NOTIZIE AS ROMA – Ormai si potrebbe soprannominare “Tour di Valle”, visto che l’area su cui dovrebbe sorgere il nuovo stadio della Roma si è trasformata in una specie di vetrina, in cui far sfilare giornalisti, politici e dirigenti. L’ultimo illustre passaggio è toccato a Virginia Raggi, che spiazzando un po’ tutti, ha deciso ieri mattina – poche ora prima della presentazione del nuovo progetto dello stadio della Roma da parte dei progettisti di Eurnova – di visitare la zona, per un sopralluogo improvviso, che ha spiazzato sia la Roma che l’entourage del costruttore Luca Parnasi. Un segnale letto comunque come positivo: a distanza di poco più di due mesi dall’intesa tra il club giallorosso e la sindaca M5S sulla base di un progetto rivisitato che prevede la scomparsa delle tre torri di Libeskind, l’inquilina del Campidoglio ha deciso di dare un’occhiata di persona alle condizioni di Tor di Valle. Approfittando del fatto che l’area è piuttosto vicina alla sede dell’assemblea degli azionisti di Acea, Raggi si è fatta accompagnare dal suo staff lì dove dovrebbe sorgere l’impianto sportivo.
La visita della prima cittadina arriva a ridosso dell’importante decreto legge approvato dal Senato (“disposizioni urgenti in materia finanziaria”), soprannominato “norma salva Roma”. Con questa novità legislativa, i si facilita la realizzazione di nuovi stadi, grazie a un sostanziale snellimento burocratico (la conferenza dei servizi potrà costituire adozione di variante allo strumento urbanistico comunale) e, soprattutto alla possibilità di prevedere nel progetto anche la costruzione di immobili con destinazione d’uso diversa da quella sportiva, “complementari e/o funzionali al finanziamento e alla fruibilità dell’impianto”. La norma modifica la legge sugli stadi del 2013, facendo sparire il passaggio precedentemente specificato riguardo a una “esclusione della realizzazione di nuovi complessi residenziali”. Questo non vuol dire dare il via a una cementificazione selvaggia, ma sembra almeno agevolare i prossimi passaggi del progetto giallorosso. Ieri il nuovo progetto è stato finalmente depositato negli uffici dell’Eur del dipartimento Urbanistica. A questo punto l’iter è già fissato: entro il 15 giugno, il nuovo masterplan passerà prima per le commissioni consiliari competenti (urbanistica e trasporti) e poi nei municipi interessati, ex circoscrizione IX in testa. A quel punto, dopo aver messo nero su bianco eventuali osservazioni e modifiche, toccherà di nuovo alla giunta riunirsi su Tor di Valle. La delibera del team Raggi verrà quindi portata in aula Giulio Cesare, all’attenzione del presidente dell’assemblea capitolina Marcello De Vito (che proprio ieri si lamentava per conto del Comune di non aver ancora ricevuto tutta la documentazione dai proponenti) e della maggioranza grillina. A quel punto rimarrà da superare soltanto lo scoglio del voto in consiglio comunale.
(La Repubblica, L. D’Albergo – F. Ferrazza)


Nella Selva di Tor di Valle è facilissimo entrare. Difficile è uscirne fuori. Raggi è rimasta ancora intrappolata dentro, attratta da quella specie di giardino di Ninfa, colorato di fiori ammalianti, profumato di inebriate essenze orientaleggianti, popolato da splendide Amazzoni che t’invitano a condividere con esse una vita libera e assoluta nella sua purezza primordiale.
A quanto si dice – la Raggi sembra non abbia intenzione alcuna di tornare nei bui corridoi del Campidoglio. A ogni invito ha risposto – “questo paradiso non si tocca! La tribuna sarà la mia nuova reggia. Tenetevi Roma e dite a Parnasi che lo Stadio lo facessero a Focene!!!”
Eh, carissimo Amedeo, finalmente la nostra Sindaca ha scoperto una delle tante periferie romane in completo degrado. Ci ha messo ben 10 mesi; chissà poi se accompagnata in macchina si sarà anche resa conto delle condizioni in cui versano le tratte interessate della Via del Mare e dell’Ostiense che, a quest’ora, avrebbero già visto i lavori in corso per la sistemazione e allargamento. MA CHI l’HA ELETTA A QUESTA QUA?
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.