Roma, alla caccia del trofeo sparito

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NOTIZIE ROMA CALCIO – Il rapporto tra la Roma e la Coppa Italia è sull’orlo di una crisi di nervi, non funziona più come un tempo. Passare dallo status di signora della coppa (sette vittorie nella gestione da Viola a Sensi, arrivando a nove in totale, seconda alle spalle della Juve, che ne ha vinte 13), a (quasi) anonima partecipante, porta inevitabilmente a un trauma.

Dal maggio del 2008, questo trofeo non viene più alzato dalla Roma e il fatto che la dirimpettaia Lazio ne sia diventata padrona, brucia ancora di più. Come dire: bisogna darsi una svegliata, specie dopo le ultime delusioni, ovvero le eliminazioni premature (e traumatiche) con Spezia (Garcia) e Torino (Di Francesco). Brucia ancora di più ricordare come la Roma, negli ultimi anni, in finale ci sia anche arrivata, ma il caso ha voluto che l’avversaria di quel 26 maggio 2013 fosse la Lazio e sempre il caso (?) ha voluto che a vincerla fosse proprio la Lazio.

La Coppa Italia, si sa, per i club conta quasi zero, perché non porta soldi ed è forse per questo che la Roma, provando a puntare più in altro, riuscendoci a corrente alternata, non sia più riuscita a essere protagonista nella Coppa Nazionale, alla quale almeno i tifosi, quantomeno quelli della vecchia generazione che hanno goduto di successi sotto la presidenza Viola e quella dei Sensi, tengono in particolar modo, al di là dei guadagni che (non) produce. Ci tengono perché vincere è sempre bello, anche se non sarà l’unica cosa che conta.

La Roma Usa deve sfatare questa sorta di maledizione, visto che dal primo anno americano a oggi ha maturato solo delusioni. Stasera c’è il Parma, il primo appuntamento di Coppa Italia per la Roma fonsechiana, la terza partita del 2020, finora ne ha perse due su due nel nuovo anno (Torino e Juve). Si gioca in gara secca, dentro o fuori: è un ottavo di finale.

Parma arriva a soli tre giorni dalla trasferta di Genova contro il Genoa e in più nella giornata successiva c’è il derby. Momento cruciale, uscire stasera non sarebbe il caso, non verrebbe presa bene dalla piazza che, come detto, aspetta un successo dal 2008. Una vita fa.

Fonseca ne è consapevole. “È una competizione che giochiamo con grande ambizione ed è un a partita importantissima per noi“. Gioca Kalinic in attacco, forse torna Santon al posto di Kolarov e Kluivert insidia Perotti. Under sotto esame, aspettando Politano che scalpita.

(Il Messaggero, A. Angeloni)

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5 Commenti

  1. …che articolo del menga… angeloni ma che fai colazione col cognac la mattina?…una competizione svilita e che non produce incassi (lo dice lui), gestita con una formula cervellotica e anche clientelare…la iozal adrem ne è diventata padrona?…ma ‘ndo vivi?…una cosa c’è da dire, nella formazioane che giocò contro lo spezia c’erano pjanic, salah, rudiger, emerson palmieri…però è “corpa de ballotta l’ammeregano si nun amo vinto”…vero?…

  2. Se stasera vinciamo, e io lo spero più per il morale che per altro, infatti in caso di risultato negativo inizierebbero i processi a Fonseca, comunque nel prossimo turno giocheremmo ancora una volta in trasferta questa volta a Torino sponda rube.
    Chances poche.

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