Roma di scorta: Mancini, Pastore e Perotti, le tre mosse vincenti di Fonseca

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NOTIZIE ROMA CALCIO – C’è una frase di Seneca nelle lettere a Lucilio che Fonseca deve aver sottolineato in rosso: «Le difficoltà rafforzano la mente, come la fatica rafforza il corpo». Nell’emergenza più totale, di mente e corpo tra errori arbitrali e infortuni, infatti il portoghese è riuscito a tirar fuori dal cilindro le idee e le motivazioni giuste anche da chi non sembrava più utile alla causa.

Nasce così l’intuizione Mancini, il ragazzo di Pontedera che a Trigoria ha stupito tutti per intelligenza e capacità. Servono queste doti per saper interpretare un ruolo inedito: quello di tre e mezzo, di mediano davanti alla difesa che in fase di impostazione si aggiunge alla linea dei due centrali. Dopo l’esperimento col Borussia è arrivata una partita quasi perfetta col Milan per Mancini che ieri a Dazn ha ricordato Astori: «Ho scelto il 23 perché l’ha avuto Davide. Era una persona fantastica e a pensarci oggi a distanza di poco tempo fa sempre male. Fonseca? Il suo gioco mi esalta, il salto da Bergamo a Roma è stato grande».

Non così tanto da impedirgli di conquistare gli applausi dell’Olimpico. Che domenica sera sono scrosciati per un altro uomo di scorta destinato a diventare protagonista inatteso dopo mesi di fischi e prese in giro: Javier Pastore. El Flaco ha giocato senza avvertire dolore 3 gare di fila e ha vissuto un processo di crescita culminato con la grande prestazione contro il Milan in quel ruolo (trequartista) in cui è esploso tra Palermo e Parigi. L’altro argentino in cerca di riscatto è Perotti che dopo un anno di calvario è tornato a far ballare il tango alle difese. El Monito non ha ancora i 90′, ma nel gioco di Fonseca può diventare devastante. «Il peggio è alle spalle, ma ora vinciamo con l’Udinese o tutto sarà vano. Mancini? Ha dimostrato personalità».

Risposte da uomini che hanno permesso a Fonseca di accorciare a -1 sul Napoli e a occupare il 1° posto in Europa League nonostante le calamità (18 ko e arbitraggi discutibili). Un lavoro importante quello di Paulo che ha adottato scelte forti come l’esclusione di capitan Florenzi o la rinuncia a Rodwell e Buchel, i due svincolati in prova a Trigoria.

Le prestazioni di Mancini e i progressi di Pellegrini (tornerà a fine novembre) e Diawara (pronto dopo la prossima sosta) sono deterrenti importanti. Domani con l’Udinese, in un calendario folle che poi vedrà la Roma impegnata col Napoli, ci saranno poche novità: turno di riposo per Pastore e dentro Kluivert con Zaniolo al centro. Per quest’ultimo è arrivato il dietrofront di Capello: «Sono stato frainteso. Nicolò è un talento vero».

(Leggo, F. Balzani)

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2 Commenti

  1. Più che di scorta direi titolare, pastore perotti sn due grandi giocatori recuperati,fanno parte della rosa bistrattata della Roma, ora è facile parlare, ma a Roma i tifosi sn abituati dai vari radiolari e giornalai a dare giudizi affrettati, ma i grandi campioni escono sempre fuori alla lunga e ti smebscono in campo. Forza Roma daje

  2. Veramente Perotti nelle prime formazioni di Fonseca ha giocato titolare. Però tutto fa brodo per sostenere le tesi giuornalistiche.

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