STADIO ROMA ULTIME NOTIZIE – Gaetano Papalia, uno dei proprietari della Sais, la società che per tanti anni ha posseduto l’area di Tor di Valle e gestito le attività dell’ippodromo prima di cedere i terreni a Luca Parnasi ed alla sua Eurnova, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano per parlare della situazione dei terreni di Tor di Valle, dove dovrebbe sorgere il nuovo stadio della Roma. Queste alcune delle sue parole:
“Noi vogliamo semplicemente che si onori il contratto che abbiamo con Eurnova. Punto ebasta. Soltanto che questo contratto non è onorato da otto anni. La nostra società è fallita proprio perché Parnasi non ha pagato la caparra integrativa che doveva onorare”.
Il suo rapporto con Parnasi.
Quando riuscii ad ottenere l’interesse della Rima per Tor di Valle, Parnasi si trovò improvvisamente soggetto promissorio acquirente dell’area dove sarebbe sotto il nuovo stadio. Così mi chiese subito di trasferirgli la proprietà, anche se non poteva pagarla per intero. Per farmi accettare mi diede alcune garanzie, tra le quali, cosa che nessuno sa, il 50% delle azioni di Eurnova in pegno
Quindi lei sarebbe potenzialmente proprietario di Eurnova?
La Sais ha in pegno la metà di Eurnova. E questo fu fatto proprio per favorire quanto più possibile il progetto per lo stadio. Altrimenti non avremmo mai ceduto la proprietà dei terreni senza essere pagati. Il problema è che poi Eurnova ha pagato le rate mensili Fini a un paio di anni fa, versando complessivamente una ventina di milioni di euro. Ne deve ancora 23 o 24. E dovrebbe pagarli con i 50 milioni che pagherebbe Vitek. E qui nascerebbero i problemi. Perché Parnasi vorrebbe rilevare direttamente la Sais dal curatore fallimentare con poco più di 5 milioni (che otterrebbe da Vitek), risparmiando il resto del debito. Il tutto a danno dei soci di Sais che non avrebbero nessun utile. Noi a questo punto siamo stati costretti a chiedere di far valere una clausola risolutiva espressa presente nel contratto, che prevede che la Sais, in caso di mancato pagamento di almeno sei mensilità da parte di Eurnova, possa risolvere il contratto. Non abbiamo mai esercitato questa clausola per andare incontro alle esigenze di Eurnova, ed ancora di più della Roma e dello stadio. Ma non possiamo nemmeno consentire che si ledano i nostri diritti. Ed abbiamo trascritto in conservatoria questa nostra richiesta proprio per farlo sapere a Vitek, che comprando ora Eurnova rischierebbe poi di trovarsi senzaiterreni».
E perché vuole che Vitek sappia queste cose?
«Perché voglio facilitare la Roma al mille per mille. E le dico che se la Roma, il vecchio presidente, il nuovo, o Mauro (il vicepresidente Baldissoni, ndr), trovano una soluzione e mi chiedono di farmi da parte, io lo faccio. E ritiro la richiesta. Con noi sono sempre stati corretti. Non come Parnasi».
(Il Romanista)

Fate…famo, nessuno escluso…
Quante panzane!
È negli atti del comune di Roma una proposta firmata da Eurnova e SAIS per una compensazione edilizia a residenziale presentata dopo al stipula di un contratto tra Luca Parnasi e Papalia senza lo stadio.
Eurnova non ha versato 20 milioni, se tutto va bene ne ha versati due e per il resto si è accollata i debiti di SAIS, senza ovviamente poi pagare i creditori, banche, Agentrate, ecc. se il contratto venisse annullato i debiti ritornerebbero a SAIS o meglio al curatore fallimentare. Vedi che bel vantaggio.
Nel contratto di vendita non c’è nessuna clausola risolutiva espressa. In una scrittura privata del 2015 novativa del contratto è solo prevista una diversa modalità di pagamento con la facoltà del curatore fallimentare di risolvere il contratto se non vengono pagate più di sei mensilità. Bisognerebbe interrogarsi sul perché non lo abbia fatto.
Dopo il fallimento Papalia è estraneo alle vicende che deve gestire solo il curatore fallimentare.
La soluzione richiesta da Papalia è quella di essere pagato direttamente per ritirare la zeppa che lui ha messo, senza nessuna conseguenza sul fallimento SAIS.
A Tor di Valle lo stadio si poteva tranquillamente fare in procedura diretta demolendo e ricostruendo la SUL esistente, non era necessaria nessuna variante di PRG ecc. Quello che non si poteva prevedere era il famoso milioni di mc o anche i 500.000mc .
Luca e Pallotta sono morti per ingordigia o meglio per altre questioni debitorie di Luca che sarebbe troppo lungo spiegare.
Arfio, tu sembri molto addentro alla questione. Un possibile cambio di zona, passando da Tor di Valle a Tor Vergata, pur dandola vinta a Caltagirone, tu pensi sarebbe fattibile? perchè qua, Raggi o non Raggi, il rischio che poi i lavori vengano bloccati con i soliti mezzucci per anni io lo vedo molto molto concreto. Non sarebbe meglio tirare fuori la testa da questa tagliola e pensare semplicemente di spostarsi dove il sistema ti darebbe molti meno problemi? al limite anche Fiumicino sarebbe meglio…
si però le infrastrtture per arrivarci chi le pagava?
Sì, infatti. Co tutta a disistima possibile nei confronti de Omino Buffo & Friends, me faccio du’ domandine da semplice cittadino non addetto ai lavori. Quarcuno ha obbligato co na pistola aa tempia ben du’ consiji comunali e artrettante CdS a da’ a delibera de pubblico interesse e er via libera ar progetto dei proponenti? Credo a risposta sia no. Le decisioni prese da tali organi competenti contenevano irregolarità o peggio illegalità lampanti? Cakkio, penso che ste delibere siano state e più rivisitate daa storia dell’umanità, tra magistratura, avvocatura, politecnici e chi più ne ha più ne metta. A oggi nun me risurta nessuna violazione sull’iter, ma problemi legali individuali de arcune persone a esso legate, tra cui Parnasi. Artre come De Vito so’ già state prosciorte da ogni addebito (sempre individuale).
Sarebbe cosa buona e giusta, in un paese democratico e civile, sape’ perché se sta in questa situazione da anni, senza rigetto dee delibere fin qui prese, ma senza che manco se muova na foja ‘n direzione der via libera.
Il nuovo stadio deve essere a forma di Colosseo, il nuovo Colosseum, quello di Pallotta a confronto è na bagnarola sembra uno stadio da baseball, brutto non è ma da Romano e Romanista me aspettavo de mejo. Siamo la città che ha l’anfiteatro più grande e più bello al mondo, non dico che deve esse de marmo ma armeno qualche nicchietta mettemocela, al posto delle statue imperiali potremmo metterci quelle dei giocatori che hanno fatto la storia della ASRoma, chiamiamola riconoscenza.
A distanza di 2 secoli abbiamo la tecnologia dalla nostra parte, proviamoci, i cinesi ne hanno costruito uno a nido d’ape, noi possiamo fare meglio, il nuovo Colosseo…me vengono i brividi solo a pensacce!
Forza Friedkin!
Se c’hai i brividi coprete, che de sti tempi è meglio non scherzare…
Quanno se parla de Roma e de stadio non scherzo…pure se i tempi so cambiati…pure se qualche tifoso “sbiadito finto romanista” è cambiato.
criPtico, escludi Tor Vergata, è un’area pubblica con destinazione PRG a servizi pubblici e già destinata all’università.
In base alla legge sugli stadi dovrebbe essere il Comune a proporla con un bando pubblico, dandola in concessione per 99 anni al vincitore. Sarebbe in ipotesi un altro film.
A suo tempo l’advisor Cushmann aveva selezionato 10 aree idonee, le famose top ten, su un centinaio di proposte. Basta scegliere tra quelle già meglio urbanizzate, senza vincoli e con buona visibilità, il più vicino possibile all’aeroporto di Fiumicino, sempre però su Roma.
Fiumicino non va bene perché nel quadrante Ovest ha vincoli idrogeologici analoghi a Tor di Valle con in aggiunta l’obbligo di rispetto dei cosiddetti “coni di volo” visto che è confinante con l’aeroporto. Il terreno poi sprofonda e in questi anni è stato utilizzato poco o niente quando c’è la fila per la logistica.
Per fortuna anche tra i tifosi c’è qualcuno che vuole ragionare con la sua testa.
Quindi Tor Vergata avrebbe un eventuale accordo tipo quella della juve col comune di Torino…
quello che a me da sempre spaventa è che basta che se la sovrintendenza dei beni archeologici (o un’altro ente qualsiasi) decide di mettersi di traverso, l’opera si ferma per anni, che tanto a Roma un pezzo de mosaico o de ceramica lo trovi dovunque. Non è che il via libera ai lavori implichi necessariamente che gli stessi non possano venire poi fermati da un qualsiasi ricorso al TAR. E sappiamo bene, Parnasi docet, che per quanto ungi, c’è sempre qualche altro in fila per la sua fetta di torta. E’ per questo che alla fine mi chiedo se non valga la pena (da tifoso, non da cittadino schifato), turarsi il naso e darla vinta a chi tanti ostacoli non li avrebbe trovati. A fronte di ecomostri vari già esistenti, a fronte del fatto che il privato dovrebbe fare tutte le opere pubbliche che il comune non ha soldi per fare, è inutile pensare di fare i puri e non capire che le compensazioni siano il vero business. E stare lì a dare degli speculatori a chi ovviamente da un’operazione del genere cerca di guadagnarci, vuol dire non avere contatti con la realtà, perchè non esiste Babbo Natale e uno stadio lo avremo solo se qualcuno potrà mangiarci sopra. Detto questo, a Pallotta gli hanno fatto il classico paccotto, e possiamo solo sperare che gli consiglierà Friedkin sullo stadio sia un po’ meno disonesto e gli faccia capire subito cosa si può e cosa non si può fare a Roma
Virginia dove sei? Sta arrivando non scappare.
Caro Cattivik, non è stata una pistola ma argomenti ben più convincenti, De Vito è stato rinviato a giudizio insieme ad altri consiglieri, funzionari del comune e l’assessore delle Regione Lazio.
Il reato penale viene facilmente perseguito quando consumato e la procedura si è fermata al Comune alla sola dichiarazione di interesse pubblico, per evitare di portare i reati a compimento visto che le illegittimità sono ormai note a tutti, anche ufficialmente, con le osservazioni presentate alla pubblicazione della variante di PRG, alla quale il Comune dopo un anno e mezzo ancora non ha risposto quando aveva 30 giorni di tempo.
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.