabile, di De Rossi. Non a caso Paulinho è considerato «un De Rossi» con un pizzico in più di mobilità e con qualcosa in meno in fase di interdizione. Insomma, sarebbe un «cambio» quasi alla pari.

Paulinho ha deciso di lasciare il Brasile, e ha già rifiutato una proposta dello Shakhtar. Ma è deluso dell’atteggiamento dell’Inter, che lo cortegga da tempo senza però far seguire i fatti alle parole.  Ecco perchè l’offerta della Roma arriva su un terreno fertile. Ora più che mai il giocatore ha bisogno di certezze e i segnali che stanno arrivando dalla capitale potrebbero spingerlo ad accettare la proposta giallorossa.

Bisogna fare in fretta, però. Chi vuole Paulinho deve impostare una trattativa non semplice con i proprietari del cartellino. La stella della Selecao ha una clausola rescissoria di venti milioni di euro. Sicuramente «trattabili». A quindici milioni si può trovare l’accordo. Ma stiamo parlando di quattro milioni in più rispetto alle offerte di Inter e Roma. Quindi c’é da lavorare e velocemente. Anche perché è spuntato un terzo incomodo, minaccioso: il Tottenham. Gli inglesi hanno già garantito al Corinthians i 15 milioni richiesti. Il problema è che il giocatore continua a sognare la serie A. Ormai il calcio italiano è diventato, per lui, una sfida da vivere ad ogni costo. Ma anche la pazienza ha un limite.

Roma, parte la rivoluzione francese

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FONTE: IL MESSAGGERO –  Scelto l’allenatore, ora tocca a Sabatini mettere a disposizione di Rudi Garcia una squadra di livello. Garcia ha già dato le prime indicazioni nei tre giorni passati a contatto con il ds a New York. Il suo sistema di gioco, il 4-3-3, prevede alcune priorità. Certi giocatori, provati nello stesso assetto durante la gestione Zeman, hanno fatto cilecca. Qualcuno potrebbe anche avere una seconda chance. Non tutti, però. Almeno cinque o sei titolari saranno nuovi. Chi e quanti, dipenderà dal budget e dalle partenze. Di sicuro arriveranno: un portiere, due terzini, un centrale difensivo, un regista e almeno un attaccante. Insomma, rivoluzione francese.

I primi due acquisti hanno già un nome. In difesa arriva Benatia, che verrà annunciato a stretto giro di posta, mentre in porta è stato trovato l’accordo con Rafael, ma non con il Santos, che chiede più dei 4,5 milioni offerti dalla Roma. Il terzo nome è Nainggolan, su cui però c’è la forte concorrenza dell’Inter: Mazzarri ha chiesto il belga a Moratti, ma Sabatini non molla. Si profila un lungo testa a testa.

A centrocampo il sogno è Paulinho, seguito anche da Tottenham e l’Inter, ma il Corinthians chiede 22 milioni. Rudi Garcia vorrebbe Cabaye, ma anche per il centrocampista francese le richieste sono alte (17 milioni).Restano poi i due terzini da prendere, a destra c’è sempre la possibilità di avere il giovane brasiliano Wallace in prestito dal Chelsea mentre a sinistra l’ideale sarebbe Digne del Lille. Sabatini spera di convincere Garcia ad accontentarsi, per quella corsia, di Dodò e Balzaretti , per poter investire in altri ruoli. Davanti, se davvero andrà via Osvaldo, c’è bisogno di un vice Destro. Oggi c’è Borriello, domani chissà. In più serve un esterno d’attacco: Ilicic resta in corsa, come Hernandez.

In uscita Sabatini non vuole cedere Marquinhos, chiamato dal City, dal Psg e dal Barcellona. E, presto, anche dal Real. Il destino del brasiliano è in bilico: dai 20 milioni in su, si tratta. De Rossi e Osvaldo vivono una situazione simile: potrebbero essere loro a chiedere di lasciare la Roma

Totti negli Usa. In vacanza

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IL TEMPO (E. MENGHI) – Prima del derby dell’8 aprile, Pallotta e Totti si sono stretti la mano nel segno del futuro. Quello da scrivere insieme. Risolto il rebus per la panchina con l’arrivo di Garcia, il capitano si aspetta una chiamata per discutere il suo rinnovo di contratto. Soldi e anni sono tutti da definire e non è detto che la questione si risolva in fretta. Per ora, Totti non ci pensa e si gode le meritate vacanze con la famiglia, sulla costa americana opposta a quella del presidente giallorosso: prima tappa a Los Angeles, poi Las Vegas.
Negli States ci tornerà con tutta la squadra a fine luglio, per la tournèe che prevede l’amichevole con la squadra All-Stars della Major League Soccer. La Roma aveva fissato il ritiro nella seconda metà del mese, ma sia la partita del 31 a Kansas City, sia la volontà del nuovo tecnico, potrebbero far slittare le date. I giocatori, intanto, si rilassano in giro per il mondo: Osvaldo è con la ragazza a Ibiza, dove andrà anche Romagnoli per festeggiare la maturità, Marquinhos è in Brasile con la famiglia.

MERCATO ROMA – Digne, si può: lo vuole Garcia

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FONTE: CORRIERE DELLA SERA – Difficilissimo arrivare a Cabaye (Il Newcastle chiede troppo), possibile invece riuscire a centrare Digne. Lo scrive questa mattina il quotidiano Corriere della Sera, secondo cui il terzino francese sarebbe la prima richiesta di Rudi Garcia.

Il tecnico francese lo conosce benissimo, è un suo pallino, e lo vorrebbe con sè nella Roma del prossimo anno. In quel ruolo però la Roma ha già Dodò, giovane che Sabatini spera venga rilanciato dal neo-allenatore.

Un «mago» con i giovani. Hazard stella grazie a Rudi

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CORSERA (L. VALDISERRI) – Su Rudi Garcia, come sempre nel calcio e ancora di più in Italia, i racconti per «sentito dire» sono più numerosi delle conoscenze dirette e dello studio delle statistiche. Chi non si vuole unire al coro può trovare nei numeri una traccia da seguire. Poi sarà lui, con l’accento sull’ultima vocale, a dover convincere i tifosi con i fatti.

1) Garcia e i giovani: ha lanciato Eden Hazard, ora al Chelsea, facendolo giocare con continuità in una posizione di esterno (quando il Lilla difendeva) ma lasciandogli la libertà di accentrarsi in fase di possesso palla. Nella stagione del titolo francese (2010-11) Hazard ha prodotto 12 gol e 10 assist. Aveva 19 anni. La stessa età che ora ha il terzino sinistro Lucas Digne (33 presenze e 2.805 minuti nell’ultima stagione), che piace moltissimo anche al Psg. Garcia, però, non è Zeman. Più che lavorare sui giovanissimi, migliora i giovani. Nella squadra che ha vinto la Ligue 1 giocavano: Hazard (19), Gervinho (23), Rami, Moussa Sow e Cabaye (24), Debuchy (25) e Mavuba (26). Non è un baby sitter.

2) Garcia e l’attacco: 68 gol segnati l’anno del titolo, miglior attacco, e 36 subiti, seconda miglior difesa. Un equilibrio, un po’ più imperfetto, cercato anche nelle stagioni successive: 72 e 39 (terzo posto), 59 e 40 (sesto). Si dice che il campionato francese sia meno tattico di quello italiano, ma è vero solo in parte. Nella Ligue 1, proprio come da noi, molti gol nascono da palla recuperata e ripartenza. In questo senso, Garcia non si troverà spaesato.

3) Garcia e il mercato: il Lilla vinse il titolo trattenendo i giocatori più ambiti (Rami, Gervinho, Cabaye) e il talento nascente (fu rifiutata un’offerta di 12 milioni di euro del Fenerbahçe per Hazard, poi pagato 40 milioni dal Chelsea). Sul mercato in entrata, Garcia si accontentò dello svincolato Moussa Sow e del prestito dell’ex laziale David Rozehnal. L’attaccante senegalese veniva dal Rennes, con 3 gol all’attivo in campionato: con il Lilla ne segnò 25. Il difensore ceco mise insieme 13 presenze. A Walter Sabatini piacerà di sicuro.

4) Garcia e la disciplina: il Lilla dello scudetto subì un’espulsione in tutta la stagione, Gervinho per fallo di reazione. Garcia, a Roma, avrà parecchio da fare. I cartellini rossi nell’ultimo campionato sono stati otto. Fate i buoni, se potete

Benatia alla Roma, si lavora sulle contropartite

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FONTE: IL MESSAGGERO – L’affare ormai è fatto, ma bisogna ancora trovare l’accordo sulle contropartite da inserire nella trattativa che porterà Benatia alla Roma. L’Udinese ha fatto sapere di volere almeno un giovane dei più promettenti di proprietà giallorossa. I fiurlani vorrebbero la metà di Romagnoli e Nico Lopez, mentre la Roma non sembra disposta a inserire nell’affare il giovanissimo difensore centrale. Meglio Viviano, Piscitella o Verre.

In queste ore le parti stanno lavorando alacremente per trovare un accordo che soddisfi tutti. L’affare, comunque, è da considerarsi chiuso. Benatia sarà il primo acquisto della Roma targata Rudi Garcia.

Nakata, che nostalgia: «Quanto segna Totti»

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GASPORT (M. CECCHINI) – La differenza del personaggio è tutta in questo racconto: «Ho deciso di visitare tutte le 47 città del Giappone, finora sono arrivato a 44. D’altronde negli ultimi 4 anni ho fatto solo questo». Parole e musica di Hidetoshi Nakata, che ha voglia «di conoscere a fondo la cultura giapponese», tanto da stare per lanciare una propria marca di sake col suo nome. Il calcio, però, resta una sua passione, e infatti è in Brasile per commentare la Confederations Cup per conto di un’emittente del suo Paese.

LA SUA ROMA – Prima di tuffarci nell’azzurro, però, la premessa è sulla Roma. «La seguo e vedo che Totti sta facendo sempre bene, segnando tanti gol. In generale, so che c’è una nuova proprietà straniera. Adesso il calcio sta cambiando un po’, basti pensare al Psg e al Manchester City. Prima nessuno ci credeva, adesso stanno cominciando a vincere. D’altronde i soldi servono».

PRANDELLI & ZAC – Alle Nazionali tutto sommato meno. «Conta il talento. Il Brasile è la favorita perché gioca in casa, anche se cerca l’intesa. Neymar è il più forte, ma avrà bisogno di tempo per integrarsi nel Barcellona, squadra che io amo. L’Italia? Non deve far drammi per il pari con Haiti, sono cose che capitano. Prandelli lo conosco bene perché mi ha allenato e so quanto sia bravo. È una persona seria e ha le idee chiare. Da giapponese temo più gli azzurri del Messico. Il Giappone arriva leggero psicologicamente, quindi ci provano. E poi in panchina hanno Zaccheroni, che sta facendo molto bene. Il nostro unico problema è che facciamo fatica a fare gol, ma abbiamo diversi buoni giocatori, come Kagawa che gioca nel Manchester United. Il mio azzurro preferito? Direi Pirlo, ha sempre l’idea giusta». Titoli di coda su Balotelli. «È bravo, ha carattere e come tutti i grandi è al centro di polemiche. Il razzismo? Nel calcio ce n’è poco, noi siamo abituati a stare tra popolazioni diverse. Intorno al nostro mondo, invece, le cose sono diverse ». E non poco.

Rudi, un duro che sa farsi amare

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IL MESSAGGERO (F. PIERANTOZZI) – Ama: Nelson Mandela, Starski e Hutch, Tintin, il numero 7, la chitarra e il calcio veloce, palla che circola. Con questa roba in valigia Rudi Garcia arriva a Roma. Non che non sia stato avvertito: «La voix du Nord», quotidiano di Lille, tre giorni fa gli ha dedicato un bel reportage sull’aria che tira nella capitale. Titolo: «La Roma (in italiano nel testo) est un endroit où on passe du paradis à l’enfer en cinq minutes». Dal paradiso all’inferno in cinque minuti, attento Rudi: sorridono alla redazione sportiva della Voix du Nord, ma Jean-Philippe Mailliez, caposervizio, assicura: «vi stupirà, Garcia ama la pressione».

SANGUE SPAGNOLO – Di certo l’allenatore alla pressione allenato non è. Ma all’occasione, il sangue spagnolo ha dimostrato di essere caliente quanto basta. Certo le prove scarseggiano. Le cronache francesi narrano di una conferenza stampa «molto tesa» col presidente Seydoux il 27 maggio scorso, al termine di un campionato deludente che ha visto Lille finire al sesto posto. Alla visione, la conferenza stampa in questione si rivela in realtà soporifera per gli standard italiani, uno scambio di sobri ed educati commenti sulla classifica deludente. Se serve, Garcia sa comunque farsi valere. Nel 2009, dopo un anno a Lille, si scontrò con l’allora presidente del club Xavier Thuilot che non approvava le sue scelte: rimise il mandato seduta stante, ma al suo posto, la società preferì dare il benservito al presidente.

I TIFOSI CON LUI – Dal Losc (per Lille Olympique Sporting Club) all’As Roma il viaggio comunque è lungo. E non è soltanto il tempo che fa la differenza. I tifosi per esempio. «Qui gli hanno sempre perdonato tutto» assicura Mailliez. Il famoso «doppio» del 2011, quando il Losc ha incassato il primo posto in campionato e la Coupe de France, ha inviato Garcia direttamente nel paradiso degli eroi intoccabili. E pazienza per il triste campionato di quest’anno. I tifosi del Lille hanno preferito dare la colpa alla società, gli ultrà «non esistono più da almeno vent’anni» e a «nessuno qui verrebbe in mente di andare a protestare agli allenamenti della squadra».

UNO DI PERIFERIA – Nato a Nemours (città storica nell’hinterland parigino, e infatti lui si definisce «uno di periferia») tre nonni andalusi scappati dal franchismo, un padre, Josè, ex calciatore morto tre anni fa, che gli ha inculcato i valori che contano, Rudi Josè Garcia non ama parlare(troppo) di sé. Giusto ogni tanto. Per esempio rimpiange di non aver parlato spagnolo con le tre figlie, (tra i 14 e i 21 anni) ma «con una moglie del Nord, non era possibile». Separato, è stato avvistato a Cannes con la biondissima 24enne Maud Schatteman, star del reality Bachelor. Flash, telecamere e microfoni non gli fanno paura, anzi, è fotogenico e lo sa. Francese di passaporto, carriera e famiglia, Rudi è spagnolo di anima, calcio (è Liga dipendente: «se le mie figlie sono in casa, sanno che mi devono lasciare il telecomando») e chitarra. Già famosi i concerti improvvisati nello spogliatoio, di cui si è rivelato (almeno finora) accorto ed efficace gestore. A Lille aveva trovato la formula magica: un «consiglio di saggi» composto da cinque giocatori cui aveva affidato il governo. Il suo sogno? Ora forse lo scudetto, ma in realtà: «diventare proprietario di un po’ di terra in Spagna. Sarebbe un simbolo importante». Portafortuna: un Indalo, talismano andaluso, attaccato al portachiavi.

Sembra Zeman, ricorda Spalletti. La Roma ci crede

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GASPORT (A. GRANDESSO) – Più che sergente, un vero capitano. Rudi Garcia guida gli allenamenti con la stessa passione e filosofia che poi riversa nelle partite. Fedele al principio del «piacere» calcistico che passa per l’onnipresenza del pallone negli esercizi. Metodologia che gli ha permesso di costruire una squadra seducente come il Lilla, che in Francia si è guadagnata il soprannome di «piccolo Barcellona». Status maturato anche grazie alla stretta collaborazione con i due fedeli vice, l’amico Frédéric Bompard e Claude Fichaux, che lo seguono anche alla Roma.

FISICO – La stagione tipo delle squadre di Garcia inizia con una preparazione fisica intensiva nel ritiro estivo. In parte, si spiegano così gli avvii precari del Lilla delle ultime due stagioni, compensati da finali esaltanti, riuscendo nel 2012 a difendere il 3° posto, dietro Montpellier e Psg, e nell’ultimo torneo a fare meno punti (36, come il St Etienne) del solo Psg (48), nel girone di ritorno.

PUNIZIONI – A Lilla, Garcia fissava una tabella di lavoro settimanale con tre doppie sedute giornaliere (ci ha provato anche Zeman…). Al mattino, alle 10, in palestra. Il pomeriggio, alle 15,30, in campo. Giornate pensate anche per consolidare lo spirito di gruppo, senza imporre l’obbligo del pranzo collettivo, anche se dal 2010 Garcia strutturò una dietetica specifica per i giocatori. Il pallone è centrale. Un’esigenza per Garcia che quest’anno, dopo un 33 subito in rimonta dal Sochaux, ha punito la squadra privandola di pallone per tre giorni. Di solito il lavoro tecnico viene suddiviso in gruppi per sviluppare gioco corto, passaggi di prima, e fare emergere spontaneità nella costruzione tattica. Settore esclusivo del nuovo tecnico giallorosso che studia avversari e strategie, confrontandosi poi con il suo staff.

STILE – Di tattica, approfondita in due sedute settimanali, si occupa anche Bompard, amico trentennale di Garcia. L’ex portiere è anche quello che a Lilla passava i primi 45’ in tribuna per osservare disposizione e gioco della squadra (lo faceva anche Andreazzoli per Spalletti). Bompard, che ha lavorato con Garcia anche a Digione, cura i calci piazzati, ma sempre con la supervisione di Garcia, che ha fama di stakanovista, pronto a incoraggiare e ad arrabbiarsi.

AUTOGESTIONEFichaux, arrivato a Lilla nel 2009, allenato da Garcia al St Etienne, invece si occupa degli esercizi tecnici, quello che prepara il campo, lavora sul dettaglio, lima, con un occhio anche alle giovanili, per individuare talenti che magari Garcia integra negli allenamenti della prima squadra. A Lilla c’era l’usanza di aprire gli allenamenti ai tifosi il giovedì. Era anche il giorno di autogestione, con una scelta libera del lavoro: chi in palestra, chi a perfezionarsi in campo. Con il solo obbligo di andare a firmare gli autografi.

Pallotta si riprende la Roma

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CORSPORT (M. EVANGELISTI) – L’occhio del padrone, brutta parola che può funzionare solo in una frase fatta, si è posato sulla società e quello che ha visto non gli è piaciuto. James Pallotta a New York era a casa sua e si è notato. Adesso ha deciso di esserlo anche a Trigoria, come del resto sarebbe giusto. (…)
Della Roma intende occuparsi lui. Non è stato sempre così. Ma da mercoledì è diventato chiaro. Il modo in cui ha puntualizzato che Rudi Garcia è una sua scelta, su proposta del direttore sportivo Walter Sabatini; la sua promessa o minaccia di passare per Roma almeno una volta al mese; la puntualità con la quale ha spiegato, per rispondere alle polemiche montanti, che lui tutti i giorni pensa tra le altre cose anche alla società.

INVESTIMENTI – Parliamoci chiaro: per Pallotta la squadra di calcio è un investimento, anche se bisogna riconoscere che il finanziere di Boston è convincente quando afferma di essersi emozionato con questa squadra e questo sport. Dunque sarebbe irrazionale convincersi che non si voglia valorizzare il marchio, renderlo effettivamente uno dei più importanti in campo calcistico. I soldi investiti in questo tentativo sono stati tanti, altri 30 verranno prosciugati dal mercato di quest’anno e ancora 250 sono stati messi alla base della costruzione del maledetto stadio. Maledetto perché ancora si resta increduli all’idea che possa davvero essere realizzato, in una città che talvolta affossa i progetti più sani.
Pallotta non delega oltre, non a scatola chiusa. Si è reso conto che esportare in Italia il modello sportivo Usa non è semplice come esportare democrazia. Bisogna seguire con affetto, curare, innaffiare. (…)
Franco Baldini ci ha rimesso il posto, non importa se per libera scelta propria o altrui. C’era un direttore generale e adesso non c’è più. A quanto pare non punge vaghezza alla Roma di prenderne uno nuovo, non per il momento. Con un uomo in meno in formazione c’è più spazio per gli altri e si evitano le sovrapposizioni di zona che si erano più volte verificate. L’idea era mantenere un solo punto di riferimento: Walter Sabatini direttore di tutto. (…)
 
CHIAREZZA – In realtà il direttore generale vero e proprio, perlomeno per le questioni più lontane dal campo, sarà d’ora in poi Italo Zanzi. E’ già amministratore delegato e soprattutto lo ha messo lì Pallotta in maniera da avere una quinta colonna nel bel mezzo delle stanze di Trigoria. Quinta colonna niente affatto in incognito: legittimato dalla proprietà americana, con potere decisionale su diverse faccende finanziarie e strategiche. Oggi come oggi l’organigramma della Roma ha il merito di essere snello e chiaro, a parte qualche figura ridondante frutto della spartizione legale della società dopo l’era Sensi. Pallotta ha sentito dire che la voce del popolo vuole la Roma senza proprietario. Incredulo si è guardato allo specchio. E allora chi sarebbe quello lì?

Ecco come lavora Garcia: “Spogliatoio in mano ai saggi. Ama le star, in tv fa centro”

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FONTE: ANSA  (T. Giannotti)   Problemi nello spogliatoio? Rudi Garcia fa come il presidente del Consiglio: ”Nomina un gruppo di cinque o sei giocatori, li chiama il Consiglio dei saggi. Sono loro i suoi rappresentanti nello spogliatoio. Di tutte le decisioni, parla prima con loro”. Del nuovo allenatore della Roma parla un suo omonimo, Vincent Garcia, inviato de L’Equipe a Lille. Dal ritratto del giornalista suo grande frequentatore, emerge un allenatore che ama il 4-3-3 ma sa cambiare modulo in corsa, che ha il difetto di voler imporre sempre il suo gioco ma che e’ molto abile nella gestione degli uomini.

Tatticamente, in Italia, deve crescere. Il Rudi Garcia uomo, invece, e’ un quarantanovenne lanciatissimo che si presentera’ nella capitale da solo (e’ divorziato e ha tre figlie) ma con una fama di amante delle belle ragazze e dei riflettori. Con i giornalisti pare sia abilissimo: chi seguiva il Lille, con rarissime eccezioni, lo adorava. Il famoso ‘Consiglio dei saggi’, a Lille, aveva un uomo forte, Rio Mavuba, capitano e centrocampista anche con la maglia della nazionale. Lui era inamovibile, altri possono entrare e uscire dal ‘cerchio magico‘.

E’ toccato ad altri nazionali, come Benoit Pedretti, e a stelle come il belga Eden Hazard e soprattutto all’ex portiere dei Bleus, Mickael Landreau: ”Era il portiere della storica doppietta del 2011, campionato e coppa – racconta il Garcia giornalista – poi chiese di andare via e si mise contro il tecnico. Che a meta’ campionato gli ha preferito la sua riserva”. In generale, pero’, ‘‘quelli del ‘Consiglio’ li protegge davanti ai giornalisti, se deve dire qualcosa ne parla sempre prima con l’interessato”. E con gli altri? ”Se lo seguono, tutto e’ ok, ma se pensa che lo contesti e fai casino nello spogliatoio, diventa durissimo”.

Come tutti i tecnici ha i suoi preferiti, il brasiliano Tulio de Melo lo chiamavano ‘il figlio dell’allenatore’, racconta l’inviato, ”piu’ giocava male e piu’ era titolare”. Ma che succedera’ con Totti o De Rossi? ”Sapra’ portarli dalla sua parte – spiega il giornalista – lui ama le star, con Joe Cole e’ rimasto grande amico anche quando l’inglese ha lasciato Lille”. Il gioco? ”Non ti annoia mai, e’ piuttosto offensivo, vuole che la squadra giochi bene, ordina il possesso palla, il 4-3-3 (ma lo cambia anche in corsa) e un pressing alto stile Borussia, anche sul difensore avversario chiamato a impostare. Il recupero palla e il rilancio in verticale sono fondamentali per lui. A volte si ostina troppo, come ha fatto contro il Bayern in Champions: 0-1 ribaltabile all’andata, 6-1 al ritorno con la squadra a giocarsela come fosse una partita di campionato”.

Avvertenza importante per la difficile platea romanista: ”Puo’ metterci un po’ di tempo per ambientarsi. Ogni anno ad inizio stagione le sue squadre stentano, a novembre-dicembre iniziano a carburare, in inverno e primavera volano”. E la preparazione? ”Molto dura in precampionato e nella prima fase – spiega l’inviato de L’Equipe – poi diventa una seduta quotidiana molto leggera, quasi tutto pallone e recupero fisico in palestra”.

Roma e’ piazza difficile e l’Italia guarda anche molto l’immagine che passa in tv:Lui ha faccia tosta, in tv va benissimo, i giornalisti lo adorano, ridono con lui e lui li chiama fin dall’inizio col nome di battesimo”. Ama lo spettacolo e arriva a Roma sull’onda di immagini che lo hanno immortalato sui tappeti rossi del Festival di Cannes dove ha fatto la sua apparizione con una bionda mozzafiato di 22 anni piu’ giovane, Maud, eroina di un reality. ”Ama i riflettori”, dice il Garcia-giornalista, ”il suo miglior amico e’ un produttore di spettacoli, suona e adora la musica”. Suoi amici per la pelle erano i ragazzi di ‘Skip the use‘, gruppo rock francese della banlieue di Lille, con i quali passava molte serate.