Quando Maicon sbeffeggiò Benitez (con Mourinho)

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AS ROMA NEWS (IL MESSAGGERO)  – Maicon non vede l’ora di tornare in campo. La favola del campione ritrovato si è interrotta bruscamente al 35’ del primo tempo di Sampdoria-Roma. Una fitta alla gamba che in un colpo solo ha fatto perdere il ritorno da ex a San Siro contro l’Inter e le due amichevoli della Seleçao con Corea del Sud e Zambia. Un colpo basso per il morale del brasiliano che però ha già voltato pagina. A Trigoria lo dipingono come la più classica delle tigri in gabbia, vogliosa di riprendersi il posto e con questo il tempo perduto.

Curiosità vuole che il suo rientro dal primo minuto coinciderà con l’arrivo del Napoli di Benitez. Non tanto per i partenopei,  quanto per il tecnico spagnolo. Che non corresse buon sangue tra la vecchia guardia interista e l’allenatore (successore di Mourinho dopo il triplete del 2010) è cosa nota. Sensazione avvalorata ancor di più dal siparietto – con protagonisti proprio Maicon e lo Special One – andato in scena lo scorso anno. E’ il 23 novembre: il brasiliano, trasferitosi al Manchester City, ha appena affrontato il Real Madrid. Nel tunnel dell’Etihad Stadium incrocia il tecnico portoghese. I due si scambiano abbracci e ridono a crepapelle. Il destinatario delle loro risate indovinate chi è? Proprio il buon Rafa.

Le telecamere dell’emittente spagnola La Sexta Deportes riprendono la gustosa scenetta in cui Maicon comunica al suo ex allenatore che Benitez andrà ai Blues: «Hai visto, il tuo amico è il nuovo tecnico del Chelsea». E Mou, prima fa finta di essere stupito – «Chi, il ciccione? Davvero?» – e poi lancia la stoccata: «Ora ci vorrà andare anche Materazzi come suo assistente», facendo riferimento al difficile rapporto tra l’ex difensore e lo spagnolo. A quel punto entrambi scoppiarono a ridere, complici, prima di salutarsi con un caloroso abbraccio. Ma che il feeling tra Maicon e Benitez fosse scarso era noto anche nel 2010. Nel momento più difficile dell’esperienza del tecnico sulla panchina milanese, il terzino uscì allo scoperto con dichiarazioni non certo concilianti: «I KO? Non sono certo frutto delle numerose assenze»

 

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