Pari e contenti? E’ il germe della mediocrità

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GIALLOROSSI.NET (A. Fiorini) – Finisce uno a uno questo derby dei poveri. Un risultato che nel punteggio e nei modi ricorda quelle stracittadine di qualche tempo fa, quando Roma e Lazio lottavano unicamente per arrivare l’una sopra l’altra, e basavano un’intera stagione sul risultato del derby. Siamo lontati anni luce dai Roma-Lazio stravinti da Capello, ma anche di quelli (alcuni persi, altri vinti) di Spalletti. Perfino quelli di Ranieri, autentica bestia nera dei laziali, ci sembrano un vago ricordo.

La Roma di ieri ha fatto una pessima impressione. Il primo tempo è stata a tratti dominata da una Lazio modesta, priva di alcuni uomini cardine, ben lontana dalla condizione migliore. Nella ripresa il rigore sbagliato da Hernanes ha dato una piccola scossa che è servita a trovare il gol del pari. La Roma però non ha avuto la forza di assestare il colpo di grazia ad un avversario in evidente difficoltà, soprattutto dopo l’espulsione di Biava. I ragazzi di Andreazzoli sono stati timidi, paurosi, bloccati dal terrore di poter perdere il quarto derby di fila nonostante la superiorità numerica. L’unico a provarci è stato, come sempre, Francesco Totti. Viene da domandarsi dove sarebbe oggi la Roma senza di lui.

Ma la il segnale più avvilente è la mediocrità a cui il tifoso si sta abituando. Lo si percepisce a fine gara, quando capita di sentire addirittura qualcuno tirare un sospiro di sollievo per aver portato a casa un punto. Uno speaker radiofonico ieri sera, al termine della gara, parlava addirittura di “terrore” sull’ultimo calcio d’angolo battuto dalla Lazio. E si compiaceva del fatto che la Roma, con questo pari, potrebbe aver superato il complesso dei derby persi in vista della possibile finale contro i cugini.

Ma non c’è da sorprendersi che qualcuno possa pensarla così, se poi a fine partita è lo stesso tecnico della Roma ad ammettere pubblicamente di aver avuto paura di perdere questa stracittadina. Altro che mentalità vincente.  La sensazione è che la gente stia cominciando ad abituarsi a questa mediocrità, ad una squadra che naviga al settimo posto in classifica da tre anni, senza più stimoli e obiettivi da raggiungere in campionato. E se perfino un pareggio con questa Lazio, dopo tre derby persi, viene accolto con soddisfazione, bisogna cominciare davvero a preoccuparsi.

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