AS ROMA NEWS – Scalare una montagna e ricrollare giù a un passo dalla vetta. La Roma resta un’eterna incompiuta: anche quando, come sabato sera o il 15 ottobre 2014, dimostra di aver raggiunto il livello della Juventus ma si fa comunque battere. Una volta l’arbitro Rocchi, un’altra Higuain, c’e sempre un fattore a impedire il colpo di Stato contro la «dittatura» bianconera. Chiunque prova a ribellarsi viene respinto: in sei anni Roma e Napoli, le uniche avversarie credibili della capolista, hanno perso tutte le partite giocate nello Stadium torinese. Dodici sconfitte più una in Coppa Italia dei giallorossi.
Una sentenza. Ma Spalletti prova a non arrendersi. E pensa positivo guardando altri numeri della gara di sabato: nessuno aveva lasciato alla Juventus appena il 39.8% di possesso palla, i giallorossi hanno tirato in porta 10 volte contro le 7 dei bianconeri, ma centrando la porta solo in 2 occasioni contro le 6 della squadra di Allegri. Inoltre la Roma ha fatto 167 passaggi in più dei rivali, quindi sommando tutto si può dire che abbia guidato il gioco ma in modo troppo sterile. E da ieri il miglior attacco ce l’ ha il Napoli.
A Trigoria l’allenatore ha voluto tenere la squadra sul pezzo: «Ce la siamo giocata alla pari – il pensiero del tecnico – abbiamo perso solo nei duelli fisici». Seppure i numeri dicono che Rudiger & Co. hanno commesso un fallo in più (17 a 16) e le lotte sui palloni alti sono finite in perfetto equilibrio. Ma che la Juve abbia più fame e furbizia nei momenti cruciali è confermato. Un esempio perfetto è l’azione del gol di Higuain, dove sbagliano due leader come De Rossi e Manolas. Spalletti crede che abbiano inciso molto di più i loro errori piuttosto che la prestazione timorosa di Gerson, l’uomo su cui si è concentrata la critica più feroce. II toscano voleva sfruttare il suo palleggio per gestire la prima parte di gara frenando Alex Sandro e poi tentare di vincerla con Salah. Il piano non è riuscito e la colpa sicuramente non può essere del ragazzino brasiliano. Un capitolo a parte lo merita Strootman: il gol nel derby è solo una parentesi dentro la crisi dell’olandese. A Trigoria si aspettavano questo calo fisiologico dopo due anni di stop, ma senza la «lavatrice» al 100% non si va lontani.
Ora la Roma deve stringere i denti col Chievo in formazione rimaneggiatissima e poi recuperare uomini ed energie nella sosta natalizia, «perché il discorso scudetto – giura Spalletti – non è chiuso». D’altronde guardare avanti è il modo migliore per non farsi riprendere dal Napoli e le altre inseguitrici. Le forze fresche di Mario Rui e Vermaelen, unite a un paio di acquisti (Rincon in pole) possono tamponare la sicura assenza di Salah. Per tornare a sognare, invece, è necessario che i «dittatori» di Torino rallentino un po’.
(Il Tempo, A. Austini)


Non prendiamoci in giro. Si gioca x il secondo posto. Chi parla di scudetto è stupido o in malafede.
Sono già due giorni di autoflagellazione, di cerca di capri espiatori, di accuse all’arbitro, al sistema, al caso…
e basta!!
La Roma non ha perso perché Spalletti, o qualche giocatore, ha sbagliato.
Ha perso perché la Juve attualmente, in casa specialmente, è più forte. Ha (alcuni) giocatori più forti.
Sa di esserlo e ha quindi anche la mentalità giusta.
Punto.
Parliamo di Higuain che fa un gol spaventoso, di tecnica e potenza. Ma parliamo anche di Mandzukic, semplicemente impressionante per impegno e fisicità in ogni parte del campo.
Parliamo dei suoi centrali, che hanno annulato Dzeko sul piano fisico (e non stiamo parlando di Gerson… leggerino).
Questo non significa arrendersi, ovviamente.
Ma magari cercare di rinforzarsi.
E occhio al chievo… che sa difendere.
That’s the spirit (come direbbe Pallotta…) !
Pollicione in su. C’è solo l’AS ROMA.
Le grandi squadre si vedono anche quando perdono, e la Roma, domenica sera, ha comunque perso da grande squadra.
Si sta facendo un ottimo lavoro, con passi, piccoli – è vero (questa è la sola mia critica a Pallotta e soci), comunque sempre più avanti, nell’allestimento di una Società strutturata e solida, con dirigenti di livello, una squadra competitiva per l’alta classifica, grandi calciatori e un tecnico eccellente. La sensazione è sempre quella di una Roma, pur fra aggiustamenti vari, sempre attiva e soprattutto in evoluzione continua. Anche quest’anno, infatti, acquisiremo l’ingresso in CL.
Lo Stadio è lo snodo cruciale. Da questo punto fisso, e vitale, passa tutto il progetto dell’AS Roma attuale.
Buongiorno a tutti e SEMPRE FORZA ROMA!!
Non credo alla politica dei “piccoli passi” dal 1983 ad oggi abbiamo vinto la miseria di 2 scudetti e per 15/20 volte siamo arrivati secondi o terzi…forse occorrerebbe una svolta epocale , quella dei “grandi passi” quella che Pallotta non potrà mai darci.
Ottimo Nome:
Lancia un’OPA,comprati la ASR,porta avanti tu il Progetto-Stadio
e guidaci tu verso la Gloria Eterna.
Per 15/20 volte siamo arrivati secondi. Ti sei risposto da solo. Un fatto senza precedenti in nessun altro sport, al mondo. La svolta epocale sarebbe quella di un calcio più pulito che permetta alla Roma, e a chiunque, di vincere lo scudetto quando lo merita, come nel 1981, nel 1986, 2004, 2008 e 2010.Con 8 (o anche 7, o 6) scudetti in bacheca staremmo tuttu più sereni, anche tu..
Come ogni fenomeno eccezionale anche quello rubentino è destinato a esaurirsi. Quello che mi preoccupa di più è l’ingresso dei cinesi al Milan e all’Inter che aumenteranno esponenzialmente la loro capacità di fare mercato. Temo che nei prossimi anni saranno loro, oltre alla Juve, le avversarie da tenere d’occhio. Mi chiedo se Pallotta sarà in grado di contrastarli…
Tutto giusto, ciò che dici. I debiti di Milan e Inter sono tuttavia troppo elevati per un rientro immediato a grandi livelli. Sul Milan, poi, le cose sono ancora in alto mare. Trattasi di investitori nel vero senso della parola, non di scialacquatori arabi o russi. La Roma, come il Napoli, secondo me, è più avanti per almeno un altro paio di anni ancora. Bisognerebbe approfittarne.
Il limite della as Roma, articoli come questo, che fanno credere che la Roma è dipendente da un giocatore come Salah ( nella juve sarebbe una terza/ quarta riserva) che la Roma non può prescindere da lavatrice strootman, siamo arrivati secondi e terzi senza di lui. Dobbiamo fare il salto di qualità e la società deve continuare a lavorare per colmare questo gap. Spalletti Ha fatto chiaramente capire che ci sono anche altre squadre attrezzate a competere. Oltre al Napoli, che alla fine si autofinanzia, come dice “ma che..” Inter e Milan sono già rientrate nel giro delle big. Sono di fatto due potenze finanziarie più della Juve e forse di qualsiasi altro club, premier league conpresa, il fatto che abbiano debiti non lintralcerà di certo il loro progetto. Solo lo Stadio ci renderà…
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.