Perotti centravanti arretrato alla Totti: mossa giusta

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EMPOLI, ITALY - FEBRUARY 27: Diego Perotti of AS Roma in action during the Serie A match between Empoli FC and AS Roma at Stadio Carlo Castellani on February 27, 2016 in Empoli, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

AS ROMA NEWS – Velocità, tecnica, idee chiare: questa è la Roma di Spalletti. Non più un gruppo di uomini in totale confusione, come nell’ultimo periodo di Rudi Garcia, ma una squadra che, schierata con il classico 4-3-3, dimostra di avere qualità d’alta classifica. Impressiona soprattutto il pressing a tutto campo dei giallorossi, e in questo caso si vede come i reparti siano sempre molto compatti, tutti i giocatori si aiutano tra loro, e strappano applausi i frequenti duetti tra Pjanic e Perotti.

DOPPIO LAVORO – Proprio la posizione di quest’ultimo è la chiave del nuovo corso romanista: al centro dell’attacco, si muove come un centravanti arretrato, attacca gli spazi quando si deve «allungare» la retroguardia avversaria e si ferma a dialogare con i centrocampisti favorendo gli inserimenti laterali di El Shaarawy e Salah ogni volta che si decide di affondare partendo dall’esterno. Perotti è abilissimo a interpretare questo ruolo che, una volta, fu di Totti. Proprio così: il capitano, nella prima Roma di Spalletti, si muoveva in questa posizione, stava nel cuore della manovra, arretrava e lanciava con precisione millimetrica. Perotti non ha la stesse qualità tecniche di Totti, ci mancherebbe altro, però dà un contributo importante anche in fase difensiva: e questo aspetto rende molto felice Spalletti, sempre alla ricerca del perfetto equilibrio tra fase di possesso e fase di non-possesso. Gli attaccanti della Roma sono i primi a tentare il recupero del pallone: così nasce il pressing superoffensivo.

INTESA – La Roma è corta (38,8 metri) e stretta (47,9 metri). E grazie a questo atteggiamento ha la possibilità di effettuare molti recuperi: in totale sono 65 (contro i 55 della Fiorentina). A primeggiare in questa specialità è Pjanic con 9 palloni rubati agli avversari, ma anche Perotti si fa notare: 4 interventi positivi. I due, che s’intendono a meraviglia, dimostrano grande precisione nei passaggi: solo 4 errori su 28 appoggi per Perotti, la miseria di 8 errori su 68 tocchi per Pjanic. Inoltre, e questo è il dato che maggiormente incide, la coppia giallorossa crea 8 occasioni da gol (4 a testa). Sono loro, con i continui movimenti nella zona calda del campo e i rapidi triangoli, a far saltare il dispositivo difensivo della Fiorentina. La loro azione, questo va detto, è facilitata dalla doppia sostituzione di Borja Valero e Vecino cui Sousa è costretto già nel primo tempo, ma restano negli occhi certi fraseggi tra Pjanic e Perotti che illuminano l’Olimpico e fanno sognare la Roma. Non si vincono per puro caso sette partite consecutive.

(Gazzetta dello Sport, A. Schianchi)

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2 Commenti

  1. Ovviamente nella prima Roma spallettiana, in quella posizione li Totti,aveva più senso del gol e della giocata, ma Diego è impressionante, per corsa e dinamismo e ha anche una tecnica di tutto rispetto, si inizia poi ad inquadrare la porta, so dolori amari,per gli altri.

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