Unicredit, «salta» Fiorentino e ora rischia lo stadio della Roma

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AS ROMA NEWS – Il sogno dei tifosi della Roma di vedere i giallorossi correre sull’erba di un nuovo stadio potrebbe essersi incrinato giusto ieri quando il nuovo amministratore delegato di Unicredit, Jean Pierre Mustier, in un cda molto teso, confermando le indiscrezioni della vigilia sulla riorganizzazione della prima linea di manager, ha fatto uscire il vicepresidente della banca, Paolo Fiorentino. Vale a dire, l’uomo che ha legato il suo nome alle vicende societarie della As Roma nel delicato passaggio da Rosella Sensi agli americani di James Pallotta. E che, pure non avendone mai avuto investitura formale, era visto come l’anello di congiunzione tra il costruttore Parnasi, impegnato nella costruzione del nuovo Stadio di Tor di Valle, e Unicredit, verso cui Parnasi ha un’esposizione debitoria di circa 450 milioni di euro.

Per alcuni, voci, per altri malevola propaganda, in molti hanno ipotizzato un legame tra la necessità di aiutare Parnasi a rientrare del debito e la spinta da parte di Unicredit alla costruzione dello stadio. Quanti insistono nel dire che Fiorentino era il grande sponsor dell’operazione si scontrano con chi, dentro Unicredit, ne prende le parti e nega il rapporto spiegando come il costruttore romano abbia già avviato un piano di ristrutturazione del debito con la banca di Piazza Cordusio che prescinde da ogni business futuro sulle aree della Tor di Valle. A metà giugno, il CdA di Unicredit ha varato un piano complessivo di ristrutturazione del debito delle diverse società riconducibili al Gruppo Parnasi. A Luca Parnasi resta in mano la parte societaria che, con Eurnova, è direttamente coinvolta nel progetto Stadio. Sia come sia, l’uscita di Fiorentino non fa dormire sonni tranquilli ai tifosi della Roma: l’avvio dei lavori a Tor di Valle può essere una boccata di ossigeno finanziario per consentire a Parnasi di chiudere con maggiore velocità il rientro dall’esposizione. Altre indiscrezioni, smentite per le vie ufficiali ma ribadite informalmente da altre fonti contattate da Il Tempo, ancora ieri spingevano a ipotizzare una stretta correlazione tra Parnasi, un Unicredit e lo stadio. La banca guidata da Mustier, nell’era dell’ex ad Ghizzoni, aveva mostrato interesse per la realizzazione, dopo quella milanese, di una torre di uffici a Roma e tra le aree ipotizzate c’era l’area dove dovrebbe sorgere lo stadio. Sul punto fu proprio Fiorentino a spiegare che «sul progetto per il nuovo edificio, peraltro sede legale del gruppo UniCredit, ci stiamo lavorando e vorremmo evitare che in Italia la nuova sede milanese resti sola. Abbiamo le idee abbastanza chiare, siamo in fase di finalizzazione della trattativa ma non si può dire chi è la controparte».

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Inutile ottenere di più ma qualche indizio nelle sue parole si poteva cogliere: «L’aspetto principale è analizzare dove abitano i dipendenti, oltre 3 mila a Roma, e al tempo stesso bisogna limitarne gli spostamenti». Ora le sedi più numerose del gruppo bancario sono da anni all’Eur ed è probabile che la maggior parte dei lavoratori sia installata nei quartieri limitrofi. Così già allora secondo i rumors la trattativa poteva essere già aperta col gruppo Parnasi per portare la sede di Unicredit a Tor di Valle. Solo illazioni chiaramente, mai confermate da Unicredit e spesso seccamente smentite. Ma si sa, il cuore giallorosso che vibra di passione vera, di fronte alla sola ipotesi dello stop dei lavori di un’opera che lancerebbe ancora di più il club nel grande firmamento del football internazionale, non si cura della finanza ma pensa solo al cammino stellare del team. Si tratta di un’opera gigantesca anche dal punto di vista economico: oltre 1,5 miliardi di euro, la cui sola progettazione è costata a oggi 60 milioni di euro. Senza nulla togliere ai loro sogni però, un vecchio banchiere milanese citava l’insegnamento dei suoi maestri spiegando che: la finanza (non quella di polizia ma quella che muove i soldi) anticipa l’economia reale. E dunque agli osservatori finanziari l’uscita di Fiorentino appare sospetta per quanto riguarda il cammino glorioso della Magica.

Nel bene e nel male, infatti, Fiorentino non ha mai nascosto il suo interesse per il destino societario della squadra. Fu lui, napoletano di razza, nei momenti nei quali la As Roma rischiava di restare solo una partecipazione azionaria nel portafoglio di Unicredit a spendersi davanti ai tifosi giallorossi della Roma, in costante fibrillazione per il destino, a rassicurare le schiere fan romanisti dichiarando urbi et orbi: «Stiamo investendo per farvi sognare». Ed è stato lui a favorire l’arrivo di un compratore degno del blasone del club di Francesco Totti. Fu con la mediazione della banca milanese, che il 18 agosto del 2011 fu firmata la cessione alla cordata Usa messa insieme dall’imprenditore di Boston Thomas Di Benedetto. Gli americani investirono 60 milioni di euro e costituirono una nuova società, la Neep Roma Holding, partecipata anche da Unicredit la quale a sua volta versò 26 milioni. Il 6 agosto di due anni dopo l’istituto cedette altre quote alla Raptor, una società di diritto del Delaware riconducibile a James Pallotta, diventato nel frattempo presidente del club giallorosso e guida della cordata americana dopo il passo indietro di Di Benedetto per ragioni economiche. Unicredit è poi uscita dall’avventura calcistica. Ma ancora una volta la chiusa fu di Fiorentino: la partecipazione «non è strategica». Insomma nel destino della Roma c’è sempre un Fiorentino nel bene (il salvataggio) e forse nel male. Già, il depotenziamento del manager suona a molti come una messa in difficoltà di Parnasi e un indebolimento della possibilità che lo stadio sorga veramente.

(Il Tempo, F. Magliaro)

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31 Commenti

    • ho letto l’articolo di magliaro e ho capito perchè in italia l’editoria è in crisi e la gente non compra più i giornali.ma si può scrivere un cumulo di stronzate ed accostarlo allo stadio ?

    • magliaro quando scrive è lucido o è avvinazzato ? lo stadio va bene per tutti : i tifosi della roma , il comune per le opere gratis costruite dai privati,pallotta e parnasi, i cantieri che darebbero lavoro a 3000 – 4000 persone e alla banca stessa che potrebbe finanziare l’opera.la raggi e i pentastellati potrebbero fare un figurone dimostrando che a roma per decenni non si è fatto un cazxo e con loro invece si è sistemato un quadrante della città.

  1. penso che il vostro vero obiettivo non è pallotta , non è sabatini , o baldissoni neanche spalletti ,i giocatori o addirittura i tifosi il vostro vero obiettivo è distruggere la ROMA qui non si tratta di analizzare o criticare qui state sparando sempre di più ,questo è quello che penso ma a me non mi togliete la gioia di essere romano ,ultra’ della ROMA ,sottolineo l’unica vera squadra di ROMA città ,perche ‘altre non ce ne sono

  2. BUONGIORNO LUPACCHIOTTI !!!
    Tutte buffonate ….. Secondo voi unicredit che deve avere da Parnasi 450 ML non appoggia la costruzione dello stadio ??? E quando li ri-prenderebbe quei soldi la banca ???
    A maggior ragione mi sento piu tranquillo .
    SEMPRE E SOLO FORZA ROMA .

  3. Ieri è stato presentato il video del nuovo stadio e voi miserabili giornalai, il giorno dopo dovete smontare il nostro sogno. State facendo di tutto per mettere fango su questo importante e meraviglioso progetto. Sono amareggiato per la cattiveria che state mettendo contro di noi. Ricordatevi che io la Roma me la vedo anche se gioca al campetto a villa borghese. A zozzoniiiii. forza Roma.

  4. È Magliano f.appunto figlio di p…..
    Fonti faccia nomi e cognomi se no stai zitto BUFFONE TUTTO PER DISTRUGGERE IL NOSTRO SOGNO ATTENTO MAGLIANO GIOCHI CON IL FUOCO!!!!!

  5. unicredit avra’ le 2 torri vicino alla stadio se considerate che la provincia di roma a speso intorno ai 250 mila euro per 1 torre all’eur…fatevi 2 calcoli…ecco come rientreranno del debito!…purtroppo il problema della stampa e’ che oggi il giornalista puo’ farlo anche chi ha la licenza media

  6. E se non si farà più lo stadio ce ne faremo una ragione,almeno io.
    Se poi Pallotta,visto che il suo sogno,dello stadio,non si potrà più avverare,vorrà passare la mano,arrivederci e grazie.
    Io credo che la Roma,uno,ma lenticchia meglio di lui come presidente,potrebbe anche trovarlo.
    Poi ci sarebbero tante cose da dire,in merito a questo articolo.
    Ma forse è meglio non dirle.

  7. E’ sempre esistita una volontà politica atta a far restare la Roma Calcio nel limbo. Il “CIRCENSES” doveva essere appannaggio della moltitudine, ossia dei NUMEROSI sostenitori delle strisciate. A Roma spettava il dominio politico e religioso. Andreotti, fine politico, fu il regista di tale manovra, imponendo, per anni, presidenti fantoccio, che relegassero la Roma nell’angolo. Soltanto Viola e Sensi cercarono, autonomamente, di rompere queste catene imposte dall’alto. Il primo ci rimise la vita, il secondo, oltre a quella, anche il suo impero personale. Pallotta è il terzo presidente autonomo. Se ancora non è stato capito questo. Me ne frego di Pjanic e Manolas, nel caso fosse posata la prima pietra. Basterebbe quella per far arrivare gli sponsor, quelli veri.

    • Uno stadio e tanto cemento che ti permette di pagare 100 mln un giocatore di 31 anni. Non è bello ma è così.

  8. A scribacchini prima a palude de Zagor poi iter burocratico poi a Raggi poi l ‘assessore poi quello che te se frega mo l’uscita da Unicredit di questo che secondo voci sarebbe legato a coso ……siete ancora per poco a scrive novelas embora

  9. Ma sti ca**i! Il 16 agosto c’è il preliminare e noi ancora nun avemo completato la squadra e stamo a pensa allo stadio de cui ancora deve esse approvato il progetto finale. Nun me interessa, vojo legge de giocatori boni che arrivano a Spalletti, me frega solo della squadra e del preliminare. Sempre e solo Forza Roma.

    • Perche? nun se po parla pure dello stadio nel frattempo? Magari 5 secondi al giorno tie….
      Anzi famo 3 secondi cosi nun te scaldi troppo va?

    • Nu me piacciono sti discorsi, questi già stanno a e mette le mani avanti. Se stanno a creà l’alibi.
      C’è tempo pe parlà de stadio, ce mettemo na vita pe fa le trattative coi semplci giocatori che andrebbero concluse in una settimana se stamo a preoccupà de na cosa pe cui ce vorranno anni. Ripeto, finimo la squadra; c’è tempo pe parla de stadio e distoglie l’attenzione,

    • Ecchite????
      Portare n Artro!!!! Ninja portace n artro!!! Portace n aaaaartrooooo!!!! Ninja portace n aaaaaartroooo!!!!!
      Lo volemo cinese o arabo co lo yacht de ducentò metri me raccomanno!!!!????

  10. Oggi sono d accordo con Amedeo sulle sue esternazioni circa i perché hanno sempre cercato di limitarci calcisticamente parlando

    Checché ne dicano i laziali i tifosi delle altre squadre identificano la città di Roma la capitale con la nostra squadra che ne porta il nome ed i colori

    E siccome questa città oltre ad essere sempre stata invidiata per la bellezza e la storia rappresenta anche per loro.l odiato governo

    Quale migliore occasione per far sfogare gli italiani il odio contro la nostra squadra mantenuta volutamente debole per essere irrisa dalle squadre del nord di cui una quella di Torino resa all opposto volutamente perennemente forte e su cui la gente mediocre delle province italiane è salita sul suo carro

    Mettiamoci ora che vincere aiuta anche a fare soldi nel calcio…

  11. Quindi maggior motivo per osteggiare un eventuale crescita giallorossa

    Pallotta ha sbagliato nella scelta e nei tempi delle dichiarazioni anche perché se avesse parlato chiaro senza promettere la luna ora avrebbe più rispetto e sostenitori soprattutto alleati contro chi rema contro specie lo stadio per mantenere le gerarchie di sempre

  12. E’ una vita che aspetto questo momento fiorentino con la minuscola ,sei stato la rovina della Roma sor du fodere. ah’ ah’ ah’. Tu e Parnasi buttatevi ar fiume. con una pietra at collo Loser!

  13. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
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