Ettore, il figlio del presidentissimo: «Fu Totti l’ultimo suo regalo ai tifosi»

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NOTIZIE AS ROMA – «Francesco Totti è stato l’ultimo acquisto di mio padre». Le parole sono quelle di Ettore, figlio del presidente della Roma, Dino Viola. Al circolo Antico Tiro al Volo racconta: «Papà aveva avuto mille segnalazioni su Totti e lo comprò a 13 anni dalla Lodigiani».

C’è una famosa foto in cui Totti stringe la mano a Dino Viola.
«Fu scattata a Trigoria, nel Natale del 1990. Fu l’ultimo Natale di papà. In quel periodo voleva portare Falcao sulla panchina della Roma».

Falcao, mio padre, allenatore della Roma?
«Si, era tutto fatto. Si sarebbero dovuti incontrare a Cortina per firmare il contratto, però il presidente pochi giorni dopo si ammalò e fu l’inizio della fine».

Che rapporto c’era tra Viola e Falcao?
«Ottimo, anche se con Paulo e Cristoforo Colombo ogni rinnovo di contratto era una battaglia. Ci tengo a smentire una leggenda metropolitana collegata al suo passaggio all’Inter. Non fu Andreotti a far saltare la trattativa come si racconta».

E cosa accadde?
«Bastò una telefonata, a cui ho assistito personalmente, tra mio padre e l’allora presidente dell’Inter Fraizzoli. Mio padre era arrabbiato con Mazzola perché aveva trattato direttamente con Falcao, che era sotto contratto. Fraizzoli capì, da galantuomo quale era, che avevano sbagliato e per non rompere i rapporti, non prese Falcao».

C’è appena stata Roma-Juventus, la partita per eccellenza dei tempi di suo padre.
«La sfida di mio padre era fronteggiare la Juve e ci riuscì alla grande, nonostante la potenza della Fiat e della famiglia Agnelli».

Ricorda l’aggressione subita da suo padre al Comunale di Torino?
«Parlare di aggressione è eccessivo. Ma lui e mia madre furono spintonati, fuori dalla tribuna autorità; ci rimasero molto male».

C’era qualche calciatore preferito dal presidentissimo?
«Li amava. Talmente innamorato che spesso toglieva alla famiglia per dare a loro. Quando avevo bisogno di alcuni biglietti non andavo a chiederglieli direttamente, ma mandavo Sebino Nela o Agostino Di Bartolomei a prenderli per me. Sapevo che mio padre a loro non avrebbe detto di no».

Cosa ha rappresentato lo Scudetto?
«Il coronamento del sogno di mio padre. Si innamorò della Roma quando arrivò in città all’età di 11 anni. Quello scudetto fu la sua grande gioia da presidente e da tifoso».

Roma-Liverpool, fu il grande dolore?
«Mio padre diceva che se non l’avessimo giocata a Roma, l’avremmo vinta».

Roma-Lecce: come fecero i giallorossi a perdere quella partita?
«La Roma entrò in campo sicura di sé, convinta di vincere. Strano che il Lecce in quella partita si giocasse un premio a vincere. Ancor più strano per una squadra già retrocessa».

Altro mistero, la cessione di Ancelotti.
«Mio padre non lo voleva vendere, ma Berlusconi trattò direttamente con Carlo, offrendogli un triennale. Ancelotti, avendo qualche problema fisico, accettò. Andò a Trigoria e chiese a papà di essere ceduto. Alla fine piansero insieme e Viola lo lasciò andare. Però si legò al dito il gesto di Berlusconi».

Dopo la morte di suo padre, la Roma cambiò proprietà.
«Un mese dopo fu presa da Ciarrapico. Era praticamente scritto che la Roma sarebbe dovuta diventare sua. Si prese la Roma in malo modo, scordandosi di darci anche qualche miliardo».

Da figlio di Dino Viola che consiglio si sente di dare a Friedkin, probabile nuovo presidente della Roma?
«Di leggere la storia dell’ingegner Dino Viola, studiarla e capire come riuscì a rendere vincente e forte la Roma».

(Leggo, G. Falcao)

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17 Commenti

  1. Quando si ricorda il Presidente Dino Viola mi sale un sentimento misto di fierezza e di rimpianto.
    Solo durante la Sua Presidenza mi sono sentito,ogni santo giorno, Tifoso di una squadra e società di vertice in Italia ed Europa .
    La fiducia in quello che Lui faceva era TOTALE, perchè sapevamo che il suo unico obiettivo era il bene della Roma. Lui mangiava pane e Roma.

  2. A me pure con sensi.
    Ma sarà che io sono stato campione d’Italia, Zenò tu non festeggiavi?
    Scherzo,eh. Intendo dire che è un sentimento comune a tutti i presidenti che hanno dato qualcosa (anche troppo,)… quindi mi sale una domanda?
    Come si fa a paragonarli a pallott’?

  3. Molti di noi hanno avuto la fortuna di vivere questa persona straordinaria, un uomo di classe (merce rara), vincente e sempre presente un vero Pretoriano della ASRoma, non solo ci ha regalato gioie e trofei ma è stato capace di mettere in mutande l’avvocato e il cavaliere!!

    INDIMENTICABILE! 💓

  4. PILLOLE GIALLOROSSE

    A memoria (sempre non mi tradisca) credo che Viola abbia perso in 11 anni di presidenza (79 – 90) soltanto un derby, quello di Di Canio a inizio 89, dieci anni dopo l’ultima stracittadina vinta dai cugini (gol di Nicoli nel finale che un altro po’ ci manda in serie B). Non che ne abbia vinti tanti, ricordo solo un 2-1 (Pruzzo e Giovannelli), un mitico 2-0 con lo scudetto sul petto (Nela e Pruzzo), un altro 2-0 in Coppa (Iorio e Di Carlo) e il celebre 1-0 al Flaminio nel 90 (Voeller) – presente in tutte le occasioni citate, per il semplice fatto che in quegli anni di strapotere giallorosso, i lazialotti pensarono bene di restarsene accucciati in serie B, altrimenti le sveglie sarebbero state ancor più numerose.

  5. Siete troppo romantici x i miei gusti. Onore a sensi e viola. Ma altri tempi e cmq ti hanno fatto sognare x pochi anni x poi ripiombare nello strapotere del nord. A Roma non ci sono mai stati ricchissimi imprenditori.. Questa è la verità! Dobbiamo cambiare strada! Aumentando il fatturato è avendo un proprietario pieno di soldi! Roma deve competere x vincere sempre non ogni morte di papa.

    • Non è questione di romanticismo. È solo che noi ci siamo stati,tu no.E non puoi capire. L’ultimo periodo di Zenone
      sintetizza tutto

    • Dino Viola ha fatto gioire per pochi anni? Studia un pò..11 anni di presidenza, 1 campionato, 4 Coppe Italia (la prima vinta al primo colpo da presidente perché c’è chi i progetti veramente li sa fare), una finale di Coppa Campioni al primo colpo, una finale di Coppa Uefa, un paio di campionati persi (o scippati, vedi Turone e Lecce), Roma (tranne gli ultimi anni) sempre nell’elite del calcio italiano, campioni chiamati a indossare la casacca giallorossa..se poi dovesse sfuggire, Viola fu il primo a tirare in ballo la questione stadio..insomma uguale uguale al bostoniano

  6. Erminio e Antonio vi voglio bene ma non avete capito una mazza di ciò che ho detto… 🙂. La prox volta provo con le onde alfa…

  7. Ah ok Antonio.. Allora la finale di coppa campioni e un paio di scudetti sfiorati va bene con viola e fanno testo.. La semifinale di CL con Pallotta non conta una mazza xche non è un trofeo.. In più il record di punti con spalletti o il primo campionato con garcia che in un qualsiasi altro anno avremmo vinto! Questi non contano invece vero? Fatturato aumentato del 45%.è proprio vero… Quando non si vuole essere giudici imparziali…

  8. Il primo Presidente a portare la Roma in pianta stabile nella elite del calcio italiano. Null’altro da aggiungere. Forza Roma Sempre!!!

  9. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
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