Stadio Roma, Caudo scrive a De Vito: “Il nuovo progetto porta evidenti vantaggi al proponente”

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AS ROMA NEWS – Giovanni Caudo, ex assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, ha pubblicato sul proprio profilo Facebook una lunga lettera indirizzata al Presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito. Queste le sue parole:

On. le Presidente, nei prossimi giorni arriverà in aula Giulio Cesare la delibera con la quale si conferma la dichiarazione di pubblico interesse sull’intervento urbanistico nell’area di Tor Di Valle, il cosiddetto “Stadio della Roma”. La decisione di Giunta in oggetto la cui approvazione fa seguito ad atti di indirizzo, memorie di giunta, traduce ora i termini dell’accordo con i promotori privati in atto deliberativo che sostituisce il precedente, quello votato il 22 dicembre del 2014 dall’Assemblea che ora Lei presiede.

La rivisitazione del progetto, come riportato nella delibera e nei documenti, “è stata formulata dai proponenti sulla base di quali opere fossero ritenute di interesse generale a seguito del nuovo quadro di indirizzi programmatici espressi nella Memoria di Giunta 48/17” e ha ridotto l’ammontare delle opere di interesse generale da 195 milioni a 80,6 milioni di euro. In alcuni casi si è operata la cancellazione, ad esempio il contributo a carico del privato di 50,5 milioni di euro per il trasporto pubblico su ferro, o semplicemente si sono escluse dal computo delle opere, come il ponte sul Tevere e il raccordo con l’A91, la Roma-Fiumicino, che però continua ad essere presente nei disegni e considerato essenziale per la sostenibilità trasportistica dell’intervento. La cancellazione o l’esclusione di queste opere è avvenuta con atto unilaterale da parte della giunta sulla base di specifici obiettivi di indirizzo politico e ora l’Assemblea Capitolina si appresta a confermarli.

Richiamo la sua attenzione sull’esito che il deliberato contenuto nella decisione di giunta può comportare ai fini dell’espressione della pubblica utilità. Infatti mentre si pone all’origine di tale scelta il taglio delle cubature del cosiddetto Business Park nella misura del 50% non si considera:
che la riduzione reale della cubatura sull’intero intervento è del 40% (Sul, da 354.000 mq a 212.000 mq) mentre la riduzione delle opere di interesse generale è del 60% (da 195 milioni di euro a 80,6 milioni di euro). Disparità che si traduce in un maggior profitto per il proponente (a seguito della minore incidenza del costo degli oneri per opere pubbliche per metro quadro di Sul) che si può stimare nell’ordine di oltre trenta milioni di euro.
Che, avendo sostituito i grattacieli con tipologie a palazzina, con minor costo di costruzione e riduzione degli oneri finanziari, andava ricalcolato il valore di trasformazione (805,5 €/mq) – sulla base del quale si determina la volumetria ammessa (che ricordo è determinato con un apposito regolamento comunale). Prudenzialmente, si può stimare che la volumetria in eccesso sia almeno pari al 15% (almeno 15.000 mq e per un valore -calcolato solo sulla base del valore equivalente- di almeno 12 milioni di euro). Anche in questo caso, rispetto alla delibera vigente, il nuovo testo determina un vantaggio per il privato.
Che l’adeguamento del trasporto su ferro nella stazione di Tor di Valle, viene conseguito (peraltro solo con l’acquisto di qualche unità di treno) destinando a questo fine le risorse economiche derivanti dal contributo costo di costruzione che il privato è obbligato a riconoscere al comune e che nella delibera 132/2014 restavano in parte nella disponibilità del Comune; pertanto la patrimonializzazione pubblica risulta ancora ulteriormente ridotta e invece il profitto del privato ancora più accresciuto.

La rivisitazione del progetto così operata configura dei chiari ed evidenti vantaggi al proponente in termini di accresciuti profitti, stimati in diverse decine di milioni di euro. Si consideri poi che questo maggiore vantaggio per il proponente avviene a fronte di una sostanziale riduzione per Roma Capitale della patrimonializzazione in opere che consolidano il pubblico interesse. Si tratta chiaramente di un fatto importante che deve essere oggetto di attenta valutazione e che contraddice ogni affermazione fatta in questi mesi da parte dell’amministrazione comunale. Roma Capitale non ha chiesto al proponente di formulare (o riformulare) un piano economico e finanziario dell’intervento da cui poter desumere e valutare tutte le implicazioni economiche e finanziarie conseguenti alla rimodulazione del progetto.

Si consideri ancora:
• che il livello di servizio dei 20 mila passeggeri/ora nella stazione della Roma Lido di Tor di Valle, 16 treni/ora contenuto nella delibera di giunta n. 48/2017 e ripreso dalla delibera 132/2014 è scomparso dal testo della delibera in esame. Infatti, il miglioramento dell’offerta e del servizio di trasporto pubblico su ferro è ottenuto solo attraverso “il revamping/acquisto di treni o altri interventi sulla ferrovia Roma Lido” senza indicare però né quanti saranno i treni che verranno acquistati o rimodernati né quale sarà il livello di servizio minimo ottimale nella stazione.
• Che pertanto è priva di conseguenze effettive l’affermazione: “che dovrà essere assicurata la contestualità dell’esercizio del trasporto pubblico su ferro nei termini sopra riportati al momento della prima utilizzazione pubblica del nuovo Stadio”. Essendo già oggi assicurato il funzionamento della linea sulla Roma Lido e non essendo citato alcun livello di servizio minimo lo Stadio può essere aperto senza in qualsiasi momento e senza alcun condizionamento reale.

Caro presidente, le scelte politiche ovviamente non sono l’oggetto di questa mia nota, ma lo sono semmai gli esiti di queste soprattutto quando si confrontano con dichiarazioni di pubblico interesse che devono essere comparate con i risvolti della patrimonializzazione pubblica oltre che con i livelli di servizio delle infrastrutture e con le implicazioni sul bilancio pubblico soprattutto se la delibera in oggetto si prefigge di confermare la dichiarazione di pubblico interesse. In questo caso mi permetto di segnalare che si sta conseguendo come esito una netta ed evidente contrazione dell’interesse pubblico, rispetto alla delibera 132/2014, a fronte di una altrettanta chiara ed evidente affermazione dei profitti del proponete privato, a scapito per altro dei livelli qualitativi e delle contestualità di funzionamento delle infrastrutture pubbliche.
A tutto questo si aggiunge che un’opera pubblica fondamentale per l’intervento, il ponte sul Tevere e lo snodo di collegamento con l’A91, l’autostrada per Fiumicino, è solo indicata nei disegni senza una precisa e chiara fonte di finanziamento, costituendo cosi un debito potenziale a carico del Comune per decine di milioni di euro ove si decidesse di realizzarlo. Meno patrimonializzazione per il pubblico, più profitti per il privato e potenziali debiti per la collettività!

Ho ritenuto di dover inviare alla sua persona che riveste un ruolo di garanzia e rappresenta tutti gli onorevoli consiglieri dell’Aula Giulio Cesare, sede della massima espressione degli interessi generali della nostra città, queste mie considerazioni che spero possano aiutare a costruire scelte consapevoli e orientate al solo interesse della città. A volte, soprattutto in materie complesse come l’urbanistica, l’evidenza non sempre rende giustizia dei veri interessi che si stanno perseguendo, ed è esattamente questo quello che sta accadendo in questo caso: la riduzione di cubatura si sta rivelando un vero affare per il proponente e un danno concreto e reale sotto molti aspetti, patrimoniale, qualitativo e di funzionamento, per Roma Capitale oltre che probabile fonte di debito e sicura fonte di disagi e disservizi a carico di tutti i cittadini, tifosi e non.

La ringrazio per l’attenzione che vorrà dedicare a questa mia lettera e Le porgo, e per suo tramite anche a tutti gli onorevoli consiglieri, i migliori saluti”.

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18 Commenti

  1. Al netto della speculazione politica (male endemico della città e del Paese), il ragionamento non fa una piega. Per questa incomprensibile smania di cancellare le torri e le conseguenti opere pubbliche si sta per costruire uno stadio che, se pur bellissimo, sarà, stando così le cose, una cattedrale nel nulla. Irragiungibile se non per l’unica via del mare-ostiense. Immagino già gli ingorghi e i disagi per i residenti. Una follia. Questa è la politica romana ed italiana.

    • esatto si sta facendo di tutto per far passare una brutta immagine del progetto con dichiarazioni che non stanno ne in cielo ne in terra, e molti disinformati al pari dei radioloni se non fosse che questo qualcosa contano almeno qui…

  2. Su questa “Fabbrica di San Pietro” che è divenuta la questione Stadio, ognuno, anche fra i più autorevoli, come Caudo, parla alla “Cicero pro domo sua”. Sono lontani i tempi dei deliri di quel mentecatto di Berdini, ma ancor oggi non sembra farsi giorno. Caudo sta difendendo il suo operato circa il progetto originario, a quale, a dir il vero, la “ritoccata” della Giunta attuale sta come lo scarabocchio di un ragazzino su un quadro terminato e pronto per la cornice. Non intervengo più sull’argomento perchè mi ha sinceramente stancato. Da febbraio rimango alle parola della Sindaco della mia città, che ha affermato “lo Stadio della Roma si farà” – aggiungendo anche che “ama il progetto” (per come è uscito fuori). Mi si conceda solo UN CHE PALLE caratteri cubitali.

  3. Sinceramente sono stufo, veramente sfufo, questo e’ l’ultimo commento che faccio, difronte a questa pattumiera in giacca e cravatta, si scontrano per chi avra lodi e applausi per il nuovo stadio,il M5S ha cancellato la vecchia delibera perche a nome Marino, adesso il PD vuole cancellare la nuova delibera perche nome M5S, un tritacarne di poltronari incravattati scomodi anche per fare numero a un concerto dei cugini di campagna stufo degli anti stadio,anti pallotta,anti società,anti calciatori,anti Roma, vanno contro qualsiasi cosa venga scritta da qualsiasi giornaliaio,sono contro politici,personaggi della TV,parlamentari,attori,comici,tifosi a trucco, questi poi, non capiscono che sono proprio i giornalai che muovono il paese.sono loro che creano scontri pagati appositamente per…

  4. ….pagati appositamente per destabilizzare l’ambiente, conoscono bene i pollastroni di Roma, abboccano molto facile, e giù ingiurie e insulti per notizie create a mestiere. Questa è ROMA.

  5. Probabilmente quello che sta sfuggendo è che a Pallotta di tutta la vicenda “politica” romana non frega un ca**o. Il suo scopo è fare lo stadio e su quello sta puntando. lo scopo della giunta capitolina era invece quello di “collaborare” con Pallotta per far si che questo progetto potesse diventare una grande occasione per Roma, invece la politica da due soldi a cui ormai siamo mestamente abituati ci sta regalando l’ennesima opera a metà. E questo grazie all’incompetenza e allo sgambetto politico che prevale su tutto. Ma sti ca**i se Pallotta voleva fare le torri ed uno stadio da 60.000, avevi opere e costruzioni futuristiche e falle allora. Invece no, i grillini hanno dovuto mettere la loro impronta e mo ecco sta cagata de risultato. Ma na bella fossa comune pe tutti sti politici.

  6. Caudio:(PD) “Il nuovo progetto porta evidenti vantaggi al proponente”

    Ma “caro” Caudio dove sta scritto che se uno investe su Roma CI DEVE PERDERE?

    Perchè te rode se uno investe e tenta de portare nuove oppostunità per Roma?

  7. Per quanto comprenda ma non approvi l’intervento di Caudo in questa delicata fase, tuttavia ciò che riporta è molto preciso e dettagliato con i conseguenti ovvi danni per il complesso del Progetto Stadio, così come rivisto dalla Giunta a 5S, e i conseguenti negativi riflessi per i tifosi e i cittadini. All’attuale Giunta l’opportunità di dimostrare il contrario.

  8. Sulla questione stadio è inutile leggere gli articoli.. basta rivolgersi a padre adelmo.. lui ne sa di più rispetto ai giornalari.. non è una battuta

  9. Avanti un altro ognuno deve dire la sua ognuno deve avere voce in capitolo sto pseudo signori se così si possono chiamare non perdono occasione di rompere nn ce pappa e mettono zizzzania
    Vediamo se dopo fatto lo stadio avranno il coraggio de Chiede biglietti omaggio
    Sicuramente visto che c’hanno la faccia come il c…o non rinunceranno a chiedere

  10. Siete tutti una manica di pagliacci, nessuno escluso!
    Ne avete dato l’ennesima prova oggi al Parlamento sulla legge elettorale.

  11. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

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