Totti per la Roma ma non per l’Italia

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IL MESSAGGERO (U. TRANI) – Le sorprese per Francesco Totti sembrano non finire mai. Dopo l’emozione provata domenica sera, quando si è ritrovato in campo a fine partita i suoi piccoli Cristian e Chanel, ieri mattina a Trigoria il capitano ha ricevuto l’ennesima dimostrazione di affetto della sua gente. Arrivando al Bernardini, ha trovato il cancello del centro sportivo addobbato di palloncini giallorossi e coperto da un paio di striscioni. Il più grande con la scritta Sei forte capità, testo simile a quello della tshirt indossata dai suoi bambini dopo il record dei 225 gol, quel Sei forte papà che ha fatto il giro del mondo. L’altro è semplice ma diretto: Capitano grazie di esistere. E’ abituato, ma la partecipazione dei tifosi gli fa sempre un certo effetto.

IL FASCINO NAZIONALE Se con la Roma il feeling lievita sui gol e le imprese, non si manifesta invece quello con la Nazionale, abbandonata nell’estate del 2006 per dedicarsi alla squadra per cui tifa da bambino. L’azzurro è distante, anche se proprio ieri Giancarlo Abete, il presidente della Federcalcio, è intervenuto per esaltare le gesta del campione della Roma. «Il record di gol di Totti è un grandissimo risultato, ma ampiamente migliorabile. Il capitano giallorosso ha tutte le potenzialita per riuscire a fare ancora di più. Il nuovo primato è un premio alla continuità delle sue prestazioni nell’ultimo periodo, ancor più che in passato. E’ una bella soddisfazione per Francesco, per la Roma e per il calcio italiano. C’è bisogno di simboli come lui». Il numero uno della Figc esclude, invece, la possibilità che, a breve, venga organizzata un’amichevole per Totti che ha lasciato la maglia azzurra a Berlino il 9 luglio del 2006, alzando la coppa del mondo. Non riceverà per ora lo stesso trattamento riservato a due soli campioni del nostro calcio, Silvio Piola e Roberto Baggio. Si affronterà il discorso quando il romanista si ritirerà. «Sarebbe quasi offensivo per uno come Francesco. E’ ancora in attività e non ha alcuna voglia di lasciare. Anzi, in ogni partita dimostra il contrario. Per questo gli auguro di raggiungere Piola. Di solito si celebra chi smette e non chi è nel pieno dell’attività agonistica. Per le convocazioni-tributo, insomma, c’è sempre tempo». Ma in Italia, a cominciare da Carlo Mazzone che lo vedrebbe bene al mondiale in Brasile, sono in molti a pensare che la Nazionale abbia ancora bisogno del capitano della Roma.

LA STRATEGIA DI CESARE – Abete non entra, però, nella sfera tecnica: «Oggi è fondamentale per la Roma e da seguire con attenzione. Spetta poi a Prandelli decidere se farlo tornare in azzurro, tenendo presente che il nostro cittì è proiettato in una logica di valorizzazione dei giovani, una necessità del calcio italiano». Il progetto di Prandelli è chiaro: «Le porte della nazionale sono aperte sempre a tutti». Ma il ct, durante le qualificazioni, ha sempre puntato sui giovani, tenendosi poi i senatori, come jolly, per le competizioni. E’ successo con Totò Di Natale, chiamato in extremis per l’ultimo Europeo, e lo stesso può accadere con Antonio Cassano, mai più convocato dopo Euro 2012 e tenuto in stand by per il mondiale 2014. Il ct segue anche Totti, lo ha detto pubblicamente, ma per ora non sta pensando di farlo rientrare nel gruppo azzurro. Se ne riparlerà in dirittura d’arrivo. Tra 15 mesi. Per lui e per gli altri.

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