ULTIME NOTIZIE AS ROMA – L’ex difensore giallorosso e vincitore dell’ultimo scudetto, Antonio Carlos Zago, ha rilasciato una lunga intervista all’emittente “Teleradiostereo” dove, tra le altre cose, ha parlato di cosa serve alla Roma per vincere.
Come sta vivendo questo periodo e qual è la situazione in Giappone e se esiste una previsione sulla riapertura?
“Qui è un periodo difficile come in tutto il mondo. Non abbiamo sofferto molto perché il governo il Giappone ha chiesto alla gente, fin da subito, di stare a casa. Esattamente da gennaio. Di usare le mascherine, di lavarsi bene le mani, di non frequentare posti affollati, come aeroporti e stazioni. La popolazione ha fatto tutto questo e perciò la situazione è differente a quanto si vede in Italia. Dobbiamo aspettare ancora per capire se si riuscirà a giocare. Per quanto riguarda gli allenamenti, ci alleniamo in gruppi. Il campionato potrebbe riprendere a maggio o giugno, ma ancora non si sa. La prossima settimana ci sarà una riunione con la federazione giapponese, dobbiamo aspettare e vedere se la situazione migliora un po’ per poter riprendere a giocare”.
Cosa pensa di Fonseca? Poi una domanda “facile”: come si vince a Roma?
“Fonseca ha fatto un bel lavoro nello Shakhtar Donetsk, in un periodo dove la Dinamo non faceva grandi investimenti. Ha disputato ottime partite in Europa, Champions ed Europa League. Con la Roma non ha iniziato bene, poi la squadra ha cominciato a giocare meglio. Il problema è la discontinuità, nel calcio italiano ci vuole questo: la regolarità nei risultati. La Serie A, è un campionato difficile, ogni domenica è una lotta, una vera battaglia. Parlando da tifoso, spero che possa migliorare, perché voglio vedere la Roma vincere e giocare bene. Per vincere a Roma ci vuole tutto, servono le palle. Servono giocatori che si identificano con la maglia della Roma, che vogliano bene alla Roma come abbiamo fatto noi in quel periodo. Quando noi abbiamo vinto lo Scudetto, c’erano giocatori che stravedevano per la Roma. Ci vuole tutto questo, perché sinceramente non è facile vincere. Però qualcosa deve cambiare, da 20 anni che la Roma non vince uno scudetto e speriamo che possa farlo il prima possibile”.
Quant’è stato bello e difficile essere un difensore nell’epoca dei grandi attaccanti e dei numeri dieci della serie A, quale ti ha messo più in difficoltà? Quanto hai imparato da una leggenda come Aldair?
“Parlare di Aldair è facile perché è anche mio amico. Lui mi ha aiutato tantissimo quando sono arrivato a Roma perché all’inizio era difficile capire i movimenti che chiedeva l’allenatore ai difensori. Poi però quando s’impara tutto diventa più facile e Aldair mi ha aiutato in tutto anche a conoscere la città e la cultura romana, è stato un Cicerone eccellente. Da compagni di reparto parlavamo tantissimo e posso dire che per me è stato un idolo, ho sempre cercato di assomigliargli e credo di esserci andato vicino. Sugli attaccanti dico che in quel periodo ce n’erano tantissimi. I più forti al mondo giocavano in Italia in quel periodo, quando sono arrivato c’erano: Casiraghi, Weah, Bierhoff, Batistuta, Chiesa, Inzaghi, Del Piero, Andersson del Bologna, Boban, Savicevic, Trezeguet, Zidane, Boksic. Lo stesso Mancini che ancora giocava, per me è difficile nominarne uno che mi ha messo di più in difficoltà. Ad esempio Ronaldo, forse lui era quello più forte e ha giocato alla grande in Italia. Anche Vieri era uno tosto, fortissimo fisicamente ma allo stesso tempo veloce. Proteggeva bene il pallone e cercava di innervosirti, forse lui è uno di quelli che mi ha messo di più in difficoltà”.
Qual è il ricordo più bello dell’esperienza in giallorosso oltre allo scudetto? Non aver giocato il Mondiale è il più grande rimpianto della tua carriera?
“Sì, non aver giocato il Mondiale forse è il rimpianto più grande. Sono stato sempre lì, nel 1994 mi sono infortunato al volto, 4 fratture allo zigomo e mi sono giocato la possibilità di essere tra i convocati di quel torneo. Nel 1998 non sono stato convocato con Zagallo, poi con Luxemburgo sono stato con la Seleçao in tutte le partite. Nel 2001 è scomparso mio padre e io mi sono perso un po’, ho attraversato un periodo molto difficile. Di Roma ho solo bei ricordi, difficile parlare solo di un momento. Ho vissuto alla grande. Non vedevo l’ora di andare ad allenarmi e stare con i miei compagni sia con Zeman che con Capello. Tutto quello che ho vissuto a Roma è stato bellissimo e non lo dimenticherò mai”.
Due difensori sono stati accostati a te nel corso del tempo, Lucio e Castan, ti sei rivisto in questi due giocatori?
“Lucio tecnicamente non era fortissimo, ma fisicamente era impressionante. Castan tecnicamente era molto bravo. Nella Roma ha giocato bene, poi ha avuto un problema serissimo ed è tornato a giocare, è un guerriero, una persona a cui voglio veramente bene. Sono stati 2 giocatori che potevano assomigliarmi, forse più Castan”.
Fonte: Teleradiostereo

Caro Zago quando una proprieta’ non ha interessi competitivi e il giocatore promettente con attributi si sente di passaggio,riuscire ad’amare questa maglia la vedo cosa ardua
quindi secondo voi in 93 anni de storia avemo avuto giocatori con gli attributi solo 3 anni perche’ avemo vinto solo 3 scudetti. quindi Zago finche’ giocava co bartelt nun aveva palle,quando e’ arrivato re leone je so cresciute, vero?
famme capi’, er ninja o kevin erano senza palle perche’ a roma nun hanno vinto gnente? ma fateme er piacere ahahahahahah
Guarda che bella sta foto sull’avatar che ho messo,due giocatori come questi,due BANDIERE, i VERI tifosi romanisti con “Pallotta il plusvalenza” se li po’ popio scorda’.
Con Pallotta la prossima stagione tutti i giorni saranno buoni per vendere anche Zaniolo,ma per voi pallottesi,questo tipo di discorso non riguarda e neanche interessa
Tipo Shick, amava la maglia tanto che nemmeno la inzuppava di sudore per quanto ne era affezionato, per mantenerla linda e profumata!
Quanta tristezza esistenziale riversata a prescindere su tutto, Roma compresa.
Sì
Zago e’ stato un buon difensore centrale ,abbasrtanza duro da superare e irruento,che ha fatto.pa rte e dato il suo contributo nella squadra campione del 2000. Comunque per identificarsi con la maglia della Roma e avere le palle,non significa sputare in faccia agli avversari, anche se dell’ altra sponda,e che si chiamano Simeone.Non fu un bel gesto onestamente,punito con tre giornate di squalifica! Tra i tanti aneddoti poteva parlare anche di questo!
Sputi, falciate, pugni, gomitate, ecc.…, in molti a Roma il “tenere alla maglia” significa questo, ecco perché una buona parte di Roma ha fallito, soprattutto socialmente.
Stefano, squadra campione del 2001… fai venti piegamenti sulle braccia, grazie.
Alcuni gesti, per quanto deprecabili, andrebbero giudicati stando dentro al campo… A chi non è capitato, giocando a calcio, di debordare? Avanti…
Comunque A.C. Zago, pur non essendo un campione, ha fatto la parte sua. Enorme rammarico, invece, per Leo Castan… grande e sfortunato guerriero.
In piena trance agonistica puo’ capitare di fare qualche gesto deprecabile,ci sono quelli visti e soprattutto quelli non visti.Cosa pensate gli abbia detto l’interista a Zidane ai mondiali per suscitare quella reazione.Le mamme e le sorelle sono quelle preferite per ottenere reazioni,e fatte in maniera piuttosto subdola.In campo si danno e si prendono e ci si dicono,certo se qualcuno lo fa sempre allora va punito severamente.Il problema,semmai,è che si usano 2 pesi e 2 misure.Il nasone della rube dovrebbe giocare meta’ partite,ma lui è un figlio di…..Agnelli.
Alieno direbbe che oggi c’è un campo minato ed è vero.
Occhio,piu’ che campi minati qua sopra volano 3,4 gibeti in cerca di carcasse, fate scudo e teneteli a distanza eheh
grazie per la citazione, FABIANO(GRAZIE A MEDICI ecc).
Campo minato = spaventapasseri in libera uscita
Di quella serie A, Totti era il calciatore più forte. E noi abbiamo vinto lo scudetto.
Quando sento i paragoni con altre successive, più recenti, mi sento male.
Per vincere non serve l’attaccamento alla maglia. Emerson non era attaccato alla maglia, così come Samuel, Bati, Cafu, Tommasi. Erano professionisti, guardavano i soldi, e Sensi gliene dava più degli altri. Stop.
Il problema è che erano CAMPIONI. Non buoni giocatori, non buone promesse. E sono stati comprati rafforzando una base di per sé già solida.
Poi sento discorsi “in 90 anni di storia non abbiamo vinto, vuoi iniziare ora?”. La risposta è “si.”.
Chiedetelo ai tifosi del city, che all’improvviso si sono trovati l’arabo che li ha fatti diventare grandi, che gli ha fatto vincere gli scudetti promessi.
Nessuno è prigioniero del proprio passato. Sarebbe come ammettere che le colpe dei padri debbano ricadere necessariamente sui figli.
Senza Nakata o Montella che ti segnano all’ultimo minuto non avresti vinto lo scudetto.
Quando fa i nomi degli attaccanti che c’erano allora, ancora tremi, erano campionati molto competitivi, grandi meriti a Zago e a tutti i suoi compagni di squadra e al grande presidente Sensi che ci fece vincere quel magico scudetto 🏐💓indimenticabile
Tommasi attaccato ai soldi? Lo stesso che ha giocato al minimo sindacale pur di rimanere con la maglia della Roma? Ma tutte te le sai sti pettegolezzi? Ma che c***o te stai a inventa? se vuoi fare il troll almeno parla delle rose che hai vissuto, non degli anni in cui ancora dovevi nascere, per favore
L’elenco che ha fatto degli attaccanti che giocavano in serie a in quegli anni fa venire i brividi..quanta roba..ora tra i più quotati c’è il gallo belotti,pensate un po’..100 milioni di euro..fa veramente ridere
Il grande fallimento di Pallotta è stato quello di far sentire QUALSIASI giocatore di passaggio.
Dzeko e Manolas erano stati venduti a gennaio, per fortuna rifiutarono e ci portarono alla semifinale con il Liverpool…
La maglia non è tutto, serve anche una società che a Trigoria non metta il cartello Carrefour…
Mentalità Americana da faste fudde! I giocatori giocano col prezzo del menù sulla maglietta, se il fake consultant da Londra, Barbagianni dice di raccimolare 1 milione in più Fienga se mette l occhialetto e fa la croce sul contratto del giocatore in questione ✍️❌ via in Cina per direttissima la sera stessa💪
A.c.Zago.
Un’altro gelosone.
Segno.
A quanti siamo?
Mi sembra a tutti.
Ce ne fosse stato uno che dopo essere andato via avesse speso 1 parola positiva. Ma anche tra chi non ci ha mai lavorato. Immagino come la vivano coloro a cui viene proposto di lavorare qua.
Poi mi dite com’è che arriva Fonseca e non un altro.
Perché oh, è sempre l’allenatore della Roma,ma certo non è mou.
ma quel Zago che abitava ad uno sputo da casa de Simeone???
ahahah chissà quanti romanisti avrebbero pagato per esser al suo posto, un gesto giustamente punito severamente ma che rientra nel trance agonistica di una partita (come un calcio da dietro)… da parte mia molto più grave chi prendeva anonime flebo prima di entrare in campo (vantandosene in un filmato) o chi portò certificati di stress per nn esser ceduto al Real (che offriva di più), ma anche di arbitri e guardalinee che oltre ad esser chiusi negli spogliatoi chiamavano i dirigenti per informarli delle griglie… insomma, mejo uno sputo condannabile in campo che gesti condannabili nei tribunali…
per togliere alcuni dubbi, si… Zago grande professionista che riusci a dare il mejo quando affianco a lui giocarono altri grandi campioni come ReLeone, l’Aeroplanino, the Wall, Pluto, il Capitano, Cammellone, Pendolino, etcetc senza dimenticarsi di quello che in quel momento era il miglior allenatore in circolazione…
Kawa 62,la stagione era 2000/2001, al limite di flessioni con lo sconto te ne posso fare 10 invece che 20!
Va bene, ma su un braccio solo.
“I più forti al mondo giocavano in Italia in quel periodo: quando sono arrivato c’erano Weah, Bierhoff, Batistuta, Chiesa, Inzaghi, Del Piero, Boban, Savicevic, Trezeguet, Zidane, Boksic.”
Adesso arriva un CR7 35enne a svernare fino alla pensione e ci dicono pure che “farà bene a tutto il calcio italiano”…
Chi ci sta mo’ ?
Un Higuain con la panza ? Un Lukaku col mal di schiena ? Uno Dzeko che se ne voleva andare ?
E questi so i meno peggio !!!
Gli altri sono dei bluff alla Dybala, dei signor nessuno alla Insigne, dei modesti pedalatori alla Immobile e qualche scarpone che solo il Milan riesce a trovare mentre rovista nella monnezza.
E vogliono far ripartire a tutti i costi sto campionato scacato ?
Se lo vedesse Lotito il suo calcio da due soldi.
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.