Allo Stadio finale

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ULTIME NOTIZIE AS ROMA – In giro per il mondo con la Roma sempre in testa. Dan Friedkin è già al lavoro insieme al figlio Ryan e ai collaboratori del gruppo per farsi trovare pronti quando avranno tra le mani un «giocattolo» costoso, attraente ma pure molto difficile da maneggiare senza le necessarie istruzioni per l’uso. Per i Friedkin, finora, il calcio è un mondo affascinante visto solo dall’esterno e, una volta deciso di investire parecchi milioni nel business giallorosso, hanno organizzato appuntamenti in diversi angoli del pianeta.

Per capire, domandare, riflettere e pianificare le mosse giuste. Un esempio: lo scorso 15 dicembre Dan Friedkin in persona è volato con il suo jet in Qatar per incontrare i rappresentanti del Josoor Institute, che dal 2013 si occupa di sport nell’emirato e che ha avuto un ruolo di spicco nell’organizzazione, compresa la costruzione di nuovi stadi, del Mondiale 2022.

La missione qatariota, che ha avuto come argomento principale il futuro stadio della Roma, fa parte di una serie di viaggi dell’imprenditore texano, a caccia di qualsiasi spunto utile per capire meglio i meccanismi del calcio. Oltre a prendere informazioni dall’ad Fienga, che verrà affiancato subito da persone di fiducia di Friedkin nelle stanze dei bottoni di Trigoria, nei mesi scorsi ci sono stati incontri e contatti anche con i rappresentanti dei più grandi club italiani, insieme ai quali si è ragionato sui margini di sviluppo della Serie A. Lo stadio di proprietà, appunto, è il mezzo migliore per crescere in fretta. E il futuro patron della Roma ha già espresso un primo parere positivo sul progetto di Tor di Valle, pur riservandosi del tempo per studiarlo in profondità, pianificare il complesso business plan e scegliere come finanziare un’opera dal valore di circa 1 miliardo di euro.

Teoricamente, il closing della trattativa – il signing sui contratti preliminari è previsto entro i prossimi 10, 15 giorni al massimo – con Pallotta potrebbe coincidere con l’ottenimento del via libero politico, che nei mesi successivi sarà seguito dai permessi a costruire, tanto che nelle bozze di contratti per la cessione della Roma è stata inserita una clausola che consentirebbe a Pallotta di ottenere una cifra-extra per lo stadio, recuperando gli 80 milioni circa (72.7 milioni di dollari fino a dicembre 2018, dati di bilancio) investiti in questi anni per la sola progettazione dell’impianto.

Nel giro di qualche settimana dovrebbero concludersi tutti i lavori preparatori per l’inizio dell’iter di approvazione della variante e della convenzione urbanistica, un processo che porterà via un altro mese circa e sul quale incideranno inevitabilmente i meccanismi della politica. Nonostante le turbolenze interne la Raggi conta di convincere i consiglieri più titubanti a votare il «sì» in Aula, mantenendo una linea di coerenza dopo quanto fatto per la delibera e la Conferenza dei servizi. Nel frattempo il ceco Vitek deve superare gli ultimi ostacoli per acquistare i terreni da Parnasi. Gli uomini di Vitek e Friedkin – il texano ha già creato un team di lavoro specifico sull’impianto giallorosso – sono in contatto da tempo e hanno intenzione di collaborare per la costruzione dello stadio. Entrambi non vedono l’ora di iniziare.

(Il Tempo, A. Austini – F. Biafora)

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52 Commenti

  1. E’ abbastanza chiaro che se vuoi competere a certi livelli bisogna avere uno stadio di proprietà … se è vero che I Friedkin già si muovono nei salotti del calcio significa che hanno intenzione di fare di questo investimento un business che porta valore , Per ottenere questo si dire competere ad alti livelli e vincere … quindi un buon segnale … ma servono investimenti per giocatori di livello 😉

  2. Pallotta ha inserito l opzione Stadio, l unica cosa da cui ricavare qualche spiccciolo. La Roma passerà gratis a Friedkin, fra debiti e costi una società praticamente fallita.

    • se le cose stanno come dici te, allora Friedkin è tonto. Perché mai sborsare 800 milioni per una società fallita?

    • Oltre che di Chirurgia ortopedica,adesso sei un esperto anche di Alta Finanza. Con il nick ci comunichi che sei un pittore d’alto livello della corrente Cubista..anche se già da veggente ,te l’aveva cambiato in @Pikazzo…

    • Addirittura fallita?
      Come nel 1993?
      Ma vossia mi spiega perche ‘la ROMA e’finita nelle mani di Unicredit?

    • Cercate di comprenderlo, fa il portiere al Circolo Canottieri Aniene, ciò che riesce a carpire delle chiacchiere dei vari soci, fra uno spritz e una barzelletta sconcia, corre qui a riportarlo.

    • Non è proprio così, praticamente fallita era la Roma di Sensi ahimè (grande Presidente tricolore).
      La Roma è una società viva ed importante, questo è quello che si vede da un punto di vista internazionale, cosa inconfutabile.
      Vero che ci sono 220 milioni di debiti, l’Inter ne ha 350M la Juve 500, sono fallite anche loro? non penso.
      Spero possano arrivare i trofei tanto sospirati, perché la Roma è una realtà Europea con un suo peso specifico e questa rimane, anche con i tanti errori commessi, inutile negarlo.
      FORZA ROMA

    • Ciao Gaetano, la Roma dei Sensi è passata nelle mani di Unicredit per i debiti che ItalPetroli aveva nei confronti di quella banca. Unicredit ,a saldo di oltre 300 milioni di debiti di ItalPetroli (non della A.S. Roma),
      si è presa la Roma ,immobili e depositi petroliferi di Civitavecchia e Vibo Valentia ed in questo modo ha azzerato 400 milioni di debiti ai Sensi. La società non era finanziariamente forte, certo, ma assolutamente non fallita , e visto che la banca l’ha presa proprio a risarcimento di un debito mi sembra evidente che il valore era assolutamente positivo, a ribasso fu stabilito in oltre 100 milioni di euro. Se cerchi su internet trovi ancora gli articoli tra cui quello del Sole 24 ore.

  3. la contestazione nei confronti degli americani è dovuta solo allo stadio, è quella la vera sostanza, perché nessuno lo vuole a parte i veri Romanisti. il resto è stato tutto contorno. se si farà lo stadio, ed è probabile, tutti questi anni di striscioni, cori e invettive su internet non saranno serviti a nulla.

  4. Io penso che sparlotta non se ne sarebbe mai andato se ci fosse stata anche solo 1 possibilità di costruire lo stadio anche perché lui era qui solo per quello, in pratica sono solo parole e la telenovela continuerà per anni e si vedranno passaggi di proprietà costanti.POVERA ROMA MIA di calcio non se ne vedrà neanche più l’ombra.

  5. Se I terreni li acquista Vitek, non ho capito l’anello che lega Vitek/Friedkin con il progetto Roma competizione sportiva.
    Mi e’ sfuggito qualcosa?

  6. senza prendere spunto dalla questione “stadio a TDV” si può affermare che questo paese è dannatamente arretrato e condannato alla mediocrità.
    Un esempio che risale a questi giorni: appena approvata una nuova fermata di metropolitana in una nota città del Nord. Quando DOVREBBE essere pronta? Nel 2026…
    quanti lavori vengono interrotti grazie al filtro essenziale dell’Antimafia? Si è perso il conto.
    A questo si aggiungono centinaia di piccoli quesiti: per curiosità, come fa una banalissima rotonda stradale a costare 2 milioni di euro?

    Quasi tutti i giorni c’è uno scandalo… ed è solo una piccola percentuale di ciò che emerge.
    Dimenticavo…
    oltre al danno, la beffa: una persona onesta viene spesso isolata in quarantena per non contagiare anche gli altri

  7. Nel frattempo che fate sta struttura per il mecche donalde potete farci vedere qualche partita come creesto comanda o dobbiamo aspettare che apre sto franciaising americano ?? !!!

  8. Basta che te sbrighi che serve qualcuno che sveglia sti morti viventi che al 60 di gioco neanche corrono più!!! Poi dici perché predi go da tutti… macchinosi come pochi l’unico che si salva é Carles Perez e Kluivert il resto imbalsamati

  9. L’ITER dello Stadio a Tor di Valle sta andando avanti da anni e anni,senza che se ne intraveda la fine,perchè il Presidente James Joseph Pallotta è una persona onesta,capito? ONESTA e non ha distribuito mance e prebende per la famelica burocrazia capitolina. Ci sono utenti di questo Sito,RIDICOLI, che ieri hanno inneggiato a Ciarrapico per sbeffeggiare Pallotta.Si vede che nella loro vita applicano gli stessi principi,anche se penso che non c’hanno il coraggio.Sono pecoroni che si travestono da Leoni.
    Il Presidente Pallotta è una vittima della Politica marcia e corrotta che affligge da sempre questa Città.
    Dovreste fare,TUTTI,solo una cosa:chiedergli scusa,mentre invece fate i Ballerini da tastiera.

    • Lotirchio anche lui senza Stadio,che però non fà la stessa politica aziendale di Ballotta,a un punto dalla vetta,anche lui vittima della politica marcia e corrotta che affligge questa Città, come mai risulta essere così ostinato a competere per il titolo fino alla fine?

      Zenò cambia nickname e resetta tutto

    • A Bambolo…Lotito è l’orchestratore dei Contropoteri Romanisti che si sono coalizzati quando Pallotta ha presentato il Progetto dello Stadio. Gli altri nomi sono Arcinoti.
      Lotito non è vittima del Sistema,è l’Artefice…fate uno sforzo mentale,ogni tanto,invece di cantilenare Ballotta Fruttarolo…

    • Bambolotto i tuoi sono giudizi formulati per via deduttiva,le tue sono ipotesi,mentre i trofei che la lazie ha portato sotto la sua gestione (dal 7/2011) sono registrati in calce negli almanacchi…con questa chiudo,questo post mi ha fatto venire l’orticaria

    • Ciao Zenone,
      James Pallotta è semplicemente un uomo che gestisce fondi di investimento: comprano la dove vedono un possibile guadagno, poi vendono o se non guadagnano si liberano dell’investimento (come in questo caso).
      Credo che la maggior parte di chi lo critica lo faccia perché di fatto non si è mai fatto sentire “presidente della Roma”, lui stesso ha dichiarato :” quando ho acquistato la Roma io il calcio non sapevo nemmeno cosa fosse”
      il che credo renda chiaro che l’interesse era la speculazione edilizia. Cosa resasi sempre più evidente dal fatto che è venuto a Roma solo nelle occasioni che riguardavano la fantomatica costruzione dello stadio, e che la gestione della società calcistica sia stata fatta alla tanto pe campa’ fino a che si fa sto stadio (che poi non è lo stadio che si deve fare ma questo è un altro discorso), solo che ha fatto male i conti con la burocrazia italiana e ora non ha più tempo e soldi. Non credo sia un santo e non credo abbia a cuore la Roma. Un saluto e forza Roma sempre.

  10. Onestamente Zenone se devo dire qualcosa a favore di Pallotta e proprio la questione stadio, la sua caparbietà nel portare avanti questo progetto che mi auguro presto si inizino i lavori (oramai ci credo veramente poco sopratutto dopo le ultime rivelazione dell’inchiesta che vede il comune di Roma pronto a dileguarsi vigliaccamente).

    Quindi io non devo chiedere scusa a nessuno.

    Se mai é Pallotta a chiedere scusa ai tifosi tutti; per la sciagurata gestione sportiva fallimentare perpetrata per questi lunghi 9 anni fatto di plusvalenze insulti, false promesse e lettere del piffero che non sono buone neanche per pulircisi il culo.

    Oltre a non dimenticare al gobbo di 272 milioni di debito e 100 milioni di ricapitalizzazione che Pallotta ed i sui amici non metteranno mai.

    Caro Zenone aprì gli occhi svegliati che a breve ci sarà una nuova Alba.

    Un saluto da Parma.

    SEMPRE E SOLO FORZA ROMA.

    • Egregio J.C. by Spaccia…se ,come tu affermi con un ottimismo che non è nelle mie corde,dovessero presto iniziare i lavori dello Stadio,ci sarebbe da fare un monumento sul Campidoglio a Pallotta,di fronte alla finestra dove si affaccia la Raggi…
      Un saluto da Tor di Valle.
      FORZA ROMA e abbasso la lazzio.

    • 7 anni di ritardi imputabili alla burocrazia e alla Raggi hanno prodotto un danno economico alla Roma (a prescindere dal Presidente buono o cattivo che sia) di oltre 400 milioni.
      Forse Allison o Salah sarebbero ancora qui.
      P.s. parlare di 272 milioni di debiti senza indicare gli assets a fronte di questi non è corretto. L’Enel ha oltre 40 miliardi di debiti, ma il suo valore in Borsa negli ultimi 2 anni è raddoppiato. Tutti stupidi?

    • @Sciabbolone
      Mi autorizzi a considerare che anche l’ I.N.P.S. prima di accollarsi la congiunzione con gli impiegati statali (esercito, g.d.f., polizia, forestali ecc… ) era un ente che non aveva grossi problemi del quale non era mai statonversato un soldo contributivo ma era solo un numero scritto sulla carta che gli attuali tempi vedono questo ente più indebitato che mai e non riesce a far fronte tracentrate ed uscite, così vale per L’ENEL, come per tutte le aziende statali parastatali o ex incluse poste italiane e tutte quelle che sono state “privatizzate” sono state messe tutte in conto al debito pubblico che non si sa neanche più come scriverlo il numero di quanti miliardi è l’indebitamento.

      Perché confondi la gestione di una azienda privata con aziende che erano comprese come aziende di stato.

      Ma tu, in questi ultimi 40 anni dove hai vissuto, tappato in qualche buco nero, ti rendi conto che questo è un paese che con questi giochini del piffero si è mangiato anche il vuoto del buco del culo.

  11. Ha ragione Zenone.. Perché inneggiare Ciarrapico per insultare il pupazzo? Insultatelo e basta.. Zeno’, te che la sai lunga, in quale tombino si è nascosto?

    • Sì, la cantavano anche i Nomadi, ma la canzone è di Francesco Guccini. Così, tanto per precisare…

    • Bravo Realista,del primissimo Guccini,roba da circolo ottobre,chi bazzicava la sinistra extraparlamentare(lotta continua)se lo ricordera’.Scusatemi questa digressione,ma mi ha riportato alla mia gioventu’,ahime’…..

  12. Ma lo stadio della Roma non lo compra Vitek?
    Quest’ultimo insieme a Parsitalia nell’udienza del 17 p.s. nella quale doveva presentare l’accordo di tutti i creditori al concordato in bianco, ha chiesto una proroga di 60gg al giudice fallimentare perché non era ancora in possesso dei documenti richiesti.
    Non è detto che il giudice accetti tale proroga ma se la accetta, se ne riparlerà il 17.04.
    Tor di Valle o Eurnova è in ogni caso una trattativa secondaria all’accordo su Parsitalia e Capital Dev e quindi può avvenire solo dopo l’acquisto da parte di Vitek di quest’ultime.

    Con questa situazione non si capisce come un giornalista possa dare come notizie certe solo sue fantasie.
    O meglio si capisce leggendo quanto scritto dal PM nell’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali per Luca Parnasi & C. , scaricabile da chiunque su internet, dove da una registrazione telefonica risulta che i tifosi della Roma sono classificati “CIURMA”.
    Contenti voi!

  13. una cosa è la questione Stadio di cui il Presidente è esclusivamente vittima di una politica incapace e inadeguata per un Paese a cui servono infrastrutture all’avanguardia e l’indotto che quest’ultime porterebbero …altra cosa è valutare la gestione della società Roma …se possiamo dargli merito per i primi anni in cui la squadra ha ottenuto ottimi risultati, ora come tifosi non possiamo non sottolineare come negli ultimi 2 anni le scelte degli uomini scelti da Pallotta hanno ampiamente distrutto il lavoro ed il vantaggio che ci eravamo guadagnati sulle altre società …società come lazio e atalanta che fatturano molto meno di noi, con politiche meno aggressive nel calciomercato e con uno scouting adeguato stanno ottenendo ottimi risultati riuscendo a tenere il monte stipendi molto al di sotto del nostro…questo dovrebbe far riflettere un po’ tutti i dirigenti della nostra società Pallotta in primis…indebitarsi per avere in squadra i JJ, i Pastore ed i Kalanic non ha senso

  14. Io la vedo in questo modo,
    Pallotta aveva un programma di 3/4 anni di una Roma competitiva, ma non ancora da scudetto, in attesa di avere lo stadio in tempi brevi e fare il salto di QUALITÀ.

    Ma non immaginava di avere a che fare con una BANDA di INCAPACI e veti politici, in più ci ha messo del suo con una comunicazione INESISTENTE e uscite inappropriate, finché si è giunti alla situazione attuale.

    Chi ancora lo accusa di pensare solo ai soldi, è da mentalità paesana, un brand per fare successo deve essere vincente, VENDERE GIOCATORI e fare solo plusvalenze è controproducente, lo sa anche lui.
    Infatti senza lo stadio, ha abbandonato.
    Ora la palla passa a Friedkin, e probabilmente ha avuto buone rassicurazioni, altrimenti non capisco proprio perché un imprenditore punti ad una squadra senza potenzialità finanziarie.
    P.S. per ultimo, il business park è fondamentale, perché ti permettere di rientrare dalle spese e anche guadagnarci. Inoltre darà una spinta a livello di sviluppo e lavoro per la città, impegnando aziende che decidono di investire sui futuri UFFICI.
    E questo non va giù al primo palazzinaro di Roma, perché ALTERA gli equilibri immobiliari a SUO SFAVORE.

    Per tutti gli altri, è più semplice insultare Pallotta.

    • sono d’accordo con te su tutti i punti…aggiungo però, Pallotta non dovrebbe essere insultato, ma per gli ultimi anni di gestione e per la comunicazione con cui si è relazionato con i suoi tifosi si può tranquillamente criticare senza essere marchiati Laziali

    • Buon per te che vivi sulla luna.
      A Roma c’è una esuberanza di uffici sfitti che fa paura e nel quadrante di Tor di Valle sono stati già pianificati e sono da realizzare tra Muratella, Magliana GRA, Massimina, Pescaccio che è di Parsitaliae pesa 780.000mc, oltre tre milioni di mc di non residenziale.
      L’interesse di avere prima un milione e poi 500.000mc di business park era solo finanziario, per avere prestiti bancari che non sarebbero mai stati restituiti e che, come ormai è prassi comune e viene insegnato all’università a economia e commercio, i titolari della società dirottano per altri scopi e interessi personali.
      Tanto poi se le banche falliscono, paghiamo tutti noi.

  15. La colpa dello stadio è in buona percentuale di unicredit. Che ha imposto a Pallotta di farlo sui terreni di Parnasi x rientrare dei crediti che la banca aveva con il costruttore romano. Se Pallotta avesse avuto mano libera probabilmente si sarebbe rivolto al costruttore più importante di Roma cioè Caltagirone ed a quest ora lo stadio sarebbe già costruito da mo.

  16. Arfio, purtroppo parli a vanvera.

    Ora ti elenco le aziende che erano interessate al business park
    STARWOOD
    AEG
    UNICREDIT
    ENAV
    QATAR Airways

    E altre aziende.
    Le prime due sono le stesse dello STAPLES CENTER di Los Angeles, infatti il progetto ricalca quello dove giocano i Lakers.
    L’Advisor C&W (pagato a suo tempo da Pallotta) scelse TdV perché è in area vicino l’aeroporto di Fiumicino e ben collegato.
    Chi si oppose dal primo giorno fu proprio Caltagirone, che non riuscì a collocare in borsa la sua DOMUS immobiliare di Roma est, dove lui sta investendo, e vede il quadrante sud, come concorrenziale ai suoi interessi.
    Gli americani hanno una logica economica di investimenti, invece il palazzinaro romano gli interessa solo costruire, magari in culxo la luna, ma basta che costruisce.

    • Markus & C. purtroppo ripeti quello che ti hanno fatto credere senza capirci niente. Ti spiego:
      uno schema tipo, per questo genere di operazioni è basato sul cosiddetto “conto della serva”, cioè un imprenditore compra un’area facendosi finanziare da una banca, costruisce un immobile facendosi finanziare, lo vende ad un utilizzatore finale, restituisce il finanziamento, incamera l’utile e paga le tasse. Se non vede fallisce perché non può restituire il finanziamento.
      Per iniziative importanti il progetto è poi specifico dell’utilizzatore finale e quindi, anche per avere il finanziamento, viene stipulato al più presto possibile un contratto di compravendita o di locazione di cosa futura.
      Quello che conta è quindi l’utilizzatore finale e non chi fa il finanziamento che è indifferente. Con un utilizzatore finale di solito c’è la fila di chi vuole finanziare.
      Le società da te elencate sono finanziatori e a Tor di Valle non è stato ancora trovato l’utilizzatore finale degli uffici e non è stato stipulato alcun contratto di cosa futura.
      Nascono d qui tutti i casini fatti da Luca per sopravvivere, non avendo ancora trovato l’utilizzatore finale (ci ha provato anche con Lanzalone per la sede ACEA). I fallimenti delle banche dipendono poi da funzionari che approvano il finanziamento dove ci guadagnano personalmente senza avere le necessarie certezze, garanzie, che vengano restituiti.
      Per questo nessun imprenditore romano o italiano si è fatto avanti per comprare l’iniziativa di Luca, perché se si opera in modo corretto la realizzazione è in perdita.
      Si organizza poi una bella campagna giornalistica, pagando giornalisti compiacenti per articoli farlocchi, nel nostro caso anche ben coordinati (ci sono società specializzate).
      Se volete capire bene, altrimenti che se ne frega.

  17. Ci sono due GRANDI BANCHE D’AFFARI che partecipavano al progetto, la Goldman&Sachs e ora la JP Morgan, da come parli mi sembri totalmente dentro le dinamiche del palazzinaro de ‘noantri.
    Vedi,
    tutte le banche fanno i propri interessi, in Italia sono strettamente legate alla politica, infatti le nomine bancarie derivano dagli amici degli amici, in America si guarda al profitto VERO su progetti veri.
    Ti pare che le due banche che ho nominato, si vanno ad infilare ad un progetto farlocco?
    Chi ha fatto saltare tutto, oltre i 5stelle e la politica, è stato PARNASI.

  18. Markus, cominci a darmi ragione. G&S e GP Morgan sono due banche, quindi possibili finanziatori ma non utilizzatori e non hanno finanziato con un solo euro su Tor di Valle semplicemente perché si sono resi conto che è un progetto farlocco che non sarà mai approvato e a ritrovarsi proprietari di un ippodromo abbandonato non ci pensano minimamente.
    i 5S hanno provato a salvare Tor di Valle per puro calcolo politico, ma per loro incapacità non ci sono riusciti, approvando senza capirle tutte le illegittimità inserite nel progetto da Luca per migliorare il conto economico.
    Tutte elencate nelle osservazioni alla variante di PRG pubblicata un anno e mezzo fa e ancora in attesa di risposta da parte del Comune.
    Luca Parnasi, subentrato al padre Sandro, con la sua incapacità ha fatto risolvere nel 2013 i contratti di compravendita di cosa futura stipulati per l’area del Pescaccio per quasi un miliardo di euro (e da lì è nata la crisi irreversibile del gruppo) e ha perso la proprietà di quasi 3 milioni di mc residenziali sparsi per Roma e in altre iniziative a Marino, Catania, ecc.
    Ed ora in ultimo comandato da Unicredit ha perso il centro commerciale a Laurentino “Maximo”, che è finito e non apribile e comporterà cause milionarie dai promissari affittuari a danno di Unicredit.
    E farà scappare Vitek.
    Queste non sono opinioni ma la storia verificabile da chiunque leggendo le carte. Quello che non funziona a Roma è che tutti gli addetti ai lavori a tutti i livelli sapevano quanto sopra detto, ma lo hanno tenuto nascosto per interessi economici non confessabili.
    Per fortuna AS Roma è estranea a Eurnova e alle società di Pallotta e resterà pulita, ma non la sua dirigenza.

  19. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

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