Roma gol-dipendente

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NOTIZIE AS ROMA (IL MESSAGGERO, U. TRANI) – La miglior difesa, non più il miglior attacco. La Roma seconda, pur restando equilibrata tatticamente, sta rallentando perché davanti le cose non vanno come dietro. In controtendenza con la storia del nostro calcio. Da più di un mese manca la vittoria, 31 ottobre, gara casalinga contro il Chievo. Ma ancora prima, da 6 partite, 18 ottobre, scontro diretto con il Napoli, qualcosa è cambiato. Quella notte, con i giallorossi all’ottava vittoria di fila, è uscito di scena Totti sullo 0 a 0. Pjanic segnò le due reti del successo, entrambe su calcio piazzato: punizione e rigore. L’involuzione è davanti agli occhi di tutti e quindi anche di Garcia. Solo 5 gol in 6 match. L’attacco, da primo del torneo, ora è quinto: l’Inter, il Napoli, la Juve e la Fiorentina hanno un raccolto superiore.

REGISTA E FINALIZZATORE – Il parere di Pjanic, in un’intervista a Sky, rende bene l’idea di quanto la Roma abbia bisogno del suo uomo più rappresentativo: «Totti per questa squadra è qualcosa di speciale. Non è facile giocare senza il nostro capitano. Quando non c’è ci comportiamo diversamente. Perdiamo il calciatore più forte della squadra. Non voglio dire che perdiamo la sicurezza. C’è però l’abitudine ad averlo sempre in campo. Se manca, non abbiamo il punto di riferimento. Tutte le palle passano per lui. Se non c’è, la Roma ha un altro gioco. E’ dunque importante, anche se poi abbiamo dimostrato che possiamo fare bene pure senza di lui. Siamo lo stesso riusciti a vincere alcune partite ». Totti fa la differenza per la sua unicità. I compagni lo cercano quando sono in difficoltà e, ovviamente, lo trovano. Disegna calcio per gli altri e comunque per la squadra. E, come dicono le cifre pure in questa stagione, diventa il finalizzatore principale. Florenzi è ancora il miglior marcatore con 4 reti. Ma con 14 presenze. Il capitano 3 gol in 8. La media realizzativa degli altri attaccanti è inferiore: Gervinho conta 3 gol e 10 presenze, Ljajic 3 reti in 11 gare e Borriello 1 gol in 11 match. Senza Totti, insomma non è la stessa cosa.

OCCHIO ALLE STATISTICHE – La Roma di Capello, stagione 2003-2004, si piazzò al secondo posto nonostante lamiglior difesa e l’attacco più prolifico. Questo per dire che non esistono più certezze assolute per andare a dama. Ma gli ultimi due scudetti della Juve, con Conte in panchina, confermano al tempo stesso che in Italia è il reparto arretrato a fare la differenza. In entrambi i tornei i bianconeri non sono stati i primi come attacco, ma dietro sì. In Italia spesso finisce in questo modo: è successo 8 volte negli ultimi 10 campionati. Precedenti che danno forza al lavoro di Garcia: i giallorossi, oltre a essere imbattuti, hanno incassato solo 4 reti (in Europa proprio il Lille, ex squadra diRudi che è seconda come la Roma, ne ha presi lo stesso numero e addirittura in 16 partite). E’ lo spirito del gruppo che sta dimostrando attenzione e partecipazione in tutti i suoi interpreti.

JULIO SERGIO SALUTA – Totti corre, fa i gradoni e calcia, ma difficilmente sarà in panchina domenica per la gara con la Fiorentina. Anche Balzaretti è out: si allena a parte e guarda al Milan, come il capitano, trasferta a San Siro del 16 dicembre. Pjanic interrompe in anticipo l’allenamento: per precauzione. Ok De Rossi e Destro. Intanto Julio Sergio rescinde il contratto (scadenza 30 giugno 2014) e ringrazia tutti: il portiere brasiliano, 35 anni, era arrivato a Trigoria nel gennaio del 2006.

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