Sulla fascia si moltiplica Florenzi

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NOTIZIE ROMA CALCIO – Quanto sei mancato, caro Alessandro Florenzi; anzi, mi consento una voluta libertà espressiva, quanto siete mancati, cari Alessandro Florenzi. Sabato, tutti hanno avuto la conferma che il ragazzo cresciuto tra Vitinia e Acilia sia in grado di svolgere, sulla fascia, tutti i ruoli che gli vengono richiesti, garantendo sempre continuità di rendimento, intelligenza tattica e tecnica. Ora, fortunatamente per lui è per noi, è tornato e si spera abbia pagato per intero il prezzo dovuto alla maledizione che aleggia sopra Trigoria. Dopo aver visto l’ennesimo grave infortunio di un giovane della Primavera, infatti, nessuno può porre in dubbio che servirebbe un esorcista per allontanare il malocchio, come sostiene da tempo un noto conduttore radiofonico. Grazie anche a Florenzi, ma non solo; magari grazie ai tre romani in campo, ma non solo; magari grazie al mister e a tutta la rosa, preso letteralmente a pallonate un Verona inguardabile. Certo, quando contro le stesse squadre sono altri a vincere, si parla di dimostrazione di grandezza, di cinismo, di superiorità. Per la maggica spariscono anche i rigori solari (come quelli contro l’Inter e l’Atletico Madrid) dalle cronache degli attenti cronisti.

Con piacere, invece, ho dovuto constatare che è riapparso, nella curva occupata talvolta da una squadra estranea al comune di Roma (solo loro e il Sassuolo giocano al di fuori del territorio dove hanno la sede), l’erede di Petronio e di Lord Byron. Questo novello arbiter elegantiarum, però, forse ignora che i suoi predecessori fossero insigni letterati, che mai avrebbero commesso obbrobri grammaticali o errori nella indicazione di un marchio commerciale. Già è stato sottolineato da molti e mi accodo: giubbotto con due B, non una (B che hai conosciuto 12 volte, la prima nel 1926-27); Clark è il nome di Superman quando fa il redattore o il cognome del generale che liberò Roma il 4 giugno 1944, le scarpe che è consentito calzare al tifoso DOC hanno la s finale.

P.S. Non so se sia parente del più noto Pierluigi l’arbitro dell’incontro di sabato; certo commettere tanti errori in una gara facilissima da dirigere è decisamente preoccupante per la categoria.

(Nati il 7 giugno – Il Tempo)

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3 Commenti

  1. Lo stop a seguire in velocità che fa in occasione della discesa in cui darà poi la palla a Dzeko che segna, più della brusca frenata con cui manda il difensore in curva e del morbido cross con cui cerca la testa dell’attaccante, fa la differenza fra un fuoriclasse e un giocatore mediocre.
    Con quello stop a seguire senza perdere nemmeno mezzo tempo di gioco mette in crisi tutta la difesa avversaria.

    Florenzi è stato impressionante sabato. In senso assoluto, non perché rientrava dopo 325 gg.

    Il paragone con Peres ha esaltato proprio le cose “giuste” che Florenzi fa e l’altro no.
    E’ impietoso per il brasiliano, ma permette di capire quanto è terribilmente importante per una squadra un giocatore che fa le cose “giuste” nel suo ruolo.

    • Ciao Nome14, ti ricordi il gol di Falcao al Cagliari, nell’anno dello scudetto? La discesa di Nela sulla destra è identica a quella di Florenzi, come la finta e il cross di sinistro a tagliare difesa e portiere (solo che il gol del brasiliano fu più difficile e bello). Florenzi è un top player della Roma, al pari di Nainggolan, Geko, Strootman, De Rossi, Alisson, Emerson, Schick e Under (infatti, come tale, non sarà mai ceduto). La sua assenza, lo scorso anno, è stata determinante. Un altro top player era Rudiger. Purtroppo sappiamo tutti cosa sia accaduto, altrimenti era ancora a Roma.

    • Non lo ricordavo, ma sono andato a riguardarmelo su YT. E dire che ero allo stadio, come sempre quel periodo in tribuna tevere.
      Che bella che era quella Roma!!

      Si, penso che la sua assenza lo scorso anno è stata determinante in negativo. Uno come lui poteva fare la differenza, nel periodo clou (lazio, lione, napoli) in cui la squadra è crollata.

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