Roma come rimpianti: quanto oro buttato via

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AS ROMA NEWS – Che cosa si è persa la Roma. Chissà che storia sarebbe stata, se questo 2016 non fosse iniziato storto come s’era chiuso il 2015. Le rimonte, il Chievo, il Milan, il Verona, Edin Dzeko, Rudi Garcia, Umar SadiqGervinho, un pizzico di Antonio Rüdiger: si rischia il torcicollo, a forza di guardarsi indietro. Sei punti di meno, ecco il regalo amaro del 2016. Mettili oggi, la Roma sarebbe terza, la Juventus giusto un punto più su, il Napoli a tiro di una vittoria: rimpianti e rimonte, il trend che ha tirato fuori De Rossi e compagni dalla corsa scudetto.

MENO CENTRAVANTI Giochino semplice attraverso il quale magari si rischia pure di finire fuori strada. Però è un fatto che la Roma riesca con grande facilità a farsi male da sola. Sono sei le rimonte pesanti subite dalla Roma in questa stagione. Tre di fila vale un record negativo. Vale un passo indietro grande così in classifica. Vale un esonero, almeno Chievo e Milan hanno sfilato la panchina a Rudi Garcia. E il rigore di Pazzini ha rovinato l’esordio di Luciano Spalletti. Ancora un altro clic. Ancora un altro blocco mentale, perché è così – molto che più che con l’aspetto fisico, che pure è deficitario – che si spiega la retromarcia giallorossa. Sei punti in meno, forse pure due centravanti in meno. Prendi Umar Sadiq: non era certo lui l’uomo della provvidenza, non era l’uomo a cui aggrapparsi inseguendo un campionato di vertice, rispedito in panchina dopo due pareggi e prestazioni comunque dignitose, non decisive. Il presente allora è tornato Dzeko. È un bosniaco accartocciato su stesso, come uno studente che all’improvviso smette di leggere, non sa più da dove iniziare per impostare la sua giornata di studio. Bastava un clic, anche qui. Bastava metter dentro una delle 4 occasioni contro il Verona, per guardare ora con occhi diversi al suo rendimento, magari pure alla partita di domenica con la Juventus.

REBUS DIFESA Sarebbe bastato poco per trattenere a Roma Gervinho, la cui partenza ora viene benedetta in nome degli euro. Ma i punti? I punti lasciati sul campo per gli esperimenti? Necessari magari, perché così è stato dipinto il rientro di Castan. Peccato che in panchina sia finito l’uomo più in forma della difesa, quel Rüdiger che infinitamente meglio di Manolas aveva fatto tra Chievo e Milan. Alla fine il conto lo paga la Roma, scivolata indietro a colpi di rimonte, di assist mal sfruttati, di negligenze quasi annunciate. Soprattutto qui deve lavorare Spalletti.

(Gazzetta dello Sport, D. Stoppini)

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2 Commenti

  1. ma come si fa a dar via gervinho l unico che ti fa la differenza in attacco.
    sono senza parole…e poi per prendere mezze figure. Ma ci stiamo rendendo conto ?
    mercato da squadretta di mezza classifica senza alcuna pretesa.
    e comunque al 20 gennaio (sapendo gia da almeno ottobre che dovevamo intervenire) tutto fermo….ma forse con questi nomi che circolano è meglio cosi.
    Il terzo posto lo vedremo con il cannocchiale.

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